Il Fucino visto dallo spazio

Un'immagine scattata dallo spazio rivela che la piana del Fucino è la valle più fertile d’IItalia.

Il caffè se inquina che piacere è?

E mentre le pubblicità ci raccontano di aromi sensuali e di luoghi di degustazione simili a boutique francesi, non ci rendiamo conto che preferendo la capsula alla moka non solo paghiamo un caffè 7 volte di più, ma contribuiamo ad inquinare l’ambiente.

La forza dell'uomo è nella verità

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità.

PIL:una misura di sviluppo?

Ho sempre pensato che sviluppo e benessere inteso come qualità della vita andassero di pari passo...dunque il PIL è utile nella valutazione della qualità della vita?

giovedì 17 marzo 2016

Oasi WWF verso la Conferenza Regionale sulle Aree Protette

Le Aree Protette come modello per fare economia e rilanciare l'Abruzzo. Questo il filo conduttore dei 4 incontri promossi dall'Istituto Abruzzese Aree Protette (IAAP) e WWF per riflettere insieme e insieme proporre una road map che rimetta al centro della programmazione della "Regione Verde d'Europa" i Parchi e le Riserve.

Se in passato l'Abruzzo è stato un riferimento per la protezione della natura e per lo sviluppo di un modello economico capace di coniugare equilibri naurali, conoscenze e sapori locali, tanto da creare un benessere diffuso tra le piccole e grandi comunità nelle aree protette, oggi il concetto di sostenibilità all'interno della programmazione e dell'azione del governo regionale viene meno. Ecco dunque che si assiste sempre di più a scelte che hanno come orizzonte l'economia delle infrastrutture pesanti, della cementificazione, dell'urbanizzazione a tutti i costi, che oltre a consumare risorse non rinnovabili, accentrano i "benefici" nelle mani di pochi a scapito della collettività e dei beni comuni (pensiamo a gestione rifiuti, depurazione acqua, cementificazione dei fiumi e molto altro).

Torna a farsi sentire l'esigenza di rimettere al centro della politica Abruzzese le aree protette e il modello economico e sociale che esse rappresentano. Le Oasi WWF in Abruzzo, ma in tutta Italia in realtà, da 50 anni sono esempio virtuoso di come è possibile ottenere "buoni frutti", attraverso "buone prassi", coniugando il rispetto  della Natura, Economia e Società. A testimoniarlo è anche il rapporto 2014 di Unioncamere che provando a quantificare "l'Effetto Parco" evidenzia un'azione positiva su economia e qualità della vita reale.

Dunque in vista della Conferenza Regionale sulle Aree Protette, WWF e IAAP promuovono 4 incontri tematiciper costruire un documento ed un decalogo che diano un contributo alla discussione e indichino la strada da imboccare. A conclusione dei lavori i contributi emersi dai 4 workshop saranno presentati, condivisi e discussi a Pescara il 20 Maggio prossimo in un convegno organizzato con il patrocinio della Provincia di Pescara, con la partecipazione dell'Assessore Donato di Matteo, del Dirigente e Responsabile dell'Ufficio Parchi Regione Abruzzo, del Vicepresidente WWF Italia Dante Caserta, e dei rappresentanti di parchi Nazionali e Riserve Regionali.

Per informazioni e Iscrizioni ai workhop info e contatti: 
Andrea Rosario Natale (IAAP) cell 339 1040613  

di Seguito Calendario Incontri


mercoledì 16 marzo 2016

VeroSimile: opere d'arte a confronto per tener vivo il senso di meraviglia nel mondo



VeroSimile è il titolo della mostra di arte "foto – grafica" che avrà luogo dal 19 Marzo al 4 aprile presso i locali della Rotonda a Sulmona. Autori delle opere d’arte esposte sono Fabrizio Caputi e Manuel Fasciani, due giovani talenti nostrani, con storie diverse, passioni diverse, ma con uno straordinario talento in comune: saper raccontare attraverso le immagini rendendo visibile ciò che non sempre lo è.

Fabrizio è laureando in scienze farmaceutiche, ma fin da bambino, ha imparato a  conoscere la natura d’Abruzzo, i paesaggi, le montagne e sopratutto le sue creature, osservandone prospettive, colori, sfumature e forme e impressionando tutto nella sua arte fotografica. Chi come me ha la fortuna di  ammirare le sue foto, prima si emoziona e poi comprende che dietro ogni singolo scatto, ci sono impegno, studio, tempo, sacrificio, ma soprattutto cuore e anima.

Di Manuel Fasciani so che frequenta l’Accademia delle Belle Arti e che è un maestro dei pastelli: tonalità di grigio e colori nelle sue mani diventano sinfonie grafiche in grado di trasformare un’anonima tela bianca in un’opera da contemplare. 

VeroSimile rappresenta, dunque,  l’occasione per fondere insieme le due arti: infatti da un lato sarà esposto uno scatto fotografico di Fabrizio e dall’altro, lo stesso sarà riprodotto con i pastelli su una tela appositamente realizzata da Manuel.  Cezanne sosteneva che dipingere non è copiare servilmente il dato oggettivo, è cogliere un’armonia fra rapporti molteplici e trasporli in una propria gamma, sviluppandoli secondo una logica nuova ed originale ed è questo che i due artisti hanno voluto sperimentare, dimostrando nel contempo che, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, l’abilità innata di osservare ed arrestare il movimento, che è vita, con mezzi artificiali e tenerlo fermo attraverso una personale struttura compositiva contribuisce in egual misura a tener vivo il senso di meraviglia nel mondo. 

E se passando tra le righe di questo blog ho acceso in voi un po’ di curiosità, andate a visitare la mostra VeroSimile, perchè se la vita che questa società  impone abbatte e ti schiaccia l’anima, l’arte di questi due ragazzi  ti ricorda che ne hai una.

#animamundi #arte #abruzzo 

domenica 13 marzo 2016

L'ora della Terra nell'Oasi wwf Gole del Sagittario, insieme per accendere il cambiamento

Sabato 19 Marzo a partire dalle ore 17.30 nell'Oasi WWF Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi avrà inzio la decima edizione di Earth  our, l'Ora della Terra, inziativa promossa a livello mondiale dal WWF con lo scopo di sensibilizzare ed educare grandi e piccini ad uno stile di vita più sobrio ed equo riducendo tanti sprechi a cui al società moderna si sta abituando. 
Spegnere le luci per un'ora è un modo simbolico per dire a tutti "Non è che di energia non ne abbiamo, ma è troppa quella che sprechiamo".

Alle ore 18.00  "al Buio tra le ombre" un laboratorio didattico e artistico curato della cooperativa Daphne  e dedicato a bambini e  ragazzi: piccoli artisti con materiali da riciclo (la partecipazione è gratuita).

A seguire ci sarà lo spegnimento delle luci della scalinata della piazza e del municipio con accensione delle candele, il tutto nella magica cornice di Piazza Belprato, all'ombra della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Anversa degli Abruzzi è uno dei borghi medievali più antichi e suggestivi d'Abruzzo incastonato come una perla nella cornice dei monti della Valle del Sagittario.

In piazza sarà presente anche la Bottega Soldiale di Sulmona con un proprio stand espositivo, perchè il cambiamento passa anche attraverso un consumo responsabile e quindi per chi ancora non lo conoscesse, ci sarà la possibilità di avvicinarsi al mondo di Altro Mercato.

L'ora di buio sarà animata dalle calde luci delle candele e da un intermezzo musicale: i bar della piazza di Anversa degli Abruzzi, su richiesta (ognuno pagando la propria quota), prepareranno un aperitivo cenato con i prodotti tipici del luogo. Per l'aperitivo e solo per questo è necessaria la prenotazione per questioni di organizzazione.

Non so quanti di voi passeranno per le righe di questo blog, ma ho voluto pubblicizzare l'inziativa e invitare ad andare ad Anversa degli Abruzzi (a pochi minuti di macchina da Avezzano e dagli altri paesi della Marsica) perchè credo che sia meraviglioso poter partecipare ad inizative come questa, un sabato diverso da passare con gli amici, i figli e la famiglia, un sabato in cui ci si lascia alle spalle la frenesia del mondo, dei centri commerciali, del rumore e dello spreco che facciamo quotidianamente, un sabato per fermarci un attimo a riflettere, a parlare, a condividere, ad incontrarci e ad immergergi nella bellezza e stupore della vita. Regaliamoci un'ora per  accendere insieme il cambiamento. Io vado e voi?  
 
Info e prenotazioni (la prenotazione è necessaria solo per chi volesse partecipare anche all'aperitivo a lume di candela in piazza): tel 0864/49587  golesagittario@interfree.it

 #earthour ovvero #loradellaterra #goledelsagittario

mercoledì 9 marzo 2016

Centrale a biomasse Powercrop: la Regione Abruzzo adempia agli obblighi di legge



Il prossimo 23 marzo presso il Tribunale Amministrativo Regionale verranno discussi sia il ricorso di PowerCrop contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano per la denegata autorizzazione in Conferenza dei servizi del marzo 2015 sia quello presentato dai cittadini dalle Categorie agricole, Associazioni ambientaliste e cittadini marsicani, comune di Luco dei Marsi e comune di Avezzano contro il Comitato VIA della Regione Abruzzo che nel 2010 rilasciò parere favorevole alla realizzazione della centrale a biomasse che la società PowerCrop vuole costruire nel cuore del Fucino.
Da Evidenziarsi che a Marzo 2015 la società presentò al Comitato di Valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo due varianti al progetto, ottenendo ancora una volta parere favorevole nonostante già pendessero dei ricorsi al TAR contro il primo parere, quello del 2010 appunto. In merito ai nuovi pareri VIA (quelli del marzo 2015) è da sottolineare che questi sono stati impugnati dai succitati ricorrenti e questo 23 Marzo il TAR dovrà appunto esprimersi in merito.

Tuttavia duole constatare che a pochi giorni dall’udienza la Regione Abruzzo, pur costituita in giudizio, non ha prodotto nei vari procedimenti giurisdizionali amministrativi né i giudizi di marzo 2015 né gli atti e documenti a base dell’istruttoria, nonostante le ripetute richieste formalmente presentate alla Regione stessa dai ricorrenti e nonostante l’art. 46 comma due del codice Processo Amministrativo imponga l’obbligo di deposito dei suddetti atti. A tal riguardo si apprende che è stata presentata al Consiglio Regionale dell’Abruzzo un’interpellanza a firma del Consigliere Regionale Maurizio Di Nicola nella quale si chiede al Governo regionale di verificare ed eventualmente sollecitare gli uffici e i dirigenti preposti ad adempiere al deposito in previsione dell’udienza del 23 Marzo.

In qualità di ricorrente e cittadina abruzzese non posso che indignarmi davanti a tale comportamento. Il mancato adempimento dei propri obblighi da parte degli uffici regionali ci priva del nostro diritto a difenderci in sede di giudizio, a questo punto viene il dubbio legittimo che si stiano anteponendo gli interessi privati di una multinazionale a quelli del bene comune di territorio. Pertanto in vista dell’udienza del 23 marzo non posso che unire la mia voce a quella del Consigliere Di Nicola, augurandomi che il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso dia una risposta pronta ed immediata e si faccia portavoce degli interessi della collettività e del nostro territorio, sollecitando i propri dirigenti ad adempiere a quanto previsto nel pieno rispetto della legge e dei diritti dei cittadini marsicani.

Concludo ricordando a tutti che sul fronte PowerCrop sarà un mese caldo questo di marzo. Infatti, il 31 Marzo è previsto l'avvio di una nuova istruttoria in sede di Conferenza dei servizi, invitiamo tutti coloro che in questi anni si sono detti contrari alla centrale a dare seguito alle parole con impegno concreto, perché questo territorio non venga ulteriormente penalizzato da una politica imprenditoriale cieca alla reale vocazione del Fucino e alla tutela della salute dei cittadini.

domenica 6 marzo 2016

Donne d'Abruzzo a difesa dell'ambiente e della pace


Si chiamano Silvia Ferrante e Alba Brighella, sono due donne, sono abruzzesi e questo 8 Marzo a Roma riceveranno il premio “Donne Pace e Ambiente” dedicato a Wangari Maathai (premio nobel 2004 per la pace). Da 5 anni nel giorno dedicato alla donna, l’Associazione Onlus A Sud (in collaborazione con la Casa internazionale delle donne) premia 5 donne che si sono distinte per il loro impegno attivo nella difesa dell’ambiente e delle sue risorse. Ogni donna riceve un premio che porta il nome di uno degli elementi della terra: Acqua,Terra. Fuoco, Aria. Da Abruzzese con orgoglio e grande stima non posso quindi non dedicare questo post alle mie conterranee e congratiularmi con loro.

Il premio "Aria" va a Silvia Ferrante, attivista del Comitato No Elettrodotto Villanova Gissi, che porta avanti una battaglia contro il colosso Terna e il progetto di costruzione di un’infrastruttura energetica di elevato impatto ambientale. Silvia è la mamma che molti di noi hanno conosciuto tramite l' #iostoconsilvia condiviso sui social in questi ultimi mesi: si perché Silvia è stata citata in giudizio dalla Terna 24 volte e attualmente sta affrontando un processo con una richiesta di risarcimento avanzata dall'azienda a suo carico di 16 milioni di euro.

Ad Alba Brighella viene invece consegnato il premio “Acqua” per aver lottato contro la realizzazione della piattaforma petrolifera Off Shore Ombrina Mare e per essere stata coautrice e promotrice della legge che ha istituito il primo parco marino regionale abruzzese, “Trabocchi del chietino e costa frentana”.

Parlando di ambiente nel giorno dedicato alla donna, mi trovo inevitabilmente a citare Wangari Maathai: “la pace del mondo dipende dalla difesa dell’ambiente”, una difesa promossa da donne e uomini, con gli stessi diritti e le stesse sicurezze. Eppure nonstante queste belle parole, la verità è che in gran parte del mondo, specie in Asie e Africa, le donne sono ancora oggi quasi del tutto emarginate dai processi decisionali in materia di ambiente e cambiamenti climatici. Nonostante la Conferenza su Popolazione e Sviluppo delle Nazioni Unite ha riconosciuto il valore potenziale delle donne nella gestione delle risorse naturali per via delle conoscenze che esse hanno nel campo della preservazione della biodiversità e dei terreni grazie al loro intenso lavoro agricolo nelle foreste e nei campi, il dibattito internazionale sul clima non ha finora affrontato il problema delle barriere di genere nell'elaborazione delle politiche ambientali . Neanche l'urgenza posta  dai più recenti disastri ambientali ha indotto i grandi "decisori" a porre le donne al centro delle politiche di sviluppo sostenibile.

Ho scritto Asia e Africa...ma se guardo bene al mio Paese, l'Italia,  posso forse io affermare con certezza che qui le donne hanno un ruolo più incisivo nei processi decisionali? Non mi pare siamo poi tanto lontani dall'Africa.

Affinchè l' impegno attivo, a tutela delle risorse ambientali, di donne come Silvia e Alba sia di esempio per tutte noi, auguro a tutte le donne che passeranno per le righe di questo blog di prendere il loro posto nella comunità, operando con consapevolezza, discernimento e profonda saggezza nelle scelte economiche e sociali per costruire così una società più equa e sostenibile.

SCARICA DOSSIER "DONNE IN DIFESA DELL'AMBIENTE" Pdf.


martedì 5 gennaio 2016

Il Fucino visto dallo spazio

Foto: Copernicus Sentinel data (2015)

Sembra un quadro di Gustav Klimt, ma in realtà è un' immagine scattata nello spazio a circa 780 km da Sentinel 2A, il satellite lanciato lo scorso giugno (2015) dall'Agenzia Spaziale Europea. La foto, scattata da macchina fotografica multispettro,  risale ai primi di luglio (2015), quando l'agricoltura è nel pieno della sua attività e la vegetazione è abbondante e rigogliosa: di fatto i rettangoli rosa e rossi nella foto indicano i campi agricoli e quindi presenza abbondante di clorofilla, il pigmento verde che si trova nella grana dei cloropolasti vegetali e senza il quale non si potrebbe avere la fotosintesi clorofilliana, e quindi la vita.

La foto satellitare è stata pubblicata dal "New Scentist", il quale riporta che "la Valle del Fucino, che ospitava il terzo lago più grande d'Italia, è ad oggi la regione più fertile d'Italia".

La valle più fertile d'Italia da 8 anni è minacciata dalle mire della multinazionale Powercrop (holding energetica del gruppo Maccaferri) la quale anche con l'appoggio del Governo (vedi decreto Sblocca Italia) vorrebbe realizzare qui uno dei più grandi inceneritori a biomasse d'Italia. Da 8 anni Comitato Cittadino, Categorie Agricole, Associazioni Ambientaliste e Comuni di Luco dei Marsi e Avezzano si battono contro questo "mostro" che, se realizzato, potrebbe peggiorare lo stato di qualità dell'aria e la fertilità di questa terra, con conseguente danno alle colture, alla salute, all'ambiente di tutta la piana e alla bellezza delle memorie storiche e archeologiche presenti a pochi metri da dove si vorrebbe realizzare l'inceneritore; per 8 anni sono state evidenziate criticità, lacune e inadeguatezza della scelta fatta dalla multinazionale e dalla politica: a Marzo 2016 il TAR Abruzzo dovrà pronunciarsi in merito al ricorso che la società Maccaferri/Powercrop ha fatto contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano per via del giudizio negativo ottenuto in sede di Conferenza dei Servizi lo scorso marzo (2015).

E' il primo post del blog a salutare il 2016, lo pubblico con la speranza che faccia riflettere chi ancora non lo ha fatto e rafforzi lo spirito di chi da 8 anni si batte per difendere la piana del Fucino da mera speculazione industriale, e da un'economia morta, lo pubblico con l’augurio che la sentenza che verrà emessa a Marzo 2016 sia frutto di un equo discernimento e di una giusta valutazione e che si arrivi una volta per tutte a mettere la parola "fine" a questa storia frutto di subdoli tentativi da parte di pochi di far passare per giusto, sano e produttivo ciò che a tutti gli effetti non lo è!

Grazie Giusi per avermi segnalato l'articolo! 


 
Fonte: New Scentist

martedì 10 marzo 2015

Centrale a Biomasse PowerCrop: ferma resta l'opposizione

Giovedì 5 Marzo il Comitato VIA della Regione Abruzzo ha di fatto ritenuto che la variante sull'eletrodotto dell'inceneritore a biomasse che la Powercrop vuole costruire nel Fucino, sia una variazione non sostanziale e pertanto valutabile con una semplice presa d'atto. A questa è seguita l'esultanza di coloro che da anni sperano nella realizzazione della centrale (maccaferri e RSU), un' esultanza che lascia il tempo che trova considerato che personalmente ritengo che la partita sia ancora tutta da giocare. Non sarà certo questo episodio ad indebolire la ferma opposizione a questo progetto scellerato.

Quella della riconversione del comparto bieticolo/saccarifero è una storia di speculazione bella e buona: per l’ennesima volta si assiste ad un gioco dove a farla da padrone è un sistema di imprenditoria che danneggia l’economia vera e  sana che questo Paese ha da offrire, sfruttando e impattando sulle risorse ambientali senza creare vera crescita occupazionale e benessere per i territori. E questo lo sanno bene anche le RSU che tanto sbandierano al vento la necessità della costruzione di questo impianto strumentalizzando la posizione dei cassintegrati dello zuccherificio. L’Europa Non ha mai imposto all’Italia la chiusura degli zuccherifici, eppure il nostro Paese ha ceduto oltre il 50% delle quote di produzione a favore dei Paesi cosiddetti terzi. Il risultato oggi è visibile a tutti: le grandi società come la Sadam, gruppo Maccaferri, hanno chiuso i nostri stabilimenti saccariferi e producono altrove (nei Paesi terzi per l'appunto) lo zucchero per poi rivenderlo in Europa, Italia compresa, che sostiene così costi aggiunti. A conti fatti chi ha perso veramente sono gli agricoltori, i consumatori e i lavoratori degli zuccherifici Italiani. Nella questione Marsicana, gli accordi di riconversione per lo zuccherificio di Celano prevedevano la realizzazione di una centrale ortofrutticola per lavorare i prodotti del Fucino, l’inceneritore a biomasse era una proposta in più. La multinazionale invece si è mossa solo ed esclusivamente per realizzare la tanto discussa centrale che dovrebbe bruciare biomassa in un quantitativo tale da non essere a disposizione in questo territorio, come conferma il Corpo Forestale. 

Ricordo che la centrale dovrebbe sorgere su terreni agricoli non soggetti a riconversione e appartenenti ad un territorio comunale che non è quello di Celano, dove sta il sito da riconvertire e il cui l'allora sindaco ha posto la sua firma sugli accordi, ma di  Avezzano il cui comune non è mai neppure stato preso in considerazione negli accordi firmati a suo tempo presso il MIPAAFF. Inoltre è doveroso sottolineare che da piano industriale presentato dalla stessa società PowerCrop, le unità lavorative impiegate nella centrale sarebbero circa 27,  l’agricoltura del Fucino ne impiega almeno 15mila. L’unico scopo della centrale è quello di produrre energia col beneficio dei certificati verdi, soldi presi dalle nostre tasche: finiti questi incentivi fra 15 anni la centrale non avrà più senso di esistere e a noi resteranno solo terreni fertili sottratti all’agricoltura e inquinanti immessi nell’aria e nell’acqua e 27 persone nuovamente disoccupate. Da figlia di sindacalista ormai in pensione mi è stato insegnato che il ruolo del sindacato è quello di tutelare i lavoratori ed il territorio e non prestarsi al gioco di un sistema capitalistico, che vede solo costi senza benefici. Ecco perchè mi appare tanto  singolare che le RSU continuino a voler imporre questa opera speculativa strumentalizzando la condizione dei cassintegrati di Celano. E per l’ennesima volta il Comitato Marsicano NO Powercrop si chiede come mai questi sindacati non si siano battuti con tanto ardore per la costruzione della centrale ortofrutticola, che ha sicuramente più senso collocata nella piana agricola del Fucino e necessita certamente di una mano d’opera più numerosa rispetto ad una centrale altamente automatizzata. Come mai gli stessi cassintegrati dello zuccherificio non si sono mai battuti per questo e per tutelare così il loro diritto al lavoro?   

Credo che l’intero territorio marsicano e le Istituzioni che lo governano dovrebbero adoperarsi contro tale opera in modo più fermo: forse non a tutti è chiaro che il problema non è solo Avezzanese o di Luco dei Marsi, comune limitrofo alla paventata centrale, ma di tutti i comuni Marsicani che vivono di agricoltura e che vogliono tutelare il diritto alla salute dei propri cittadini: aprire oggi a questo "investimento" vuol dire consentire alle speculazioni di ogni sorta di farla da padrone nel nostro territorio. E' vero che la Costituzione Italiana difende il diritto all’impresa, ma recita anche "purchè questa non si svolga in contrasto con l’utilità sociale e la sicurezza", e nel concetto di sicurezza implicita è la tutela ambientale e sanitaria.

Bruciare biomasse e/o bruciare monnezza, in ogni caso bruciare nel "tempio" dell'agricoltura, un paradosso che pare non voler aver fine.