Il Fucino visto dallo spazio

Un'immagine scattata dallo spazio rivela che la piana del Fucino è la valle più fertile d’IItalia.

Il caffè se inquina che piacere è?

E mentre le pubblicità ci raccontano di aromi sensuali e di luoghi di degustazione simili a boutique francesi, non ci rendiamo conto che preferendo la capsula alla moka non solo paghiamo un caffè 7 volte di più, ma contribuiamo ad inquinare l’ambiente.

La forza dell'uomo è nella verità

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità.

PIL:una misura di sviluppo?

Ho sempre pensato che sviluppo e benessere inteso come qualità della vita andassero di pari passo...dunque il PIL è utile nella valutazione della qualità della vita?

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mercoledì 26 gennaio 2011

Energia nucleare: il problema senza la soluzione

"E' una pubblicità scorretta realizzata con i soldi dei contribuenti" questo è quanto dichiara l'associazione Greenpeace riferendosi allo spot del forum nucleare italiano. L'ENEL è l'azionista che detiene la quota maggiore del Forum, di conseguenza i soldi spesi per la campagna a favore dell'atomo sono soldi pubblici provenienti direttamente dalle tasche dei cittadini. Dunque siamo noi a pagare quella che in molti, non solo Greenpeace, hanno definito una campagna pubblicitaria imparziale e ingannevole. Come riporta anche EcoWiki , la faziosità dello spot si evince dallo stesso statuto del Forum nucleare italiano: 
  • Articolo 4.3 b) promuovere l’informazione e il dibattito sull’energia nucleare, attraverso la promozione di incontri, conferenze e seminari organizzati dall’Associazione, in modo tale da incrementare il consenso all’utilizzo dell’energia nucleare.
Greenpeace contrattacca con sarcasmo




A differenza dello spot del Forum Nucleare Italiano questo di Greenpeace non sarà trasmesso dalle tv e dai grandi circuiti mediatici, a dirlo è Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia : "non abbiamo le risorse necessarie per acquistare spazi pubblicitari dai prezzi proibitivi, ma volevamo comunque replicare a quella che ci è apparsa una comunicazione fortemente scorretta".

Fonte: La Repubblica.it

giovedì 23 settembre 2010

Va chiusa la centrale nucleare? I cittadini tedeschi rispondono "si subito"

Le centrali nucleari sono sicure per la salute di quelli che ci vivono attorno? Che fine fanno le centinaia di tonnellate di scorie radioattive prodotte dalle centrali?
E infine, come sono le centrali nucleari che il Governo Berlusconi vuole far costruire in Italia?


La domanda è: se le dosi di radiazioni sono così basse come dicono le autorità, come mai i bimbi che vivono intorno alle centrali nucleari si ammalano più frequentemente di leucemia?

mercoledì 5 maggio 2010

La bufala del nucleare italiano

Facendo la cameriera ho imparato una cosa "la gente mangia con gli occhi". Basta rendere un piatto bello e attraente perché lo si giudichi anche buono, indipendentemente da quelli che sono gli ingredienti che lo compongono. Beh vale lo stesso per le bufale italiane, e non mi riferisco alle buonissime mozzarelle, ma alle mezze verità che continuamente vengono raccontate. Si abbellisce il tutto con contorno di grandi promesse e parole ben studiate, aspettative brillanti, ma se poi una persona un pò più curiosa va a cercare di capire, allora si scopre che il prezzo da pagare è di gran lunga più alto rispetto al beneficio che se ne riceve.

il 28 e 29 aprile a Roma si è svolta una tavola rotonda su "Le prospettive delle imprese nel mercato dell'energia nucleare". L'evento è stato organizzato dall'Università degli studi Roma Tre con il sostegno del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) e il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e vi hanno partecipato esperti di diritto e di energia. All'incontro ha partecipato anche Fulvio Conti, amministratore delegato ENEL, il quale presentando il quadro energetico italiano ha poi "invitato" gli italiani a trasformarsi da "nuclearisti inconsapevoli" a "nuclearisti attivi". Ottimo il modo con cui Conti presenta all'Italia il nucleare spacciandolo per il "piatto forte", quasi quasi convince anche me! Peccato però manchi qualcosa: un piccolo ingrediente che consenta all'italiano di poter scegliere consapevolmente. "Scegliere" è una parola che ha perso un pò del suo reale significato.

Nel suo messaggio di propaganda ENEL promette alle imprese italiane una commessa di 12 miliardi di euro, pari al 70% dell'investimento totale (che è di circa 16 miliardi di euro per le 4 centrali nucleari). Secondo quanto sostenuto, tale investimento rientra nella parte "convenzionale", come una qualsiasi opera civile. Il restante 30% dell'investimento spetta alla parte (non) convenzionale, ovvero il reattore, il "cuore" della centrale, di cui Areva, ha l'esclusiva sul brevetto.
Grandi investimenti per l'Italia e più lavoro per tutti direte voi, ma... (c'è sempre un "ma").

Gli amici di GreenPeace, quei grandissimi rompiscatole (ironizzo) ci suggeriscono di visitare il sito di EDF nella sezione relativa al reattore di Flamanville, di cui vi ho già parlato in altri post, io l'ho fatto e se avete due minuti di tempo lo consiglio vivamente anche a voi.
A fine paragrafo si può leggere : "The nuclear part of the facility accounts for 60% of the total amount with the conventional (non-nuclear) part accounting for the rest".
Che tradotto vuol dire "la parte nucleare dell'impianto pesa per una quota pari al 60% dell'ammontare dei costi totali, mentre la parte convenzionale (non nucleare) pesa per la restante quota".
Questo che significa? Semplice che le commesse spettanti alle imprese italiane non sono del 60% (questa quota va ad AREVA che ha l'esclusiva sul brevetto), ma il 40 %.

Non sembra anche a voi che ci sia un pò di confusione riguardo ai futuri appalti nucleari?
Conti promuove il ritorno al nucleare, proprio lui Amministratore delegato di una Azienda (L'ENEL) che solo poco tempo fa in una presentazione dal titolo " Aspetti economici e finanziari del programma nucleare" dichiarava che l'investimento nel nucleare non è finanziariamente sostenibile per ENEL, a causa degli elevati costi che l'impresa non è in grado di sostenere.
A me qualcosa non torna e a voi?

Che gran Paese è l'Italia, ci credo che vogliono tutti venire qui : solo da noi puoi abitare in case pagate a tua insaputa da "benefattori" sconosciuti e promuovere programmi che non possiamo neppure sostenere economicamente. Ma si sa (perché c'è sempre un "MA") a noi italiani piace tanto "mangiare".

Fonte: GreenPeace, Gaia la rivista dell'Ecosistituto del Veneto, EnergyManager.net

giovedì 25 febbraio 2010

Scajola torna a parlare di nucleare

Il Ministro Claudio Scajola torna a parlare di nucleare in Italia e stavolta lo fa "armato" delle parole del presidente americano: dopo tutto si sa l'Italia sogna l'America!

Il 28 gennaio 2010, nel discorso sullo Stato dell’Unione, Obama riconosce al nucleare un ruolo fondamentale nel " grande gioco" dell’economia verde: "[...]Per creare un numero di posti di lavoro maggiore nel campo delle energie pulite, ci occorrono maggiore produzione, maggiore efficienza, maggiori incentivi. Ciò significa costruire una nuova generazione di impianti nucleari puliti e sicuri in questo Paese.[...]". Così per la prima volta dal 1979 l’America avvia la costruzione di due nuove centrali nucleari nello Stato della Georgia. Questo è Obama oggi.

Facciamo un salto indietro nel tempo. Nel suo discorso di presentazione della legge finanziaria 2010, Obama esaltava un futuro verde in cui le fonti rinnovabili come sole e vento rappresentano l’unica possibile via da seguire al fine di salvaguardare non solo le sorti ambientali del pianeta, ma anche quelle economiche. In tutto questo non si accenna minimamente al nucleare, eppure a un anno di distanza da questo bel discorso qualcosa è cambiato. Così come è avvenuto in Germania, anche l'America sembra ripensarci.

Caludio Scajola, invece, passi indietro non ne fa: invita gli ambientalisti a non demonizzare il nucleare e ad affrontarlo senza strumentalizzazioni di tipo ideologico. Ancora una volta ci si ritrova a ridurre le questioni ambientali a “questioni ideologiche”!

Il prof. Gianni Tamino, scienziato e non "ideologo", con un suo articolo pubblicato su Tera e Acqua (bimestrale dell'Ecoistituto del Veneto, Alex Langer) evidenzia un errore, voluto o meno non sta a noi giudicare, in cui troppo spesso si cade quando si parla di nucleare. Non è vero che questo non produce CO2. Se si considera l'intero ciclo di vita dell'uranio i conti non tornano. Estrarre uranio produce CO2, consuma energia, ruba biodiversità e vite umane (quello che accade attualmente in Nigeria e Congo). Trasportare l'uranio fino alle centrali di produzione di energia produce CO2 e consuma energia, stoccare i rifiuti radioattivi consuma energia.

Come si può parlare di nucleare associandolo alla salvaguardia dell'ambiente e dei cittadini quando studi scientifici dicono l'esatto contrario e quando sono i rifiuti che esso produce a rappresentare il principale fattore di rischio per ambiente e cittadini?

C'è una sola ideologia a guidare le scelte dei Grandi della Terra ed è quella del Mercato. Forse è questo a rappresentare il fallimento del Summit di Copenaghen e dello stesso Protocollo di Kyoto.

Articolo pubblicato anche su EcoWiki

martedì 26 gennaio 2010

Addio all'addio al nucleare

Spesso, in tema di nucleare, ho guardato con favore alla Germania: il Governo 'rossoverde (socialdemocrazia ed ecologisti) al potere tra il 1998 e il 2005 con il cancelliere Gerhard Schroeder e il suo vice Joschka Fischer, aveva decretato l'addio all'uso civile dell'energia atomica, fissando le date di chiusura dei 17 reattori ancora in servizio. Ora un'altra Germania fa un passo indietro: dopo negoziati con i produttori di energia, il governo Merkel ha deciso - scrive l'autorevole quotidiano conservatore Die Welt, molto vicino all'esecutivo - che per il momento tutti i 17 reattori nucleari resteranno in esercizio.

La decisione finale verrà presa in autunno ed insieme verrà presentata la strategia energetica che il Paese intende adottare, ma la strada che si è scelto di percorre è già ben definita e a conferma di ciò arriva silenziosa la decisione di lasciare accesi i due reattori, Biblis A e Neckarwestersheim I, che dovevano esser spenti ad aprile e maggio 2010.

E così, come in tutte le battaglie, da una parte si hanno i vinti e dall'altra i vincitori, in questo caso i vincitori si chiamano Eon, Rwe, Vattenfall, EnBW, grossi produttori di energia e Siemens, primo tra i colossi industriale del Paese che sembrano avere un punto di forza nella produzione, fornitura ed esportazione di centrali nucleari della nuova generazione.

Fonte: Repubblica.it

mercoledì 20 gennaio 2010

Il vero affare sta nel costruirle

Ieri il tg trasmetteva un servizio in cui alla domanda "perchè è necessario il nucleare in Italia?" la Marcegaglia rispondeva: "E' necessario per affrontare la crisi economica; circa il 70% dei fondi stanziati può andare alle imprese per la costruzione delle centrali nucleari". Bhè, da una che costruisce inceneritori non potevo aspettarmi altro, se non una risposta insoddisfacente ma allo stesso tempo illuminante per chi sa leggere fra le righe.
Effettivamente l'unica argomentazione a favore del nucleare sono i soldi che "qualcuno" deve prendere; il giro d' affari viene ben celato dalle parole "zero emissioni di CO2", "minori costi della corrente elettrica", "fabbisogno di energia", tutte argomentazioni che rendono il nucleare socialmente accetabile. Ma quanto c'è di vero in tutto questo?

Innanzi tutto vorrei invitarvi a non confondere energia con energia elettrica: quest'ultima è solo una piccolissima quota dell'energia che noi utilizziamo. La maggior parte di energia che consumiamo non è elettrica (pensamo ai trasporti) e il nucleare affronta solo tale questione (pari al 12% del problema totale).

Inoltre non è vero che il nucleare non produce CO2; questa affermazione fuorviante è valida solo se si considera la centrale isolata dall'intero contesto del ciclo di vita. Se si vanno a considerare le varie fasi, dall'estrazione dell'uranio alla produzione di energia fino al deposito dei rifiuti radioattivi (dalla culla alla tomba), si vedrà che è falso affermare che la centrale nucleare produce il 50% in meno di emissioni rispetto ad una centrale a fonti fossili; e il bilancio è negativo anche in termini di energia. Estrarre uranio consuma energia (e vita aggiungerei io, pensiamo a quello che sta succedendo in Nigeria o in Congo), trasportare l'uranio fino alla centrale consuma energia, stoccare i rifuti consuma energia, costruire una centrale consuma energia...per costruire una centrale e metterla in funzione, ci voglioni dai 12 ai 15 anni, in tutta questa fase usiamo energia fossile che produce CO2. Secondo quanto scrive il Prof. Tamino per ammortizzare l'emissione di Co2 ci vorranno almeno 35 anni, troppo tempo, il problema dei cambiamenti climatici deve essere affrontato prima.

In molti sanno che quello del nucleare è un fallimento sanitario, ambientale, energetico ed economico; la Germania ha deciso che le centrali nucleari che si esauriscono non veranno sostituite; in America non si propongono nuove centrali dal 1979, Bush aveva provato a dare degli incentivi a chi voleva costuirne, ma Obama li ha aboliti, i costi del deposito rifiuti nucleari sono troppo grandi.

Allora perchè qualcuno le vuole? Involontariamente la Marcegaglia ci ha dato la risposta: il vero affare sta nel costruirle!

Fonte: Gianni Tamino - Tera e Acqua

lunedì 7 dicembre 2009

Scelti i siti per le centrali nucelari

Farei giocare mia nipote in un giardinetto di fianco a una centrale nucleare.
-Fulvio Conti-
Che bambina fortunata!

I Verdi rivelano i siti, individuate in uno studio inviato dall'Enel al governo, in cui potrebbero essere costruire le nuove centrali nucleari in Italia. Tra questi sono allo studio due siti nel Lazio: Montalto di Castro e Borgo Sabotino. Questi gli altri siti: Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento ) e Monfalcone (Gorizia)."Le aree sono idonee, secondo l'Enel, -spiega il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli- perche' vicine a zone costiere e ai fiumi, poiche' come e' noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare.

Tuttavia durante la registrazione di Effetto domino, in onda su La7, Fulvio Conti, amministratore delegato dell'ENEL ha dichiarato - sono già stati individuati i siti in cui sorgeranno le centrali nucleari in Italia - e, come un nobile cavaliere dall 'armatura splendente, ammonisce quei "cattivoni" che vogliono privare i bambini della gioia di giocare in un giardino vicino ad una centrale nucelare, con un tuonante "ma non li dico neanche sotto tortura. Aspettiamo l'imprimatur del governo".

Secondo Conti, ormai il tutto è stato avviato ed entro febbraio-marzo 2010 il Governo avrà gli strumenti per legiferare e consentire agli operatori di poter partire effettivamente.

Conti tranquillizza le popolazioni e cittadini "se ci saranno proteste dei cittadini, risolveremo il problema parlando con gli abitanti, spiegando bene il progetto con tanto di dati e documentazione tecnica", che tradotto in italiano corrente significa "se ci saranno proteste di cittadini risolveremo il problema ricorrendo ai militari". Napoli e L'Aquila docet!

E mentre ci prepariamo a chiudere questo 2009, saluto i nonni d'Italia: tranquilli nel 2010 L'ENEL vi regalerà nuovi "giardini" dove poter far giocare i vostri nipoti! E che nessuno venga a dirmi che i bambini di oggi non sono pieni di energia!

Fonte: diario del web.it
Italiainformazioni.com

martedì 13 ottobre 2009

La Francia radioattiva

L'emittente televisiva France 3 ha mandato in onda l'inchiesta, firmata dai giornalisti Emmanuel Amara e Romain Icard, denunciando per la prima volta pubblicamente come le scorie pericolose siano state utilizzate per realizzare opere infrastrutturali (stadi, strade, parcheggi) delle quali la Francia va fiera. Il documentario ha misurato e mostrato al pubblico un elevato livello di radioattività sia in molte zone rurali sia nelle aree urbane del Paese. I detriti cosiddetti "sterili" sono quelli a basso contenuto di uranio, scartati perché non utili all'industria nucleare, ma con l'accumulo in anni e anni di costruzioni, stanno procurando un danno sanitario che inizia ad assumere una notevole gravità. In Francia esiste un unico laboratorio indipendente che si occupa di ricerca e informazione sulla radioattività, il CRIIRAD, che ha denunciato già da un paio di anni alle autorità e all'opinione pubblica l'esistenza di aree con una radioattività anche 60-100 volte superiore a quella naturale. Nel marzo del 2007, il CRIIRAD ha pubblicato un primo rapporto, nel quale si stimava un totale di circa 225.000 tonnellate di materiali di scarto dell'industria statale Cogema (Compagnia Generale delle materie radioattive), sotterrati nell'area dello stadio nella cittadina di Gueugnon, in Borgogna. La denuncia suscitò una grande sorpresa ed un altrettanto grande allarme tra gli abitanti. L'inchiesta televisiva di Amara e Icard dimostra che di casi come questo ne esistono quasi un centinaio in tutta la Francia, con i cittadini rigorosamente all'oscuro. Ed è andata così per trent’anni. Trent’anni in cui un vero e proprio segreto di Stato ha coperto i gravi danni all'ambiente ed alla salute dei francesi. Gli unici a sapere, oltre i dirigenti statali, erano i lavoratori. A fare tutto questo sono stati in due: la CEA (Commissariato dell'energia atomica) e la Cogema, ovvero due aziende statali. La Cogema da tre anni è diventata Areva, il principale operatore nucleare francese. La denuncia che emerge dall'inchiesta di France 3 è che chi effettua i controlli dovrebbe essere invece il controllato. Ad essere particolarmente in imbarazzo è l'ASN, l'Agenzia Nucleare di Stato, che è incaricata di fare i controlli su tutti gli aspetti del nucleare, compresi la protezione della popolazione e la loro informazione. Quel che emerge dal documentario shock mandato in onda, è che in tema di nucleare i pericoli nascono dall'assenza di trasparenza. E quando si tocca questo tema, il pensiero va all'Italia, dove ci si sta imbarcando in un'avventura nucleare con un atteggiamento da sprovveduti da parte dello Stato, e dove prima ancora della costruzione della filiera già è stato imposto il segreto di Stato sui siti. Ancora sulla trasparenza, gli autori dell'inchiesta indagano su un altro tema importantissimo: in tutti questi anni, di questo modo di smaltire le sostanze radioattive, la politica francese sapeva? SI, visto che ben diciotto anni fa era stato realizzato un rapporto a cura del direttore del Consiglio per la Sicurezza delle Informazioni Nucleari, dove veniva evidenziato che il problema scorie era stato ampiamente sottovalutato, in particolare la nocività dei cosiddetti “discendenti dell'uranio”. Questo rapporto, e tutti quelli successivi, sono sempre stati accantonati e nascosti dai ministri di turno, indipendentemente dalla loro provenienza politica. Il nucleare in Francia è stato trattato come una questione riservata alle alte sfere dello Stato, ma in cima non troviamo l'Eliseo o il Parlamento, ma sempre l'Areva. Cioè, l'industria nucleare è stata trattata politicamente come qualcosa che non può avere alcun ostacolo, un terreno sostanzialmente coperto dal segreto e dagli interessi statali e delle grandi aziende energetiche. In pratica, ad essere assente, è stata la responsabilità sociale di questo settore. Questo dovrebbe far riflettere non solo i francesi, ma anche noi italiani. Magari adesso, e non tra 15 o 20 anni, quando le centrali nucleari saranno già in produzione.

Fonte: articolo di Alessandro Iacuelli, altrenotizie.org

venerdì 7 agosto 2009

Nucleare? Il futuro sono le rinnovabili

Secondo Luigi Sertorio le esigenze energetiche della società moderna, figlia del consumismo, sono lievitate a circa 1000 watt per persona, una potenza questa che varia e aumenta se si considerano i trasporti e lo Stato in esame. In Italia ad esempio il fabbisogno procapite è stato stimato essere pari a circa 5 chilovattora. Bastano pochi calcoli per quantificare il 25% del fabbisogno interno in circa 72 Gigawatt, questo cosa significa? Significa dover mettere in opera 24 grosse centrali nucleari da 3 Gigawatt l'una. Dove prendiamo l'acqua neccessaria la raffreddamento di tali centrali? BOH!!!
Interessante poi l'analisi che il prof Federico Valerio riporta nel suo blog: "E' vero che la produzione di energia nucleare non produce direttamente anidride carbonica, ma la produzione di anidride carbonica è inevitabile durante l'estrazione e la purificazione dell'uranio, durante la costruzione del reattore, per neutralizzare, trasportare e stoccare le scorie radioattive e durante la demolizione di un vecchio reattore giunto alla fine dei suoi giorni e per la bonifica del sito". Il nostro scenziato preoccupato cita uno studio (2006) condotto da U.R. Fritsche dell' Oeko Institute di Darmstadt. Attraverso il programma GEMIS, l'istituto tedesco ha condotto un' analisi del ciclo di vita (LCA) dei sistemi produttivi: è stato stimato che una centrale nucleare tedesca provoca l'emissioni in atmosfera di 31 grammi di CO2 per ogni chilowattore prodotto. Per altri impianti nucleari, l emissioni aumentano da 30 a 60 grammi per chilowattora, quindi una centrale nuclare da 1250 Megawatt (la taglia dei reattori nuclari tedeschi) indirettamente, emette 250.000 tonnellate di anidride carbonica per ogni anno di funzionamento. Nel confronto escono vincitori gli impianti idroelettrici, generatori eolici a terra e sul mare, impianti di cogenerazione a gas, infatti a parità di chilowattora prodotti una centrale nucleare emette più anidride carbonica. Il nucleare conviene?

Fonte: Georgia Schiavon ("Gaia" rivista ecositituto del Veneto) - Federico Valerio

lunedì 27 luglio 2009

Nucleare disastroso

AREVA è una multinazionale francese che opera nel campo dell'energia, in particolare quella nucleare (lo stato francese possiede più del 90% del capitale azionario) e di fatto è la società che progetta e costruisce l'impianto nucleare di terza generazione EPR. Il reattore EPR potrebbe essere la soluzione scelta dall'Italia per un eventuale ritorno al nucleare. Il 24 febbraio 2009 un memorandum di intesa firmato tra ENEL ed EdF (la ENEL Francese, per intenderci) prevede la costruzione di 4 centrali nucleari EPR in Italia, operative tra il 2020 e il 2023, per un totale di 6600 MW. L'ENEL ha finora acquistato una partecipazione del 12.5% negli impianti EPR di Flamanville e Penly. Gli accordi ricadono nel quadro più ampio di una collaborazione di lungo periodo tra Francia e Italia che coinvolga tutta la filiera del nucleare, dalla ricerca alla costruzione (Protocollo di Intesa italo francese per la cooperazione energetica). Tuttavia sarebbe bene che il Governo Italiano e i nuclearisti prendessero in consierazioni alcuni aspetti non di poco conto.
Facciamo un pò di storia: Nel 2001 il Parlamento approvò la costruzione dell'EPR finlandese, i lavori sarebbero dovuti terminare nel 2009 e il tutto avrebbe richiesto una spesa complessiva di 3.2 miliardi di euro. In realtà la costruzione è inziata nel 2005, e dopo oltre 200 difetti rilevati ancora oggi AREVA non è in grado di prevedere quando si inizierà a produrre energia con quel reattore. I costi sono arrivati a circa 5 miliardi di euro e si prevede che saliranno fino a 6 miliardi. La base di calcestruzzo dell'impianto è risultata, secondo l'Autorità per la sicurezza nucleare finlandese, troppo porosa e sensibile alla corrosione e lo scorso dicembre l'Autorità ha inviato una lettera ufficiale in cui si accusa la AREVA di utilizzare personale non professionalmente adeguato, sollevando seri dubbi sui sistemi di sicurezza ed ipotizzando il blocco delle attività.
Quello che sta succendeno al reattore EPR in costruzione in Finlandia si sta ripetendo anche in Francia; la costruzione del reattore di Flamanville è protagonista di molte irregolarità: sforamento dei costi, ritardi, crepe nella base di calcestruzzo, rinforzi nel contenitore di acciaio del reattore realizzati in punti sbagliati, tecnici saldatori non qualificati per tale lavoro....
A tutto questo vorrei anche aggiungere che nel 2006 Greenpeace ha trovato un rapporto militare segreto del governo francese datato 2003, secondo il quale il reattore EPR non sarebbe in grado di resistere all'impatto causato da un aereo di linea.
E l'America che tutti ammiriamo e sognamo? Bhè è ora il caso di dire che finalmente questo Paese merita davvero l'appellativo di "Nuovo Mondo": a maggio 2009 l'amminsitrazione Obama ha negato all'industria nucleare americana il finanziamento pubblico di 50 miliardi dollari.
Inoltre i dubbi sono così tanti che la Nuclear Regulatory Commission degli USA non ha ancora approvato tale tecnologia (quella dell'EPR) per il mercato americano.
L'Italia? L'Italia firma accordi e la storia del Bel Paese non è altro che una ruota che gira, non c'è innovazione, ma sempre e solo un nostalgico bisogno di ripetere gli errori: inceneritori, nucleare, ronde cittadine...Ho sempre l'impressione che ci stiano rifilando un passato travestito da futuro.

Fonti: New York Times; Gaia- rivista dell'Ecoistituto del Veneto
Immagine: matrablog

mercoledì 25 febbraio 2009

Accordo radioattivo

Berlusconi e Scaiola cercano l’appoggio di Sarkozy per tentare di mascherare il grave errore politico, economico, di sicurezza per le persone e l’ambiente che stanno compiendo tentando di reintrodurre il nucleare in Italia ad ogni costo, mentre in altri paesi come gli Stati Uniti la direzione è ben diversa e punta sulle energie da fonti rinnovabili. Berlusconi e Scaiola insistono per reintrodurre il nucleare e cercano di forzare la mano con l’accordo siglato con il Governo francese e lo fanno senza tenere conto che oggi il nucleare è una fonte energetica non solo ancora non sicura ma anche sempre più costosa e che per di più usa fonti energetiche destinate ad esaurirsi in alcuni decenni, esattamente come il petrolio. Inoltre il Governo, ben sapendo quanti dubbi e contrarietà ci sono nell’opinione pubblica, ha inserito nel progetto di legge con cui vuole reintrodurre il nucleare delle norme che gli consentirebbero di imporre le sue decisioni alle popolazioni, alle Regioni, agli Enti locali facendo mettere i siti nucleari, in pratica, sotto controllo militare. Esemplare dell’atteggiamento bugiardo del Governo è l’impegno a risolvere lo smaltimento delle scorie radioattive che come è noto da decenni sono stoccate in condizioni insicure nei piazzali delle vecchie centrali con percioli per le popolazioni e l’ambiente, o vengono lavorate a costi proibitivi per l’Italia in altri paesi. Per di più Berlusconi e Scaiola vanno controcorrente, infatti – ad esempio - la scelta di Obama va nella direzione dello sviluppo delle energie da fonti rinnovabili che sono sicure, danno la possibilità di sviluppare tecnologie e nuova occupazione qualificate e in prospettiva saranno sempre meno costose, tanto più per un paese come l’Italia che potrebbe di svilupparle con maggiore facilità di altri paesi. Senza dimenticare che buttare decine di miliardi di euro in investimenti sul nucleare per un paese, che non ha risorse infinite come l’Italia, vuol dire di fatto rinunciare a sviluppare le energie da fonti rinnovabili e impegnare anche ingenti risorse pubbliche in questa direzione. E’ chiaro che oggi la lobby nuclearista, espressione di un vero e proprio comitato di affari, tenta di forzare la mano con l’aiuto del Governo italiano ma è altrettanto chiaro che in questo modo l’Italia per oltre un decennio continuerà a violare il protocollo di Kyoto e finirà con il pagare multe salatissime, per miliardi di euro, mentre puntare sulle energie da fonti rinnovabili potrebbe consentirci di non aspettare i primi risultati per più di 10 anni e di iniziare quasi subito a ridurre le emissioni di CO2 rientrando gradualmente nei parametri di Kyoto, in condizioni di sicurezza per le persone e l’ambiente che il nucleare non potrà mai garantire. Tanto più che il Governo vuole autorizzare anche tipologie di centrali vecchie di 10 anni e in ogni caso quelle di terza generazione non hanno risolto i problemi di sicurezza per popolazioni e ambiente. Non è nemmeno vero che il nucleare farà costare di meno l’energia, perché l’energia che proviene da questa fonte costa di più di quella da altre fonti e se vengono messi in conto anche i costi dello smaltimento delle scorie i costi finali diventano enormi, naturalmente sempre tenendo conto che la questione non può essere vista solo dal lato dei costi perché ancora oggi nessuno ha risolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Inoltre il Governo dà per scontata l’approvazione della legge che per ora è all’esame del parlamento, ma dimentica che i cittadini italiani hanno deciso con un referendum che l’Italia doveva restare fuori dal nucleare e ancora oggi l’opinione pubblica, come hanno detto diversi sondaggi, non è favorevole, soprattutto tra i giovani. Sfido il Governo a indicare i futuri siti nucleari prima delle elezioni europee e ne vedremo delle belle. Quindi il Governo ha fatto i conti senza l’oste, ha preso impegni che probabilmente non potrà mantenere perché le italiane e gli italiani si pronunceranno con ogni mezzo possibile su questa scelta e se necessario lo faranno anche con il voto.


Articolo di Alfiero Grandi Movimento per la sinistra

Disegno: Cagi-08

venerdì 9 gennaio 2009

Nucleare? NO Grazie

Amory Lovins è un tecno-ambientalista del Rocky Mountain Institute, anni fa inventò il Capitalismo Naturale ed è uno di quelli che sostengono da anni che rendersi indipendenti dal petrolio è possibile senza dover ricorrere al nucleare.
A tutti quelli che sostengono che il nucleare non sia dannoso, pulito e che possa servire a risolvere i problemi , Amory Lovins risponde: "e chi lo paga il nucelare? Nessun privato al mondo è disposto a tirare fuori soldi per questa fonte, che tra le tante si è rivelata la più costosa. Persino Wall Street non si è mai interessata al nucelare, e questo perchè costruire gli impianti, metterli in funzione e mantenerli richiede un enorme sforzo economico" -Amory aggiunge-"dei 132 impianti realizzati negli USA, il 48% è stato chiuso da tempo per problemi di costi o di funzionamento. Anche quelli attualmente in funzione ogni 17 mesi chiudono per circa 40 giorni sia per manutenzione che per ricaricarsi di carburante (uranio). Tralasciando il discorso non poco importante delle scorie nucleari e del loro smaltimento, si può affermare con certezza che in un libero mercato il nucleare non esisterebbe. Infatti negli Stati Uniti l'atomo viene pagato 5 centesimi di dollaro a chilowattora e ogni anno il Congresso, su spinta di G.Bush, chiede un aumento dei sussidi: solo nel 2008 sono stati chiesti 30 miliardi di dollari".
Nel 2007 Cina, Spagna e Stati Uniti hanno generato più elettricità con l'eolico che con il nucleare in tutto il mondo. Questo dovrebbe farci riflettere e, guardando al solo aspetto economico, forse è il caso di dire che il mercato crede molto di più alle rinnovabili. Il solare, l'eolico e in generale tutte le fonti energetiche definite dall'"Economist" come micropower oggi forniscono un sesto dell'elelettrictà mondiale. Investire in questi piccoli impianti è molto meno rischioso ed è più affidabile che investire negli impianti termici siano essi nucleari o alimentati da altro combustibile.

Fonte: Corriere della Sera; Gaia

domenica 27 luglio 2008

Nucleare e leucemie

Alla domanda " le centrali nucleari fanno aumentare il rischio di leucemia?" il Bas, Ente federale per la protezione dalle radiazioni - in Geramania - ha pubblicato uno studio secondo cui l'incidenza della leucemia infantile intorno alle 16 centrali nucleari tedesche è 2 volte più alta che nel resto del Paese. Dal 1980 al 2003 sono stati esaminati 1592 casi e si è visto che nel raggio di 5 chilometri dalle centrali nucleari i casi di leucemia riscontrati sono 37 invece dei 17 previsti in base alla media nazionale. Tuttavia l'epidemiologa Maria Battler, autrice dello studio, osserva che le radiazioni intorno alle centrali atomiche sono da mille a 10 mila volte più basse di quelle ritenute oggi necessarie per causare la leucemia. Vi confesso che questo studio mi lascia fortemente perplessa e non da una risposta alle domande che le persone chiedono, anzi a parere mio aumenta i dubbi e le incertezze riguardo al nucleare. Se non sono le radiazioni allora cos'è che queste centrali emettono di così dannoso per la salute dei bambini e delle persone in genere? Come spiegare l'aumento dei casi di leucemia infantile nei pressi delle centrali atomiche?

A proposito di leucemia: alcuni test portati avanti nella clinica Mayo in Minnesota,
hanno dimostrato che l’assunzione di tè verde aiuta a combattere la leucemia: su quattro pazienti sottoposti a una cura a base di tè verde, tre hanno mostrato evidenti segni di miglioramento.
Lo studio ha rivelato che un componente del tè verde conosciuto come EGCG (epigallocatechine-gallato), è stato in grado di “uccidere” le cellule cancerogene prelevate da un paziente affetto dalla malattia e messe in contatto con questo componente. Le EGCG hanno un potere antiossidante 20 volte maggiore rispetto alla Vitamina E nel proteggere i lipidi del cervello.

Fonte: Rivista Gaia
www.teaway.it

venerdì 29 febbraio 2008

Berlusconi: torneremo al nucleare

E così anche Eolo rischia lo sfratto!!! Eh si perchè se il Cavaliere vincerà le elezioni, addio energia prodotta dal vento e ben tornato nucleare!!!! La domanda che mi pongo è questa: gli italiani si faranno abbindolare da parole ben messe e ben dette o sapranno andare al di là delle apparenze e cercare di capire quanto ci sia di buono o sbagliato in questo "bizzarro" piano energetico?
E poi con quale diritto Berlusconi dice "torneremo al nucleare"? Ha forse chiesto il parere degli italiani? Non ho memoria di quei tempi, avevo solo 8 anni, e i miei pensieri erano altri, ma se non sbaglio nel 1987 ci fu un referendum popolare con il quale si determinò la fine della tecnologia nucleare in Italia. Venti anni fa gli Italiani hanno detto no al nucleare! Dunque perchè vorremmo averlo ora in un'epoca in cui le persone hanno più coscienza verso le tematiche ambientali? Con il referndum abrogativo l'Italia ha difatto abbandonato il nucleare: le quattro centrali italiane furono chiuse, determinando altri tipi di problemi: i rifiuti radiottivi sono ancora qui, custoditi in maniera non del tutto sicura; ancora oggi non sono state completate le operazioni di decommissioning (smantellamento, rimozione e decontaminazione) degli impianti nucleari italiani. Condivido il parere di esperti del mondo della fisica che sostengono che attualmente in Italia non esistono più le competenze per far rinascere il nucleare: molti degli esperti dell'epoca del nucleare italiano ormai sono andati in pensione, molti sono andati fuori dall'Italia e altri ancora hanno convertito le proprie conoscenze e approfondito nuovi campi di ricerca diversi da quello del nucleare. Per tanto il ritorno del nucleare in Italia, sarà un insieme di politiche energetiche e tecnologie importate dall'estero. Ancora una volta l'Italia è terra di conquista. Una cosa è chiara a tutti ormai: la classe dirigente italiana continua a mostrarsi sorda ed ingnorante verso i problemi scientifici e tecnologici e questo perchè come sempre chi deve prendere decisioni in campi di ricerca e innovazione in realtà non ha quasi mai tali competenze. Come pensa Berlusconi di tornare con facilità al Nucleare? Aprire una centrale nucleare costa milioni di euro, il mantenimento della stessa costa milioni di euro, tutti soldi che sottraggono a noi cittadini mediante erogazione di fondi pubblici, ma che come al solito non andranno a beneficio degli italiani, del loro benessere e di quello del loro paese. Negli anni '70 i profitti del nuclerare andavano nelle tasche dell'ENEL (allora pubblica) oggi giorno finiranno nella tasche delle multinazionali dell'energia privatizzata. Inoltre su cosa sta facendo la sua camapgna elettorale? Per progettare, costruire e avviare un impianto nucleare ci vogliono almeno 8 anni, tempi lunghi per un governo che ne dura solo 5 o mi sbaglio? Se il prossimo governo non sarà d'accordo con il nucleare che facciamo? Rismantelliamo tutto? E gli italiani pagano!!!! Mia nonna diceva sempre : "smonta e remonta, sburrita e abburrita" (dialetto di Trasacco: smonta e rimonta, riavvolgi e stravolgi).

Una cosa è certa: i soldi, il guadagno e l'arrivismo stanno portando mamma Terra al collasso: ci sarà mai un uomo che farà politica pensando veramente al benessere del nostro pianeta e dei suoi abitanti?

Fonte: Alessandro Iacuelli
Disegno:
http://www.pegli.com/disegni/index.html

martedì 12 febbraio 2008

Francia: ancora nucleare

Flamanville (Normandia): su una scogliera alta 70 mt e sui terreni dove da 20 anni sono già presenti altre due centrali nucleari, sono iniziati i lavori per una nuova centrale nucleare (Gruppo EDF): la più grande al mondo, con i suoi 1600 Mw può assicurare l’elettricità ad una città di un milione e mezzo di abitanti.
La centrale dovrebbe entrare in funzione nel 2012.
Gli abitanti di Flamanville guardano con positività a questo progetto, la stessa positività con cui 20 anni fa accolsero le altre due centrali, e questo perché queste opere hanno portato nel loro territorio progresso e benessere economico.

Data la notizia, andiamo avanti con la riflessione: Si può parlare realmente di benessere?
Per valutare i pro e i contro dell’energia nucleare dobbiamo innanzitutto capire come funziona un impianto come questo. La fissione nucleare è una trasformazione in cui due isotopi con grandi numeri di massa, come l’uranio-235 o il plutonio-239, vengono scissi in nuclei più leggeri quando sono colpiti da neutroni. Questo procedimento rilascia due o tre neutroni e libera energia. Ciascuno di questi neutroni a sua volta può causare ulteriore fissione. Tutto questo scatena una reazione a catena che produce un’enorme quantitativo di energia, la quale può essere convertita in calore utilizzato a sua volta per produrre vapore ad alta pressione che fa girare delle turbine e produrre così elettricità.

Vantaggi: grandi riserve di combustibile, basso impatto ambientale (senza incidenti) e rispetto al carbone emette solo 1/6 di Anidride carbonica.

Svantaggi: innanzitutto gli elevati costi di mantenimento degli impianti, la bassa produzione di energia netta; l’elevato impatto ambientale in caso di incidenti (ricordiamo Chernobyl). Secondo la stima dell’Accademia Nazionale delle Scienze, gli impianti nucleari causano 6000 morti premature e 3700 difetti genetici all’anno. Secondo gli scienziati del Department of Energy (DOE), questi impianti a partire dalla fine degli anni ’50 hanno rilasciato enormi quantità di particelle radioattive nell’aria e gettato tonnellate di rifiuti radioattivi e di sostanze tossiche nei ruscelli, nei mari, nei pozzi e tutto questo senza informare il pubblico. Ed eccoci alla situazione rifiuti: Uno dei principali problemi legati al nucleare è proprio il loro smaltimento.
Si producono due tipi di rifiuti:

1) rifiuti di basso livello, che emanano piccoli quantitativi di radiazioni e devono essere immagazzinati in modo sicuro per circa 100-500 anni affinché decadano a livelli non pericolosi;

2) rifiuti di alto livello, che emettono grandi quantità di radiazioni ionizzanti per un breve periodo di tempo e piccole quantità per un lungo periodo. Questi rifiuti devono essere immagazzinati in modo sicuro per almeno 10.000 anni

Vi siete chiesti che fine fanno quotidianamente questi rifiuti? Dove vengono portati? E come vengono smaltiti? Questo argomento lo tratteremo in maniera più approfondita in nuovo post. Ciò che posso dire, però, è che a farne le spese sono sempre le povere persone, quelle che o per ignoranza o per povertà non sono in grado di contrastare il problema.

Ciò che molti esperti chiedono, e alle cui voci unisco anche la mia è questo: sospendere i finanziamenti governativi a questi impianti e utilizzare questi fondi per lo sviluppo di tecnologie che portino a un miglioramento dell’efficienza energetica ed economica e come sempre ad un minor impatto ambientale: un esempio sarebbe la produzione di energia da gas naturale (geotermia) o altre fonti rinnovabili.