Il Fucino visto dallo spazio

Un'immagine scattata dallo spazio rivela che la piana del Fucino è la valle più fertile d’IItalia.

Il caffè se inquina che piacere è?

E mentre le pubblicità ci raccontano di aromi sensuali e di luoghi di degustazione simili a boutique francesi, non ci rendiamo conto che preferendo la capsula alla moka non solo paghiamo un caffè 7 volte di più, ma contribuiamo ad inquinare l’ambiente.

La forza dell'uomo è nella verità

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità.

PIL:una misura di sviluppo?

Ho sempre pensato che sviluppo e benessere inteso come qualità della vita andassero di pari passo...dunque il PIL è utile nella valutazione della qualità della vita?

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martedì 5 gennaio 2016

Il Fucino visto dallo spazio

Foto: Copernicus Sentinel data (2015)

Sembra un quadro di Gustav Klimt, ma in realtà è un' immagine scattata nello spazio a circa 780 km da Sentinel 2A, il satellite lanciato lo scorso giugno (2015) dall'Agenzia Spaziale Europea. La foto, scattata da macchina fotografica multispettro,  risale ai primi di luglio (2015), quando l'agricoltura è nel pieno della sua attività e la vegetazione è abbondante e rigogliosa: di fatto i rettangoli rosa e rossi nella foto indicano i campi agricoli e quindi presenza abbondante di clorofilla, il pigmento verde che si trova nella grana dei cloropolasti vegetali e senza il quale non si potrebbe avere la fotosintesi clorofilliana, e quindi la vita.

La foto satellitare è stata pubblicata dal "New Scentist", il quale riporta che "la Valle del Fucino, che ospitava il terzo lago più grande d'Italia, è ad oggi la regione più fertile d'Italia".

La valle più fertile d'Italia da 8 anni è minacciata dalle mire della multinazionale Powercrop (holding energetica del gruppo Maccaferri) la quale anche con l'appoggio del Governo (vedi decreto Sblocca Italia) vorrebbe realizzare qui uno dei più grandi inceneritori a biomasse d'Italia. Da 8 anni Comitato Cittadino, Categorie Agricole, Associazioni Ambientaliste e Comuni di Luco dei Marsi e Avezzano si battono contro questo "mostro" che, se realizzato, potrebbe peggiorare lo stato di qualità dell'aria e la fertilità di questa terra, con conseguente danno alle colture, alla salute, all'ambiente di tutta la piana e alla bellezza delle memorie storiche e archeologiche presenti a pochi metri da dove si vorrebbe realizzare l'inceneritore; per 8 anni sono state evidenziate criticità, lacune e inadeguatezza della scelta fatta dalla multinazionale e dalla politica: a Marzo 2016 il TAR Abruzzo dovrà pronunciarsi in merito al ricorso che la società Maccaferri/Powercrop ha fatto contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano per via del giudizio negativo ottenuto in sede di Conferenza dei Servizi lo scorso marzo (2015).

E' il primo post del blog a salutare il 2016, lo pubblico con la speranza che faccia riflettere chi ancora non lo ha fatto e rafforzi lo spirito di chi da 8 anni si batte per difendere la piana del Fucino da mera speculazione industriale, e da un'economia morta, lo pubblico con l’augurio che la sentenza che verrà emessa a Marzo 2016 sia frutto di un equo discernimento e di una giusta valutazione e che si arrivi una volta per tutte a mettere la parola "fine" a questa storia frutto di subdoli tentativi da parte di pochi di far passare per giusto, sano e produttivo ciò che a tutti gli effetti non lo è!

Grazie Giusi per avermi segnalato l'articolo! 


 
Fonte: New Scentist

sabato 26 marzo 2011

Incendio alla cartiera di Avezzano

Ieri mattina intorno alle ore 11.00 dalla Cartiera Burgo di Avezzano si è sprigionato un fumo nero che ha allarmato i cittadini di borgo Incile (diretti interessati) e non solo. Andando a chiedere spiegazioni all'interno dello stabilimento ci è stato detto che hanno preso fuoco dei nastri di cellulosa e che i vigili del fuoco sarebbero stati presto sul posto, e così in effetti è stato. Nel giro di poco le fiamme sono state domate e nel pomeriggio il capannone interessato dall'incendio è stato messo completamente in sicurezza.

Secondo quanto riporta un quotidiano locale, la causa dell'incidente sarebbe da attribuire "a scintille sprigionatesi da attrezzi da taglio utilizzati da alcuni operai impegnati a rimuovere un grosso silos. Il fuoco, dapprima propagatosi al contenuto del silos - segatura e legno - ha raggiunto la copertura bituminosa e poi il tetto di un capannone adiacente, dove viene custodita la carta lavorata" (fonte marsicanews).   

 Il video

martedì 1 marzo 2011

Il Governo italiano ostacola la green economy


Mentre la Germania, che si sa non è certo famosa per il sole, si è data come obiettivo il raggiungimento di 52.000 MW da energia solare entro il 2020 e ne ha installati ad oggi 18.000, la politica italiana ha pensato bene di frenare la green economy, ponendo grossi ostacoli al settore delle fonti energetiche pulite e facilitando la strada verso il nucleare...una strada che appare sempre più in discesa. 
Praticamente ancora una volta il nostro Paese non si smentisce e invece di guardare al futuro, vive nostalgicamente un passato che anni fa gli stessi italiani avevano ripudiato con un libero referendum. 

E poiché ho già trattato dell'argomento vi invito a leggere il mio articolo al riguardo pubblicato su Il risveglio di Ebe"    (LEGGI ARTICOLO)

mercoledì 9 giugno 2010

Latte solare equo solidale

Quest'anno sembrava che l'estate non avesse minimamente voglia di farci visita (almeno così è stato dalle mie parti), ma finalmente è qui!
Le scuole chiudono i battenti, le famiglie stanno già programmando le loro ferie, le vetrine dei negozi parlano solo di mare così come gli espositori dei cosmetici. Ma l'estate 2010 non arriva sola, infatti tra le mille novità ne porta una che piace tanto a mamma Terra: si chiama "Ecobio Soleil" ed è la prima linea di solari con il marchio BIO COSMESI di ICEA (Istituto per la certificazione etica ed ambientale). Questa linea è il frutto della collaborazione tra Commercio Alternativo e uno spin-off del laboratorio di cosmetologia dell'Università di Ferrara.

Gli Eco Bio Soleil utilizzano biossido di titanio come filtro fisico, questo (al contrario del normali filtri chimici) non assorbe i raggi UVB e UVA, ma li riflette senza venir alterato e senza dare alcun tipo di sensibilizzazione cutanea ecco perché questi solari sono adatti a tutti i tipi di pelle, anche a quella dei bimbi. Ma vi dirò di più, questi prodotti fanno felici anche chi, come la mia amica Valentina, ha problemi con il Nichel o chi ne ha con il glutine poiché sono prodotti privi di questi due "ingredienti".

A renderli eco-sostenibili ed equo solidali è il fatto che non sono testati sui nostri fratelli animali, che le materie prime provengono tutte solo ed esclusivamente da coltivazioni biologiche e che forte è l'impegno (attraverso l'acquisto delle materie prime) in ben sette progetti di Commercio Equo Solidale attraverso i quali si supportano le piccole realtà di produttori locali sostendoli con relazioni durature nel tempo che prevedono un pagamento equo stabilito in accordo con il produttore stesso in base ai reali bisogni, nessuno sfruttamento del lavoro o delle risorse ambientali, rispetto della dignità dell’uomo e della sua cultura e impegno nel promuovere progetti sociali con ricaduta locale.

Dove si possono acquistare? Ve lo dico subito! Chiaramente potete cercarli nelle botteghe del commercio equo solidale e nel circuito Ecor (negozi B'io e Natura sì). Oppure potete cliccare su commercio alternativo.

Felice tintarella ragazze! (.....e ragazzi)

lunedì 30 novembre 2009

Elettricità: prezzi biorari

Dal 1 luglio 2010 entrerà in vigore, in maniera progressiva, il nuovo sistema di prezzi biorari. "Di cosa si tratta?",vi starete chiedendo, bene ora provo a spiegarvelo: con i prezzi biorari l'energia elettrica costerà di meno dalle 19.00 alle 8.00 nei giorni feriali ed in tutte le ore nei giorni di sabato, domenica e altri giorni festivi: questi periodi saranno indicati nella bolletta come fasce orarie "F2 e F3" ; costerà di più per i consumi dalle 8.00 alle 19.00 dei giorni feriali: questo periodo sarà indicato nella bolletta come fascia oraria "F1".

I dati rilevano che allo stato attuale la media dei consumi del settore domestico è già concentrata per il 66% nelle ore meno costose, tuttavia con la tariffa bioraria si punta a superare tale percentuale.

Naturalmente ai consumatori viene lasciata ampia libertà nella scelta fra i diversi contratti di fornitura, perciò, nel caso non si preferisse la soluzione prezzi biorari prevista dall'Autorità, si potranno scegliere, come già accade, altre soluzioni sul mercato, utilizzando lo strumento TROVA OFFERTE messo a disposizione dall'Autorità.

Fonte:EnergyManager.net

sabato 3 ottobre 2009

Protezione animali VS Baaria

L'Ente Nazionale Protezione Animali denuncia «Baaria», l'ultimo film di Tornatore. E' stato chiesto alla procura di disporre l'urgente sequestro di tutte le copie della pellicola presenti sul territorio nazionale. La presidente dell'Ente, Carla Rocchi, denuncia la scena in cui viene ucciso un toro, questa «iniziata con un punteruolo e finità con lo sgozzamento dell'animale palesemente ancora in vita», è «certamente raccapricciante». Nell'esposto, presentato con l'assistenza dell'avvocato Mariano Buratti, si ipotizzano i reati di uccisione e maltrattamento di animali. Nell'atto si legge che «lo stesso Tornatore ha formalmente ammesso la verità della scena». La Rocchi dichiara: «La denuncia che abbiamo fatto tende a punire un reato che si ammanta fintamente di pretese artistiche. Il risultato è che di questo film si parla ormai soltanto per la crudeltà immotivata di quella scena. Baaria uguale macelleria». La scena è stata girata in Tunisia, secondo l'avvocato Buratti, questo per vietare le sanzioni penali in Italia; tuttavia lo stesso avvocato sostiene che previa istanza al Ministro della Giustizia, il procedimento penale può radicarsi in Italia.

martedì 29 settembre 2009

Dossier L'Aquila

Nell'assetto dell'Aquila, il centro storico ricopre un ruolo di fondamentale importanza. Fino agli anni 50 la città coincideva con il perimetro del centro storico ed anche il polo sportivo realizzato durante gli anni del fascismo era stato costruito in stretta aderenza con la città storica. Fino al terremoto del 6 aprile scorso, il centro storico del capoluogo rappresentava il cuore funzionale della comunità: qui si trovavano più di 800 attività commerciali, studi professionali, sedi di rappresentanza delle istituzioni, enti pubblici e più di 16000 abitanti tra residenti e studenti fuori sede. Appare chiaro dunque che se riparte il centro dell'Aquila, riparte tutto il comune e tutta la provincia, ecco perchè lascia sgomenti l'assenza di qualsiasi strategia di ricostruzione e della scelta di orientarsi verso le new town del piano C.A.S.E. che vanno ad intaccare profondamente il tessuto urbanistico della città. Quanto può sopravvivere un sistema urbano senza "city", senza centro simbolico e funzionale?

Vi rimando a Eddyburg.it , qui potrete scaricare (in formato pdf) il dossier L'Aquila, un'opera di Frisch (curatore), De Lucia, De Marco e Liberatore: si tratta di una attenta e profonda analisi sulla ricostruzione post-terremoto a L’Aquila e si pone come documento di riflessione. Oltre ad evidenziare le criticità presenti nelle operazioni della ricostruzione dal punto di vista urbanistico, sociale, economico, sottolinea con forza un elemento che scorre sotto traccia in questa vicenda: quella mancanza di trasparenza, quel rifiuto del confronto su basi scientificamente documentate, che, pur complesso, è l’unico strumento politicamente ammissibile in una democrazia degna di questo nome.

Fonte: Eddyburg.it

lunedì 27 aprile 2009

Compra Aquilano


Il progetto compra Aquilano nasce per aiutare le imprese aquilane del settore agroalimentare colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. Queste imprese sono ancora in grado di fornire i prodotti tipici del nostro bell'Abruzzo.
Comprando prodotti Aquilani puoi dare un contributo molto concreto alla popolazione Abruzzese: lavoro e reddito a tante persone che devono ricostruire le proprie case distrutte o danneggiate dal sisma. Inoltre, il 3% del valore del tuo acquisto sarà utilizzato direttamente per aiutare chi e' stato maggiormente colpito dal terremoto.
Olio, pasta, salumi, dolci, vino, tartufo, zafferano, sono alcuni dei tanti prodotti che si possono acquistare.
PER SAPERNE DI PIU'

Fonte: compra Aquilano


giovedì 21 agosto 2008

Tra i boschi della Maiella vive un piccolo Bat

"Non bisogna mai dare per scontato che il territorio sotto i nostri occhi non ci riservi delle piacevoli scoperte. I parchi dell'Abruzzo, poi, sono scrigni colmi di gioielli"
Danilo Russo

Interessante scoperta è stata fatta in questi giorni: in una faggeta del Parco Nazionale della Maiella è stato ritrovato un esemplare di Vespertilio di Alcathoe, un piccolo pipistrello, che fino a questo momento non era mai stato visto in Italia. La scoperta è stata certificata dagli esperti dell'Accademia Polacca delle Scienze di Varsavia (gruppo diretto dal professore Wieslaw Bogdanowicz) e dal Laboratorio di Ecologia Applicata della Facolta' di Agraria dell'Universita' di Napoli Federico II. Il dott. Danilo Russo, ricercatore e docente di conservazione della natura presso l'Università Federico II, è tra gli artefici della scoperta e spiega che il nostro Vespertilio di Alcathoe, non è una specie migratoria di passaggio, al contrario si può affermare che ha sempre vissuto in questi boschi, ma nessuno lo sapeva. Ad avvalorare la tesi ci sono anche le analisi del DNA, compiute insieme ai ricercatori polacchi, le quali hanno permesso di appurare la presenza di un mammifero che è quasi identico al nostro mustacchino, con il quale è stato sempre identificato. In realtà il Vespertilio di Alcathoe ha dimensioni più piccole e una colorazione della cute e del pelo più chiara, ma si tratta di differenze così sottili che non è facile cogliere sopratutto per occhi non allenati. La zona del parco, per i boschi e le numerose grotte, è un territorio perfetto per i pipistrelli, infatti ce ne sono più di 20 specie, e tutte convivono tranquillamente. Questa scoperta mostra come i nostri boschi siano ricchi di specie animali e vegetali, molte delle quali sono ancora da individuare e classificare. Nicola Cimini direttore del Parco Nazionale della Maiella ci tiene a dichiarare che "il primo obiettivo del nostro operato è la protezione ambientale, poiché negli ecosistemi boschivi del parco vivono migliaia di specie vegetali e animali che fanno del territorio della Maiella un fucina di biodiversità. Il ruolo dei Parchi è quello di mantenere in vita tutte le specie nei loro habitat naturali e garantire all'uomo la ricchezza di una natura viva".

Fonte: Marco Camplone - Il Centro

lunedì 14 luglio 2008

Epson: ridurremo le emissiono di CO2 del 90%

I grandi del G8 hanno posto come obiettivo la riduzione del 50% di emissione di CO2 al 2050. Ce la prendiamo davvero comoda eh? Un traguardo troppo lungo, dico io, un traguardo dove ancora una volta non si gaurda alla vera emergenza ma soloai propri interessi economici. I parametri fissati da Kyoto non sono stati rispettati, in alcuni casi invece di ridurre si è aumentata l'emissione di gas serra, figuriamoci come sarà l'andamento ora che si parla di 50% in meno in 50 anni! Tuttavia c'è chi ama le sfide: in questi giorni il colosso giapponese Seiko Epson ha presentato un ambizioso programma ambientale, tra i cui obiettvi c'è quello di ridurre del 90% le emissiono di CO2 entro dieci anni. I punti saldi per raggiungere tale traguardo sono essenzialmente 4:
1. Riduzione della CO2 nella produzione dei componenti. Per ridurre l'impatto ambientale dei componenti, Epson apporterà delle modifiche sostanziali in fase di progettazione dei prodotti, riducendo le dimensioni, il peso e la quantità dei componenti. Allo stesso tempo Epson si avvallerà della cooperazione dei fornitori per riallineare i centri di produzione e rivedere la distribuzione e la logistica.
2. Sviluppo di un modello di business in cui i prodotti finiti avranno una durata maggiore e verranno in ultimo restituiti a Epson. Per allungare la vita dei prodotti, Epson cercherà di realizzare un modello di business che assicuri un efficiente ciclo delle risorse. Tra le aree oggetto di esame, il riutilizzo dei prodotti, il leasing e il noleggio.
3. Chiamare a raccolta un gruppo di esperti del settore per dimezzare l'energia utilizzata dalle camere bianche. Le camere bianche sono la fonte maggiore di emissioni di CO2, con circa 300.000 tonnellate. Epson creerà un team di esperti della produzione, delle strutture di base e di altri settori rilevanti per promuovere lo sviluppo di tecnologie in grado di ridurre la quantità di energia richiesta dalle camere bianche, assicurando che l'energia sia utilizzata solo nei tempi, negli spazi e nelle quantità necessarie. Il Gruppo ridurrà ulteriormente la quantità di energia con la riduzione, l'accorpamento e l'incremento di efficienza delle camere bianche.
4. Supporto ad attività ambientali e di riforestazione svolte dai dipendenti. Epson, con la collaborazione dei governi locali e di organizzazioni non governative e no profit, attuerà programmi di riforestazione, in linea con i bisogni delle comunità nelle quali Epson opera, ai quali prenderanno parte come volontari i dipendenti Epson. Epson raccoglierà idee e proposte dai propri dipendenti e assicurerà assistenza in programmi di tutela ambientale ai quali tutti i dipendenti potranno partecipare.

Iniziativa che fa ottima pubblicità alla Epson, mia uguro solo che le parole si trasformino in fatti!

Fonte: Affari italiani

sabato 5 luglio 2008

Germania: guerra al global warming

Già nel 1991 la Germania promulgò la legge sugli imballaggi più severa del mondo, lo scopo era quello di ridurre la quantità dei rifiuti che venivano interrati o inceneriti, la riduzione della produzione di rifiuti e il riciclaggio ed il riutilizzo del 65% degli imballaggi nazionali entro il 1995. I distributori di prodotti dovevano ritirare le loro scatole per riusarle o riciclarle e veniva vietato l'incenerimento degli imballaggi. Il sistema ebbe successo, infatti nel 1997 venne riciclato l'86% degli imballaggi e gli imballaggi di plastica persero un terzo del loro mercato a favore di vetro e cartone. Ora la Germania torna all'attacco: si tratta di una guerra in cui il nemico da abbattere si chiama riscaldamento globale. Il Bundestag (parlamento federale tedesco) ha approvato un pacchetto di leggi in difesa del clima: l'obiettivo è di bloccare i cambiamenti climatici, tagliare le emissioni di gas serra del 40% entro il 2020, raddoppiare l'impiego di fonti rinnovabili per elettricità e riscaldamento. Interessante che finalmente qualcuno (ma ahimè, non si tratta dell'Italia) si sia deciso a guardare agli edifici di nuova costruzione: infatti dal 2009 i costruttori saranno obbligati a dotare le nuove abitazioni per almeno il 50% di impianti di riscaldamento a pannelli solari, geotermia o biomassa. Secondo la stima del Ministero dell'Ambiente, ogni anno si hanno circa 175mila nuove costruzioni tra cui 150mila a scopo abitativo. Per le abitazioni esistenti sono stati aumentati gli incentivi per chi decide di rinnovarle ad un isolamento termico totale. La percentuale delle rinnovabili nella produzione di corrente dovrebbe passare dall'attuale 14% circa al 25-30% nel 2020, grazie soprattutto all'espansione dell'eolico nel mare. Gli incentivi al solare saranno invece gradualmente ridotti (ahimè, ma la Germania si sa non è famosa per il suo clima assolato). Sempre nello stesso periodo si prevede un aumento di mezzo milione di posti di lavoro, e questo a parere mio dimostra quello che ho sempre sostenuto, ovvero che la protezione dell'ambiente non limita lo sviluppo economico di un Paese, ma al contrario rappresenta una vera e propria industria: tutt'ora circa 1,8 milioni di persone sono impiegate nelle tecnologie ambientali. Infine a partire dal 2010 per le nuove automobili sarà adottato il bollo antismog, ovvero non si pagherà più in base alla cilindrata, ma all'emissione di sostanze inquinanti. Chiaramente in tutto questo scenario non mancano gli scettici che dubitano della promessa di riduzione dei gas serra, ma a parere mio credo che questo provedimento rappresenti un buon inizio.
Brava la Germania!

Fonte: Filippo Proietti

lunedì 28 aprile 2008

Europa: Chi inquina paga

L’obiettivo europeo è quello di contenere gli effetti del cambiamento climatico attraverso gli strumenti di mercato "Mbi". Cosa vuol dire "Chi inquina paga"? Semplicemente che quando si acquisterà un prodotto, nel prezzo saranno inclusi anche i costi dell’eliminazione dell’inquinamento e dell’indennizzo dei danni causati col processo produttivo. Per sturmenti di meracato si intendono “i permessi negoziabili ideati per ridurre l´inquinamento, le imposte ambientali che incidono sui prezzi influenzando il comportamento di produttori e consumatori, le tasse destinate a coprire i costi dei servizi ambientali e le sovvenzioni intese a sostenere lo sviluppo di tecnologie più pulite”.
Inoltre l'idea di introdurre una ecotassa permetterebbe di ridurre l’inquinamento ambientale attraverso la pressione fiscale esercitata sui produttori. Con il rischio, però, che i consumatori si troverebbero ad affrontare una salita dei prezzi.

martedì 8 aprile 2008

SOS: strage di api

Oltre 40 mila alveari spopolati: è allarme in Italia per una nuova strage di api, dopo le morie registrate nel 2007 che hanno dimezzato le popolazioni di questi insetti. Ecco il quadro fornito da Legambiente e Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, che oggi hanno manifestato di fronte al ministero delle Politiche agricole a Roma:
- LE CIFRE: per ora la stima è di oltre 40 mila alveari spopolati in contemporanea con le semine di mais nel nord-ovest. Le Regioni prevalentemente colpite sono Piemonte e Lombardia mentre segnali di morie di api si registrano in Veneto, Emilia Romagna, Toscana e in generale nelle Regioni del centro-nord;
- LE SOSTANZE INCRIMINATE: sotto accusa sono neurotossici e neonicotinoidi di seconda generazione, prodotti dai colossi della chimica. Sparsi nell'ambiente durante la semina, questi nuovi insetticidi contaminano la rugiada e la fioritura circostante. Secondo gli apicoltori anche in dosi infinitesimali queste molecole neurotossiche uccidono gli insetti con cui entrano in contatto, fino a chilometri di distanza dai campi di semina;
Oltre un terzo delle coltivazioni è impollinato attraverso il lavoro di insetti, e le api concorrono per l'80%. Occorre fare al più presto chiarezza sulle cause che stanno provocando una vera strage delle api, con una riduzione dal 30 al 50% del patrimonio apistico nazionale, mettendo a rischio, oltre al miele, l'equilibrio naturale globale con effetti sulla salute e l'alimentazione. Mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, albicocche, susine, meloni, angurie, pomodori, zucchine, soia, girasole e colza - spiega la Coldiretti - dipendono completamente o in parte dalle api per la produzione dei frutti. Così pure la grande maggioranza delle colture orticole da seme, come l'aglio, la carota, i cavoli e la cipolla si possono riprodurre grazie alle api. Nel 2007 - precisa la Coldiretti - la perdita in Italia di 200mila alveari ha provocato un danno economico per la mancata impollinazione pari a 250 milioni di Euro.
E' fissato al 18 aprile un nuovo incontro dei rappresentanti delle associazioni apistiche e di Legambiente con un dirigente del ministero delle Politiche agricole e le Regioni per definire una possibile moratoria dell'uso delle sostanze killer impiegate nella semina dagli agricoltori e che secondo gli addetti ai lavori hanno causato la recente moria negli alveari".

Fonte: Ansa

mercoledì 2 aprile 2008

Bologna regala cisterna a scuola in Tanzania

'Grazie Bologna' e' la scritta che si puo' leggere sulla cisterna per il recupero d'acqua piovana che e' stata realizzata in una scuola della regione Mkuranga, in Tanzania, grazie ai fondi raccolti nell'ambito del progetto 'Acqua preziosa' promosso dal Comune di Bologna e da Ato 5, Hera, Ancescao, centri sociali per anziani, Circolo dipendenti Hera, Ausilio per la spesa, Centro Antartide, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio. L'obiettivo principale del progetto - spiega una nota dell'Amministrazione comunale - e' stato l'installazione nelle case di oltre 3mila anziani bolognesi di riduttori di flusso nelle docce e nei rubinetti per evitare gli sprechi di acqua. ''I problemi relativi all'acqua sono pero' di natura globale. Per questo ci e' sembrato particolarmente importante rivolgere un pensiero e un aiuto concreto a chi sta vivendo in situazioni drammatiche - ha detto l'assessore all'Ambiente Anna Patullo - D'altronde le finalita' di 'Acqua preziosa' non sono solo ecologiche, ma anche sociali. Il risparmio di acqua, e dell'energia necessaria per utilizzarla, si traduce infatti per chi lo pratica anche in un risparmio economico. Risparmio che e' tanto piu' importante per una categoria spesso economicamente debole come gli anziani''. Mai come in Africa le questioni ecologiche vanno a braccetto con quelle sociali. Ogni scuola e' frequentata da circa mille bambini tra i 6 e i 13 anni, la meta' circa dei quali e' affetta da malattie causate dall'acqua contaminata. Per questo la raccolta di acqua piovana, resa possibile anche dalla cisterna realizzata grazie al progetto bolognese, e' cosi' importante. Tra Bologna e la Tanzania ha fatto da ponte Amref (Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca), che da 50 anni svolge progetti di sviluppo sanitario in Africa Orientale.

Fonte: Ansa

giovedì 27 marzo 2008

Venezia: scoperte 50 specie di pesci

Una cinquantina di specie di pesci appartenenti a 19 famiglie si sono 'insediate' nelle opere di difesa dalle acque alte in corso di costruzione a Venezia. La scoperta e' frutto di due campagne di ricerca effettuate dal Consorzio Venezia Nuova che sta realizzando il cosiddetto Mose. Secondo quanto emerso da una ricerca pubblicata sui 'quaderni' del Consorzio, nelle opere sommerse, alcuni chilometri di barriere artificiali dette soffolte, hanno attecchito numerse colonie di alghe e di molluschi che hanno favorito lo sviluppo di famiglie di pesci tra cui branzini, orate ed acciughe.

Fonte:Ansa

mercoledì 26 marzo 2008

Antartide: i ghiacci continuano a sciogliersi

In Antartide, un frammento di banchina glaciale di circa 400 Km quadrati, si è staccato dal corpo del ghiacciaio. Lo hanno reso noto negli Stati Uniti gli scienziati del National Snow and Ice Data Center di Boulder, in Colorado, precisando che il fenomeno è cominciato il 28 febbraio scorso. A staccarsi dal continente antartico e a finire in mare e' stato il cosiddetto 'Asse di Wilkins', un'area della parte occidentale dell'Antartide che gli scienziati avevano gia' previsto sarebbe collassata. Ritenevano pero' che sarebbe avvenuto tra quindici anni. Il fenomeno e' stato fotografato e ripreso con un video da un aereo mandato appositamente sul posto. ''Quanto avvenuto e' rarissimo - hanno commentato al centro di Boulder - anche perche' l'asse di Wilkins esisteva almeno da 1500 anni''. Il fenomeno e' certamente dovuto agli effetti del riscaldamento globale. A Bruxelles per incontri con le autorita' Ue sui cambiamenti climatici, il Nobel per la pace 2007, l'indiano Rajendra Pachauri, ha dichiarato -e' possibile che questo collasso di pezzi di ghiaccio sia un processo irreversibile. Il fenomeno potrebbe provocare l'aumento di diversi metri del livello del mare-. Sulle ipotesi che parlano di un periodo di 25 anni prima che i fenomeni piu' inquietanti si concretizzino, Pachauri ha precisato che "e' qualcosa che dovremmo cercare di prevedere, ma al momento e' prematuro trarre conclusioni''.

Fonte: Ansa