martedì 7 marzo 2017

Lettera aperta al sindaco di Avezzano - i prati urbani collettivi


Come cittadina, aderisco alla lettera sui "prati urbani collettivi" che i soci e simpatizzanti FAI di Avezzano hanno inviato al sindaco. Dopo aver inviato a mia volta questa lettera ai miei contatti tramite email invitando alla lettura e scritto una mail al nostro primo cittadino nella quale manifesto la mia adesione alla lettera, mi pregio di pubblicarla anche qui sul mio blog e invito tutti coloro che condividono quanto riportato nel testo a manifestare la propria adesione al documento in oggetto e scaricabile in formato pdf cliccando su "lettera aperta sui prati urbani collettivi" inviandolo ai propri contatti e pubblicizzandolo sui social. Qualora intendiate manifestare anche al nostro sindaco la vostra adesione alla lettera, basta scrivergli ai seguenti indirizzi: comune.avezzano.aq@postecert.it oppure al gabinetto del sindaco-servizio protocollo edenicola@comuneavezzano.it o ancora a ufficio del sindaco tzitella@comuneavezzano.it .
Buona Lettura.

Ill.mo signor Sindaco, come Lei sa, si è svolto nei giorni scorsi a Treviso un convegno a livello europeo sul tema dei “prati collettivi”, come luoghi di vita pubblica nel paesaggio della città, al pari delle piazze.Infatti, viene rimarcata sempre più l’importanza del recupero degli spazi liberi ancora esistenti all’interno dei centri abitati, come vere e proprie isole di benessere fisico e psichico agevolmente usufruibili da tutti (per altro riguardo, si pensi anche alla possibilità di riflessi economici positivi, se si intende veramente far fronte allo stato di crisi dei piccoli imprenditori operanti in città, ormai stretti nella morsa delle grandi strutture commerciali piazzate torno torno all’abitato, laddove prima c’era solo campagna).
Quegli spazi vengono frequentati per stare all’aperto, giocare, camminare, riposare, mangiare, incontrare gente e parlare, in tal modo combinando insieme l’attività fisica, la distensione dell’animo e la socializzazione (a qualsiasi età).
È stato detto giustamente che anche tali luoghi contribuiscono a restituirci la vita che avevamo dimenticato.
Diversi organi di informazione approfondiscono l’argomento ed evidenziano, ad esempio, che nel 2016 in molte città italiane sono stati inaugurati più prati collettivi che centri commerciali: tra le altre città viene menzionata L’Aquila (di cui si veda il grande prato di Collemaggio di fronte all’omonima basilica).
Come iscritti e simpatizzanti del FAI (Avezzano e Marsica), Le chiediamo cortesemente di prendere in giusta considerazione l’esigenza di recupero di tali luoghi aperti, che in ogni quartiere sono tuttora reperibili (anche fazzoletti di terra possono essere utili, se tenuti sgombri, sicuri e puliti).
Si tratta di lavorarci un po’, con un pizzico di fantasia, seguendo i molti esempi virtuosi di cui si è detto, tra cui, appunto, quello dell’Aquila: non dobbiamo assolutamente rimanere indietro.
Insomma, si tratta di dare realmente più respiro alle persone, e rendersi conto che – al contrario – è necessario svincolarsi dall’ossessione e dai mali del traffico motorizzato, che inquina l’aria e causa serie malattie (di cui sono vittime soprattutto i bambini e gli anziani).
La questione involge molteplici aspetti della sanità, dell’educazione e della cultura, dell’economia, dell’urbanistica, e così via.
Tutela dell’ambiente e salute sono facce della stessa medaglia, come ci viene indicato pure dai principi fondamentali della Costituzione (artt. 9, 32, 33 ecc.).
Fra le altre cose, ci permettiamo di ricordare che il gioco è un diritto fondamentale dei bambini, espressamente sancito a livello mondiale dalla Convenzione Internazionale adottata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Quale modo migliore per porre mano al raggiungimento degli obiettivi sopra indicati, mirando ad un vero punto di svolta?
Ed infine – senza dilungarci troppo – perché non sforzarsi di facilitare al massimo il ritorno alla bicicletta, creando in tutti i quartieri una rete di apposite corsie (assai semplici e alla buona, purché sicure), e poi vedendo – se possibile – di collegare fra loro (con il concorso delle varie amministrazioni interessate) gli altri centri del nostro territorio?
Va perseguita una mobilità veramente sostenibile: ed Avezzano potrebbe assumere in tal senso la veste di stimolo e capo-fila.
Richiamiamo anche il ricorso al c.d. “piedibus”, per gli scolari.
Si tratta di abitudini sane ed utili sotto ogni profilo, che una volta erano normali e comunemente condivise ed apprezzate: ci si può tornare, sol che lo si voglia.
Confidando la Sua sensibilità, La ringraziamo e restiamo a Sua disposizione, mentre chiediamo la cortese adesione delle persone che condividono le nostre idee.

Con osservanza, gli iscritti e simpatizzanti F.A.I. (Avezzano e MArsica) tramite Avv. Renato Simone

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