Il Fucino visto dallo spazio

Un'immagine scattata dallo spazio rivela che la piana del Fucino è la valle più fertile d’IItalia.

Il caffè se inquina che piacere è?

E mentre le pubblicità ci raccontano di aromi sensuali e di luoghi di degustazione simili a boutique francesi, non ci rendiamo conto che preferendo la capsula alla moka non solo paghiamo un caffè 7 volte di più, ma contribuiamo ad inquinare l’ambiente.

La forza dell'uomo è nella verità

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità.

PIL:una misura di sviluppo?

Ho sempre pensato che sviluppo e benessere inteso come qualità della vita andassero di pari passo...dunque il PIL è utile nella valutazione della qualità della vita?

giovedì 31 dicembre 2009

Buon 2010

"Il tempo è ciò che non si ferma, ciò che sempre scorre; niente e nessuno lo può arrestare: lui va e ti costringe a seguirlo anche quando vorresti bloccarlo; va e non si ferma . Solo dopo aver vissuto a lungo si può trovare un posto dove intrattenersi con lui: la memoria. [...] Quasi tutti sanno del tempo che passa; pochi, invece, riconsocono il tempo che viene e quasi nessuno si accorge del tempo che torna. Ognuno di questi tempi ha un posto. Quello che passa è già alle tue spalle; quello che viene è davanti ai tuoi occhi, mentre il tempo che torna lo porti nel cuore. Però siccome solo pochi guardano al cuore, solo pochi si accorgono del tempo che torna, ed è il tempo più bello e più prezioso. Esso torna per una sola ragione: riportarti a lui. E si ferma nel cuore e lì ti aspetta. E' la parte migliore di te che ti dice di tornare. E ogni volta che sentirai questo richiamo, tu non esitare, corrigli incontro, perchè avrai trovato un tempo che si è fermato per te!"


Ancora una volta rubo le parole dal meraviglioso libro "IO MI RICORDO" di Paolo Ferro. Un libro che tengo vicino al mio letto ormai da un anno e che ogni tanto apro e rileggo per farmi regalare pagine così dolci e care che non smettono mai di soprendere il mio cuore e la mia anima. Auguro a tutti che il tempo che viene possa divenire per voi un meraviglioso tempo che torna.
Felice 2010

mercoledì 30 dicembre 2009

Capodanno all'insegna del Libeccio

In queste ore la mia Regione è interessata da venti di Libeccio che andranno a favorire condizioni di tempo migliore sulle coste, mentre le nubi si adageranno nelle zone appenniniche dell'entroterra con la conseguente possibilità di qualche occasionale precipitazione.

E indovinate dove abito io? Nell'entroterra abruzzese! Fortunata come sempre... che dire? poco male alla fine come dice il proverbio "capodanno bagnato, capodanno fortunato!" Si lo so l'ho adatto un pò alle mie esigenze.

Che cos'è il Libeccio? è un vento caldo-umido che spira da sud-ovest. E' molto simile allo scirocco, ma la particolarità è che può soffiare per diversi giorni di seguito e, se associato al passaggio dei fronti perturbati atlantici in movimento da ovest verso est, è un vento portatore di pioggia. Vi sono più ipotesi sul nome: la più diffusa, è che nell'isola di Zante, presa come punto di riferimento per la denominazione dei venti, il Libeccio spira dalla Libia (antico nome del continente Africano).
Nell'Italia meridionale è conosciuto molto bene per il calore che porta con sé, e a volte capita che i contadini si ritrovano ad avere i raccolti e le piante distrutte proprio dalle libecciate di fine estate.

Ma vi svelo ora l'ultima curiosità di questo 2009 che ci lascia: secondo la biometeorologia, in soggetti meteorolabili il libeccio può portare sintomi che vanno a debilitare l’organismo, specie in soggetti che soffrono di forme ansio-depressive. Come intervenire? Di grande utilità sono gli esercizi in palestra di fisioterapia abbinata a movimenti specifici per quel determinato tipo di artropatia. Inoltre sembrerebbe essere molto importante la terapia con preparati naturali come gli infusi di tiglio, biancospino, camomilla, valeriana, karkadè, da assumere durante la giornata per diminuire anche se lentamente la super attività del sistema neurovegetativo con conseguenti situazioni ansiogene, in modo più specifico verso sera e durante la notte.

Fonti: Wikipedia.org, meteogiornale.it, biometeolab

domenica 27 dicembre 2009

Eroe dell'anno 2009

Animal Planet e Fresh Step hanno eletto Scott Lope (direttore delle operazioni "salvataggio grandi felini") eroe dell'anno 2009: il merito è di aver dedicato la sua vita a sostegno dei grandi felini, appunto, ma anche di tutti gli animali selvatici e dei loro habitat naturali.


venerdì 18 dicembre 2009

Se tu mi dimentichi

La sezione poesie di mamma terra va a rilento, così cercando qua e là ho scoperto questa poesia di Pablo Neruda, che come sempre mi stupisce e mi innamora. Mi piace come usa gli elementi della Terra per parlare d'amore.


Voglio che tu sappia una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco vicino al fuoco l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“ Se d’improvviso mi dimentichi,
non cercarmi, chè già ti avrò dimenticato “

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere che passa per la mia vita
e ti decidi a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa che in quel giorno,
in quell’ora, leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma se ogni giorno, ogni ora
senti che a me sei destinato
con dolcezza implacabile,
se ogni giorno sale alle tue labbra
un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mio,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amato,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

mercoledì 16 dicembre 2009

Privatizzazione dell'acqua

Di Francesco Gesualdi

Mentre Giulio Tremonti dava lezione all'università di Shangai e stupiva i capi del partito comunista cinese con le sue bordate contro il mercatismo e lo strapotere bancario, a Roma il Parlamento italiano, sotto ricatto dell'ennesima fiducia posta dal governo di cui Tremonti è ministro, approvava il cosiddetto decreto Ronchi che fissa un altro pesante paletto sulla strada della privatizzazione dell'acqua. Un decreto di difficile lettura, zeppo com'è di rimandi a leggi precedenti e di vocaboli astrusi, incomprensibili perfino ai parlamentari che l'hanno votato. L'unica cosa certa gli scopi: da una parte mettere in riga i comuni che si ostinano a gestire l'acqua tramite società a totale capitale proprio, dall'altra assicurare alle imprese private margini d'affari più ampi.

Il tutto tramite due provvedimenti chiave: decadenza al dicembre 2011 di ogni contratto di affidamento stipulato con società formate al 100% da capitale pubblico, a meno che non cedano il 40% del loro capitale; decadimento al dicembre 2012 di ogni contratto di affidamento stipulato con società miste, pubblico-privato, quotate in borsa, a meno che la quota di capitale pubblico non scenda sotto il 30%. [...] “Basta con situazioni in cui ogni comune fa come vuole – sembra dire il decreto – d'ora in avanti tutti devono uniformarsi allo stesso metodo di gestione.” Per la verità i regimi previsti sono due:

1. affidamento dell'acquedotto a una società scelta tramite gara, vince quella che indipendentemente dalla sua formazione del capitale e la sua nazionalità, offre condizioni più vantaggiose;

2. affidamento dell'acquedotto a società di proprietà dei comuni, a condizione che la partecipazione venga allargata a un partner privato scelto tramite gara. Al privato deve essere garantita una quota di partecipazione non inferiore al 40% e l'affidamento dei compiti esecutivi.

Dunque, da un punto di vista strettamente societario, il pubblico non è ancora stato estromesso del tutto, ma da un punto di vista della gestione è stata affermata in via definitiva la logica dell'azienda privata. Quella logica da mercante secondo la quale si vende senza nessuna considerazione sociale e si scarica in tariffa ogni spesa, comprese quelle per investimenti. Tant'è le associazioni dei consumatori hanno subito lanciato l'allarme: col nuovo regime le tariffe aumenteranno mediamente del 30%.

Benché il panorama politico non lasci molti spazi all'ottimismo, anche i nostri amministratori locali potrebbero capire che è interesse di tutti fare uscire l'acqua dalla categoria dei beni a rilevanza economica come se fosse un pasticcino o una cravatta. Per questo è necessario tornare all'attacco per richiedere ai nostri comuni di dichiarare l'acqua un bene comune da gestire come diritto. Da cosa nasce cosa, la storia si può cambiare anche a partire dai piccoli passi.

www.disinformazione.it

martedì 15 dicembre 2009

L'acqua deve restare pubblica

mercoledì 9 dicembre 2009

Chi è causa del suo mal pianga se stesso!

Piccola curiosità in arrivo per voi. Cos'è che attira le zanzare? La risposta ci viene fornita da una scoperta pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science. L'entomologo Walter Leal e il collega Zain Syed (Università della Clifornia) hanno condotto una ricerca per capire come combattere la zanzara Culex; quando questa si ciba di sangue rilascia il virus del Nilo occidentale e questo succede sia quando punge una persona che un uccello (che risulta il miglior serbatoio per il virus), un cane, un gatto, un cavallo e molti altri animali. Dal 1999 ad oggi il Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti ha registrato poco meno di 30mila casi di infezione di virus del Nilo occidentale di cui più di 1.000 sono risultati mortali.
Nel corso dello studio i due ricercatori hanno scoperto che l'uomo (così come altri animali) emette un odore naturale che attira gli insetti: responsabile di ciò è il Nonanal, utilizzato anche nell'industria dei profumi; si tratta di una molecola complessa costituita da carbonio, idrogeno e ossigeno (C9H18O).


Walter Leal spiega che è attraverso il nonanal che le zanzare ci trovano. Le antenne della Culex quinquefasciatus si sono sviluppate per individuare anche le più piccole concentrazioni di nonanal. Esse infatti hanno perfezionato i neuroni che captano tale sostanza".

Per essere sicuri di questa loro scoperta, gli insetti sono stati sottoposti all'odore emesso dalla pelle umana di neri, bianchi, cinesi, caucasici, latini e indiani di età compresa tra i 20 e 55 anni. Eliminando di volta in volta le varie sostanze chimiche si è trovato che le uniche che attirano realmente le zanzare sono l'anidride carbonica, ma molto di più proprio il nonanal. infatti producendo due tipi di gas, uno a base di sola anidride carbonica e l'altro a base di anidride carbonica e nonanal, si è visto che il secondo attira un numero di zanzare doppio rispetto al primo.

Insomma viste come stanno le cose è il caso di dire Chi è causa del suo mal pianga se stesso!

Fonte: Repubblica.it