martedì 26 gennaio 2010

Addio all'addio al nucleare

Spesso, in tema di nucleare, ho guardato con favore alla Germania: il Governo 'rossoverde (socialdemocrazia ed ecologisti) al potere tra il 1998 e il 2005 con il cancelliere Gerhard Schroeder e il suo vice Joschka Fischer, aveva decretato l'addio all'uso civile dell'energia atomica, fissando le date di chiusura dei 17 reattori ancora in servizio. Ora un'altra Germania fa un passo indietro: dopo negoziati con i produttori di energia, il governo Merkel ha deciso - scrive l'autorevole quotidiano conservatore Die Welt, molto vicino all'esecutivo - che per il momento tutti i 17 reattori nucleari resteranno in esercizio.

La decisione finale verrà presa in autunno ed insieme verrà presentata la strategia energetica che il Paese intende adottare, ma la strada che si è scelto di percorre è già ben definita e a conferma di ciò arriva silenziosa la decisione di lasciare accesi i due reattori, Biblis A e Neckarwestersheim I, che dovevano esser spenti ad aprile e maggio 2010.

E così, come in tutte le battaglie, da una parte si hanno i vinti e dall'altra i vincitori, in questo caso i vincitori si chiamano Eon, Rwe, Vattenfall, EnBW, grossi produttori di energia e Siemens, primo tra i colossi industriale del Paese che sembrano avere un punto di forza nella produzione, fornitura ed esportazione di centrali nucleari della nuova generazione.

Fonte: Repubblica.it

1 commenti:

Max T ha detto...

Non sono ne abbastanza informato ne così esperto da giudicare l'opportunità di chiudere i reattori o mantenerli ancora produttivi. Entrambe le opzioni credo abbiano complicate implicazioni. Da un lato il loro smantellamento e l'esigenza di trovare fonti energetiche sostitutive dall'altra la minaccia di tecnologie che possono diventare devastanti ed un modello che comunque si desidera soppiantare.
Una decisione difficile che forse verrà solo rimandata.
Assai peggio i paesi che vogliono intraprendere la strada del nucleare adesso per costruire centrali che forse fra 20 anni saranno produttive.