Il Fucino visto dallo spazio

Un'immagine scattata dallo spazio rivela che la piana del Fucino è la valle più fertile d’IItalia.

Il caffè se inquina che piacere è?

E mentre le pubblicità ci raccontano di aromi sensuali e di luoghi di degustazione simili a boutique francesi, non ci rendiamo conto che preferendo la capsula alla moka non solo paghiamo un caffè 7 volte di più, ma contribuiamo ad inquinare l’ambiente.

La forza dell'uomo è nella verità

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità.

PIL:una misura di sviluppo?

Ho sempre pensato che sviluppo e benessere inteso come qualità della vita andassero di pari passo...dunque il PIL è utile nella valutazione della qualità della vita?

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martedì 29 marzo 2016

La Marsica è accuscì


La gente vò sape' 'sta Marsica cumm'è...
E cumme 'ne raccunte delle fate, 
da cap'a pete è tutta recamate.
Se guarde 'sta catene d'Appennine
te pare 'ne recint de giardine
e chi la vede nen sa cumma fa'...
se ne 'nnammore e 'nse la pò scurdà.

'Ste Fucene è 'ne quadre recercate, 
ca ne pittore antiche j'ha pittate,
è cumme se diceva anticamente
ca senza esse nen se po' fa' nente.
La Marsica fa ride e fa suffrì,
ma pure j' Marsicane so' accuscì...

Se 'ne destine pazze la vo' sfascià
la gente nostre nen se deve scuraggià'
a questa terre dem' dà anima e core
'chè sia sempre bella  e meje ancore
nu' ecc nen ce je volem
je 'nceneritore!

Mi sono permessa di ispirarmi alla bellissima poesia di Romolo Liberale, agricoltore e poeta, impegnato politicamente fin dalla giovane età, attivista vero e coordinatore nelle manifestazioni del 1950, duante le lotte del Fucino guidava cortei e credeva in un mondo diverso.
Sempre impegnato a difesa dei diritti della terradel Fucino e dei suoi "contadini". 
Oggi il Fucino torna ad essere minacciato da un nuovo potere economico e speculativo, quello dell'inceneritore Powercrop nel Fucino.

Allora torno a pubblicare questa poesia, liberamente rivisitata, con la speranza che gli agricoltori di oggi scendano in piazza a difesa di questo territorio come fecero altri prima di loro. 
NO all'inceneritore Powercrop Nel Fucino, SI all'AGRICOLTURA!

Giovedì 31 marzo alle ore 10.00 la Regione Abruzzo potrebbe autorizzare questo impianto. Facciamoci sentire. IL 31 TUTTI A PESCARA PER DIRE NO ALL'INCENERITORE POWERCROP NEL FUCINO! Gli autobus ci sono e voi? Chiamate per aderire alla manifestazione al 3205662061. 

mercoledì 9 marzo 2016

Centrale a biomasse Powercrop: la Regione Abruzzo adempia agli obblighi di legge



Il prossimo 23 marzo presso il Tribunale Amministrativo Regionale verranno discussi sia il ricorso di PowerCrop contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano per la denegata autorizzazione in Conferenza dei servizi del marzo 2015 sia quello presentato dai cittadini dalle Categorie agricole, Associazioni ambientaliste e cittadini marsicani, comune di Luco dei Marsi e comune di Avezzano contro il Comitato VIA della Regione Abruzzo che nel 2010 rilasciò parere favorevole alla realizzazione della centrale a biomasse che la società PowerCrop vuole costruire nel cuore del Fucino.
Da Evidenziarsi che a Marzo 2015 la società presentò al Comitato di Valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo due varianti al progetto, ottenendo ancora una volta parere favorevole nonostante già pendessero dei ricorsi al TAR contro il primo parere, quello del 2010 appunto. In merito ai nuovi pareri VIA (quelli del marzo 2015) è da sottolineare che questi sono stati impugnati dai succitati ricorrenti e questo 23 Marzo il TAR dovrà appunto esprimersi in merito.

Tuttavia duole constatare che a pochi giorni dall’udienza la Regione Abruzzo, pur costituita in giudizio, non ha prodotto nei vari procedimenti giurisdizionali amministrativi né i giudizi di marzo 2015 né gli atti e documenti a base dell’istruttoria, nonostante le ripetute richieste formalmente presentate alla Regione stessa dai ricorrenti e nonostante l’art. 46 comma due del codice Processo Amministrativo imponga l’obbligo di deposito dei suddetti atti. A tal riguardo si apprende che è stata presentata al Consiglio Regionale dell’Abruzzo un’interpellanza a firma del Consigliere Regionale Maurizio Di Nicola nella quale si chiede al Governo regionale di verificare ed eventualmente sollecitare gli uffici e i dirigenti preposti ad adempiere al deposito in previsione dell’udienza del 23 Marzo.

In qualità di ricorrente e cittadina abruzzese non posso che indignarmi davanti a tale comportamento. Il mancato adempimento dei propri obblighi da parte degli uffici regionali ci priva del nostro diritto a difenderci in sede di giudizio, a questo punto viene il dubbio legittimo che si stiano anteponendo gli interessi privati di una multinazionale a quelli del bene comune di territorio. Pertanto in vista dell’udienza del 23 marzo non posso che unire la mia voce a quella del Consigliere Di Nicola, augurandomi che il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso dia una risposta pronta ed immediata e si faccia portavoce degli interessi della collettività e del nostro territorio, sollecitando i propri dirigenti ad adempiere a quanto previsto nel pieno rispetto della legge e dei diritti dei cittadini marsicani.

Concludo ricordando a tutti che sul fronte PowerCrop sarà un mese caldo questo di marzo. Infatti, il 31 Marzo è previsto l'avvio di una nuova istruttoria in sede di Conferenza dei servizi, invitiamo tutti coloro che in questi anni si sono detti contrari alla centrale a dare seguito alle parole con impegno concreto, perché questo territorio non venga ulteriormente penalizzato da una politica imprenditoriale cieca alla reale vocazione del Fucino e alla tutela della salute dei cittadini.

martedì 5 gennaio 2016

Il Fucino visto dallo spazio

Foto: Copernicus Sentinel data (2015)

Sembra un quadro di Gustav Klimt, ma in realtà è un' immagine scattata nello spazio a circa 780 km da Sentinel 2A, il satellite lanciato lo scorso giugno (2015) dall'Agenzia Spaziale Europea. La foto, scattata da macchina fotografica multispettro,  risale ai primi di luglio (2015), quando l'agricoltura è nel pieno della sua attività e la vegetazione è abbondante e rigogliosa: di fatto i rettangoli rosa e rossi nella foto indicano i campi agricoli e quindi presenza abbondante di clorofilla, il pigmento verde che si trova nella grana dei cloropolasti vegetali e senza il quale non si potrebbe avere la fotosintesi clorofilliana, e quindi la vita.

La foto satellitare è stata pubblicata dal "New Scentist", il quale riporta che "la Valle del Fucino, che ospitava il terzo lago più grande d'Italia, è ad oggi la regione più fertile d'Italia".

La valle più fertile d'Italia da 8 anni è minacciata dalle mire della multinazionale Powercrop (holding energetica del gruppo Maccaferri) la quale anche con l'appoggio del Governo (vedi decreto Sblocca Italia) vorrebbe realizzare qui uno dei più grandi inceneritori a biomasse d'Italia. Da 8 anni Comitato Cittadino, Categorie Agricole, Associazioni Ambientaliste e Comuni di Luco dei Marsi e Avezzano si battono contro questo "mostro" che, se realizzato, potrebbe peggiorare lo stato di qualità dell'aria e la fertilità di questa terra, con conseguente danno alle colture, alla salute, all'ambiente di tutta la piana e alla bellezza delle memorie storiche e archeologiche presenti a pochi metri da dove si vorrebbe realizzare l'inceneritore; per 8 anni sono state evidenziate criticità, lacune e inadeguatezza della scelta fatta dalla multinazionale e dalla politica: a Marzo 2016 il TAR Abruzzo dovrà pronunciarsi in merito al ricorso che la società Maccaferri/Powercrop ha fatto contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano per via del giudizio negativo ottenuto in sede di Conferenza dei Servizi lo scorso marzo (2015).

E' il primo post del blog a salutare il 2016, lo pubblico con la speranza che faccia riflettere chi ancora non lo ha fatto e rafforzi lo spirito di chi da 8 anni si batte per difendere la piana del Fucino da mera speculazione industriale, e da un'economia morta, lo pubblico con l’augurio che la sentenza che verrà emessa a Marzo 2016 sia frutto di un equo discernimento e di una giusta valutazione e che si arrivi una volta per tutte a mettere la parola "fine" a questa storia frutto di subdoli tentativi da parte di pochi di far passare per giusto, sano e produttivo ciò che a tutti gli effetti non lo è!

Grazie Giusi per avermi segnalato l'articolo! 


 
Fonte: New Scentist

venerdì 6 febbraio 2015

Groviera


Diciamocelo pure, alcune delle strade e dei marciapiedi di Avezzano e dintorni non sono proprio un modello di eccellenza dal punto di vista urbanistico. Ci sono marciapiedi (anche nel centro città) che rappresentano un pericolo per chi li utilizza, talmente dissestati che camminandoci sopra hai la sensazione di essere sulle motagne russe a Mirabilandia; ci sono strade che spesso prima di percorrerle ti fai il segno della croce sperando che al tuo rientro la macchina abbia ancora tutte e quattro le ruote, come la circonfucense tanto per citarne una. Ma c'è una cosa che più di tutto mi colpisce nella mia città: l'abile capacità di trasformare un problema in un altro.

Ieri sono uscita di casa con la mia macchina, mi immetto sulla provinciale e per poco non ci rimetto la ruota anteriore destra, "capperi non mi ricordavo di quella buca!" (nota bene: "capperi" è solo un eufemismo usato per l'occorrenza). Vado avanti nel mio cammino verso la metropoli marsicana e mi rendo conto, proseguendo nel viaggio, che la pavimentazione stradale non appare proprio come me la ricordavo. Rotatorie nuove di zecca contornate da ordinati bordi in pietra in parte danneggiati, sembrano divelti a dirla tutta; poi percorro Piazza Cavour in direzione centro, passando per piazza Torlonia, giungendo infine a Piazza Risorgimento...non so voi, ma non mi ricordavo di dovermi cimentare in uno slalom professionistico per aver salvi gli assi anteriori e posteriori della mia auto. 

Insomma possibile che per spazzare due fiocchi di neve, i mezzi deputati a tale servizio abbiano dovuto danneggiare in questo modo le strade? Un copione che si ripete ogni anno: la città bianca si trasforma nella città groviera. Ora le cose sono due: o i mezzi spalaneve sono inadeguati o lo sono gli operatori, in entrambi i casi da membro di questa comunità mi piacerebbe che ci fosse più attenzione verso i beni della collettività: ogni anno vengono spesi soldi per "rattoppare". Credo che chi amministra e chi lavora per mantenere quei beni debba avere più responsabilità (e responsabilizzare)  e coscienza, ma questo forse è vero solo nel mondo ideale.

Tito Livio scriveva che "il bene comune è la grande catena che lega gli uomini nella società". Cerchiamo di non dimenticarlo nella grandi così come nelle piccole cose del quotidiano.

sabato 18 ottobre 2014

La malainformazione non fa bene al Paese

Forse un mondo onesto non esisteà mai, ma se ognuno ci provasse a cambiare le cose, forse ce la faremmo.


Un' informazione superficiale, faziosa e incompleta non fa bene ad un Paese civile e non aiuta a costruire coscienza e opinione critica matura e consapevole. Ho sempre pensato fosse questa la responsabilità e il dovere morale di chi esercita la professione del giornalista. Mia madre dice: "lascia stare, non creare polemica" eppure la polemica non sta dietro le mie parole, piuttosto dietro chi delle parole ha fatto il suo mestiere. Un articolo questo che riporto in foto che non meriterebbe alcuna considerazione in effetti, eppure non si può tacere se non altro  per rispetto verso quel lettore che ancora dedica tempo e denaro nella lettura di tale testo. 

Per dovere di cronaca e per rispetto verso quelle persone che due giorni fa hanno sottratto 12 ore alla loro vita privata per difendere la terra marsicana (e quindi gli interessi dell'intera collettività) dalla speculazione di una Multinazionale, sento il dovere di fare delle precisazioni. Il giornalista, forse poco informato o informato male, ha certamente ben fatto a precisare la giusta contrarietà che l'Amministrazione Comunale di Avezzano ha manifestato alla centrale, ma avrebbe fatto ancora miglior cosa a riportare la realtà dei fatti. In audizione presso la Commissione VIA della Regione Abruzzo c'era si il Comune di Avezzano, ma rappresentato solo dall'assessore all'ambiente, avv. Roberto Verdecchia, non mi risulta ci fosse il sindaco Gianni di Pangrazio, lo so perchè ero lì, per 12 ore ferma in quel corridoio in attesa di essere ascoltata a nome del Comitato Marsicano NO Power Crop, e con me c'era il Comune di Luco dei Marsi, rappresentato dall'Assessore all'ambiente, prof. Antonello Gallese, c'era Confagricoltura, con il suo delegato, il Sig. Angelo Viscogliosi, c'era l'Associazione Fare Verde onlus, con il suo delegato, dott. Massimo de Maio, c'era il legale rappresentante che cura i ricorsi al TAR dei presenti appena citati, Avv. Herbert Simone, e c'era il Movimento cinque stelle, rappresentato dal Sig. Giorgio Fedele.

Ritengo sia fondamentale riportare la realtà dei fatti citando tutti i presenti, non per pura propaganda o per visibilità personale, sia chiaro, ma perchè è solo evidenizando tali presenze, dalle istituzioni alle associazioni, che si può far comprendere al lettore quanto l'argomento "centrale a biomasse PowerCrop" sia fondamentale e rilevante per questa terra, tanto da coinvolgere e unire molti soggetti. Il lettore deve arrivare a chiedersi "Perchè in tanti e così diversi fra loro si oppongono a questa centrale? Cosa c'è che non va?" E' solo facendo scaturire tali quesiti nell'animo umano che si aiuta la società ad interrograsi, a crescere e, Dio voglia, a responsabilizzarsi, questo è il ruolo dell'informazione. Tutto il resto è pura propaganada.

Infine e concludo, non è la prima volta che questo "professionista" delle parole sminuisce pubblicamente l'operato del Comitato Marsicano NO POwer Crop, così come di altri movimenti ambientalisti presenti sul territorio (qui un vecchio articolo a porposito), e con rammarico mi tocca constatare ancora una volta la povertà della sua visione del mondo.

Il comitato Marsicano NO PowerCrop è contrario alla centrale a biomasse della omonima multinazionale così come è contrario a tutto quanto il Decreto Sblocca Italia rappresenta: con orgoglio ci si è recati a manifestare a Roma lo scorso mercoledì assieme ad altri movimenti ambientalisti venuti da altre parti dell' Abruzzo e dell'Italia. Movimenti che hanno detto NO ad un decreto che di fatto deruba il Paese delle risorse e ricchezze appartenenti alla collettività per venderle alle lobby del cemento e dell'energia. Non siamo andati a Roma a mani vuote, abbiamo portato proposte concrete per costuire un'economia sana, sobria, e innovativa capace di creare benessere ed elevare la qualità della vita.
I comitati del NO a ben guardare sono gli unici veri comitati del SI: SI alla legalità, SI alla Verità, SI al diritto all'istruzione, alla cultura, allo sviluppo consapevole dei territori, SI alla tutela ambientale, SI alla VITA.

Non lo dimentichi il giornalista che questi Comitati stanno difendendo anche i suoi di diritti, abbia più rispetto per chi almeno ha il coraggio di farlo. 

domenica 10 agosto 2014

Buon viaggio Gigi.

E' scritto che c'è un tempo per ogni cosa, dopo il tempo dei saluti ora c'è quello per la memoria.





Venerdì 8 agosto tra bandiere rosse e bandiere con i colori della pace abbiamo salutato il nostro amico e compagno Luigi Presutti, ma per la maggior parte di noi lui era (e sempre sarà) Gigi. E’ difficile trattenere il pianto e reggere l’emozione, ma desidero che il suo ricordo resti impresso qui sulle pagine di questo blog, quasi fosse una piccola stanza della memoria e del tempo. Il saluto laico si è svolto nel piazzale di Borgo Incile, un piazzale affollato e gremito di persone, amici e compagni che Gigi ha saputo conquistare nella sua vita grazie al suo impegno, alla sua passione e alla sua coerenza.

Fino a 8 anni fa Gigi era per me un semplice vicino di casa, ma poi quando questo nostro meraviglioso lembo di terra è stato preso di mira dai grandi interessi dell’energia, con la Torcia al plasma della Micron prima e con la mega centrale a biomasse della Powercrop dopo, Gigi è diventato per me un amico, un compagno nella difesa di questo territorio dalle speculazioni e un maestro.
Credeva in una società giusta ed equa e ha sempre inseguito con costanza questo sogno. Gigi era un sognatore, un ribelle uno di quelli a cui si augura una lunga vita, perchè sai che il mondo ha bisogno di uomini con questa tempra.

Spesso lo sentivo raccontare di rivolte del proletariato, di lotte contadine, di lotte di classe e di pace sociale, era appassionato e mite allo stesso tempo e allo stesso tempo quando parlava sapeva infiammare gli animi e infondere energia. Aspettava la rivoluzione, me lo diceva di continuo, ma era un pacifico,  mi diceva che la vera rivoluzione nasce dentro di noi, e che quando si è nel giusto bisogna lottare senza timore perché la vera crescita e la vera libertà  sta nel combattere tutto ciò che rende un uomo schiavo e oppresso: analfabetismo, illegalità, degrado ambientale, sfruttamento dei lavoratori e delle classi sociali più deboli. Mi ha insegnato che difendere la vita vuol dire ribellarsi contro tutto ciò che calpesta la vita stessa e la dignità di un uomo e di un territorio. 

Gigione era come una spiga di grano, può far sorridere lo so, ma non so descriverlo diversamente. Il grano è forza, è vita, è energia, il grano è espressione della fatica e del lavoro dell’uomo e Gigi è sempre stato un grande lavoratore, non si è mai risparmiato. Ha avuto la forza e l’intelligenza per coltivare il mondo e custodirlo. Credo che Gigione ci ha lasciato in eredità questo compito. 

E guardando le nostre montagne, quelle montagne che Gigi amava tanto, mi viene in mente quanto scritto in Io mi ricordo” il libro di Paolo Ferro, un libro che non smetterò mai di amare esattamente come amo questa mia terra:
"Si cerca sempre qualcosa che si porta dentro, che si ha in cuore, che è scesa prima di noi per la lunga scala del silenzio, raggiungendo un luogo profondo in cui ha preso dimora permanente. Salire è contemplare. Scendere è pregare. Che cosa c’è sopra un monte? Ciò che non si può vedere dal basso. Il cielo, la terra, lo spazio, l’amore e la pace. Un grandangolo che fotografa l’infinito e regala l’immagine di chi si è veramente".

Che la terra ti sia lieve amico Gigi!

sabato 9 febbraio 2013

Cani randagi: colpa delle piste ciclabili


Ad Avezzano due coniugi vengono aggrediti da cani randagi. Una notizia questa che non fa certo piacere leggere e che desta preoccupazioni ben motivate, ma ancora più preoccupante per chi legge (e in questo caso la sottoscritta), è constatare come certi giornali, in questo caso "IL Messaggero", strumentalizzino una notizia che parla di cani randagi per attaccare volutamente e screditare gratuitamente quelle associazioni che si battono sul territorio per creare anche ad Avezzano un modello di città virtuosa, tra l'altro previsto per legge, in grado a sua volta di portare ad un nuovo stile di vita più sostenibile e sano.

Quello che invece di sano non c'è in questa città sembrerebbe essere proprio l'informazione pubblica, la cui principale preoccupazione non è quella di mettere in risalto e denunciare la mancata omissione di soccorso da parte dei Vigili Urbani di Avezzano (gesto per il quale ci auguriamo di cuore che il Sindaco di Pangrazio prenda seri provvedimenti), ma piuttosto screditare le cosidette "associazioni ambientaliste".

Per chi non lo sapesse, i due cittadini in pericolo chiamando la Polizia Municipale in cerca di aiuto si sono sentiti rifiutare l'intervento con un "non è una nostra responsabilità". Ma la cattiva informazione invece di denunciare questo aspetto ha saputo solo concludere un articoletto con un "Ma i cani randagi chi li cura? Le associazioni che predicano una città più vivibile e la dismissione delle auto a favore delle piste ciclabili?". Forse il giornalista non lo sa, e allora è mia premura portarlo a conoscenza, che determinati servizi rientrano nella normale amministrazione di un comune.

Ad Avezzano succedono cose strane davvero! C'è chi elogia e ringrazia un servizio di rifiuti  che paghiamo per intero, ma che per intero ancora non è, c'è chi lancia la proposta del "cittadino spione", al quale in premio vengono ridotte le tasse, chissà dopo questo episodio ci verrà proposto anche che se il cittadino si mette a fare servizio di pronto intervento o l'accalappiacani magari gli si fa uno sconto sulle bollette dell'acqua. L'acqua...un altro tasto dolente per questa città, chissà forse anche la Mala-gestione del CAM è tutta colpa di queste cattive associazioni ambientaliste che vogliono la pista ciclabile.
Eh lo diceva mia nonna "Qua se sta a revotecà je munne!"

lunedì 20 febbraio 2012

Questione di giuramenti!


Da qualche giorno sui vari quotidiani abruzzesi rimbalza la notizia che la Procura de L'Aquila ha aperto un'inchiesta sulla centrale a Biomasse che la PowerCrop vuole costruire ad Avezzano.
Il progetto della Powercrop non è proprio un progetto qualsiasi poiché di “striscio” è finito anche nelle carte dell’inchiesta sui rifiuti di Pescara denominata “Re Mida”. I procuratori pescaresi hanno, infatti, disposto uno stralcio indirizzato a L’Aquila per verificare ulteriori ipotesi di reato. Di particolari interessi parlò l’ex assessore Daniela Stati ai magistrati ai quali illustrò interessi del sindaco di Celano e coordinatore del Pdl, senatore Filippo Piccone, sull’area di 500 metri dove sarebbero previsti ben tre impianti simili. (fonte primadanoi.it)

I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara hanno richiesto i resoconti e le registrazioni audio delle sedute della seconda Commissione in Regione che si occupò del progetto PowerCrop. 

In questi atti si può leggere qualcosa su cui riflettere!
In una delle Audizioni ero presente a nome del Comitato Marsicano NO PowerCrop e durante il mio intervento feci notare ai tecnici della Commissione VIA che il loro procedere presentava delle lacune: come, ad esempio, la totale assenza di un sopralluogo o persino di un'inchiesta pubblica (così come prevede l'Art. 24 del testo unico ambientale). Ho chiesto "Mancando un sopralluogo della Commissione VIA in base a quali oggettività è stato possibile dare parere favorevole alla Centrale?

A questa mia osservazione il tecnico della commissione VIA, Adriano Di Ventura (tra coloro che hanno dato parere favorevole alla centrale) ha risposto come segue «la procedura di Via prevede che lo studio di impatto ambientale, che è quello su cui si basano poi le relazioni e si basa l’istruttoria e anche il giudizio del comitato, viene giurato. I dati che noi esaminiamo, sono dati che noi dobbiamo prendere per certi, perché comunque sono giurati dal tecnico che li ha scritti, non è che facciamo il sopralluogo o meno, se lì ci dicono che ci sono questo tipo di emissioni, ecc ecc, trattandosi di una perizia giurata, noi dobbiamo prenderli per veri».

Ebbene cari lettori, il tecnico che ha eseguito lo Studio di Impatto Ambientale per conto della PowerCrop, ha giurato che la qualità dell'aria a Fucino è ottima! ....Peccato che i dati siano stati rilevati da una centralina che si trova sopra ad Ovindoli....bhè stando così le cose è ovvio pensare che questo giuramento non sia valido e che il tecnico che ha eseguito lo studio ha giurato il falso e che quindi la Commissione VIA della Regione Abruzzo ha approvato (volente o meno, non sta  a noi giudicare)  perizia giurata non valida...

Io credo che già da solo questo elemento dovrebbe portare gli inquirenti ad una sospensione dell'iter burocratico della centrale a biomasse e a sanzionare come si dovrebbe coloro che hanno grosse responsabilità in questa vicenda dai contorni molto scuri.

In attesa le indagini proseguano nel giusto verso, attendo notizie che portino una volta per tutte a porre fine ad un sistema politico, amministrativo  e socio-economico basato sugli interessi di pochi a scapito della collettività.

Foto: Fabio Leonardi

giovedì 1 dicembre 2011

Pedalare in sicurezza

L’appuntamento è fissato per Domenica 4 dicembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00 presso il centro Commerciale I Marsi di Avezzano.

"L’idea del progetto Pedalare in Sicurezza nasce dal connubio tra la Sezione Soci COOP di Avezzano e il Comitato Mobilità Sostenibile Marsicana" spiega Maria Pia Bonanni socia Coop e tra i promotori dell’iniziativa.

Come previsto nel proprio Statuto, la Coop gestisce fondi che devono essere concretamente impiegati in attività sociali o a difesa dell’ambiente e il territorio; a mettere in atto le iniziative è la Sezione Soci Coop formata da persone che, vivendo e conoscendo la realtà del territorio, riescono ad individuare i temi più delicati e a promuovere così iniziative cucite su misura alle esigenze locali.

Quest’anno l’attenzione è rivolta a quella fascia di persone troppo spesso considerate come “ultimi”, ma che nella realtà dei fatti sono parte integrante del territorio, specie quello marsicano dove, vivono e lavorano: gli Immigrati.

Maria Pia cosa vi ha spinti a dare forma a questa splendida iniziativa?
"I lavoratori immigrati costituiscono oggi nella Marsica il gruppo più numeroso che fa uso della bicicletta per il trasporto urbano ed extraurbano, un utilizzo intenso per recarsi nei luoghi di lavoro e per le altre necessità quotidiane. Il fenomeno, probabilmente è legato alla scarsa disponibilità di risorse economiche, tuttavia nell’ottica della mobilità sostenibile è sicuramente positivo poiché evita un ulteriore aggravio dei problemi causati dall’alta concentrazione di macchine sulle strade, sia in termini di traffico che di inquinamento.
Purtroppo si può facilmente constatare, percorrendo le strade della zona, una generalizzata mancanza di mezzi di segnalazione visiva ed acustica sulle biciclette utilizzate, con conseguente pericolo per l’incolumità di questi cittadini, specialmente nelle ore serali".

E’ a partire da questa attenta analisi che si è deciso di organizzare un evento, utile e solidale, nel corso del quale sensibilizzare questa fascia di popolazione ad un uso sicuro della bicicletta, nonché dotarli di strumenti materiali che li mettano in grado di pedalare con sicurezza.

Si ringrazia la Sig.ra Maria Pia Bonanni per la gentile collaborazione

domenica 9 ottobre 2011

Va a fuoco un deposito di pneumatici ad Avezzano

Avezzano, Nucleo industriale - Sto tornando verso casa e ci sono tratti in cui l'aria è irrespirabile; man mano che mi avvicino vedo il cielo dipingersi di arancione e una colonna di fumo levarsi verso il cielo. Sono a poche centinaia di metri da casa mia, Borgo Incile di Avezzano,  e scopro che da qualche ora sta andando  a fuoco un deposito a cielo aperto di pneumatici e vernici (qualche anno fa questo sito era stato posto sotto sequestro perché ritenuto una bomba ecologica). Sono passata di lì pochi minuti fa e la situazione è ancora questa che vedete nella foto qui sopra. L'incendio sembrerebbe essere di natura dolosa  ed è tenuto sotto controllo dai vigili del fuoco.

Mentre sto scattando questa foto un pensiero passa per la testa e la voglia di scappare è tanta. 
I pneumatici sono costituiti da materiali polimerici con una struttura complessa che li rende facilmente infiammabili e con un elevato potere calorifico, tanto che in alcuni comparti industriali (inceneritori ad esempio) vengono utilizzati proprio come materiale combustibile. Nei fumi della combustione si trovano sostanze come metano, etilene, acetilene, pirene, diossine e altri composti eterociclici. A questi si aggiungono l'ossido di zolfo e l'ossido di azoto. Inutile dirvi che l'esposizione a questi fumi è dannosa per l'uomo e per l'ambiente. Stiamo respirando veleno.

La nostra è una conca: la circolazione dei venti è molto limitata, a poche centinai di metri ci sono abitazioni e campi coltivati...tremo all'idea di tutto quello che si sta sprigionando nell'aria in queste ore...me ne vado a letto pensando a quello che sto respirando e dentro di me resta accesa la speranza che la stupidità delle persone abbia fine. Ma chi può essere quel folle a cui viene in mente di dare fuoco ad un deposito dove sono ammassati migliaia di copertoni?


sabato 27 agosto 2011

Pasticcio Avezzanese: il restyling di Corso della Libertà, l'Isola che non c'è e il Project Financing




Come accennato nel post precedente, a partire da oggi viene diffuso ad Avezzano un documento ciclostilato ove si critica in modo analitico il progetto urbanistico a firma dell’architetto Paolo Luccioni. Secondo la nostra Amministrazione questo restyling cittano dovrebbe risolvere molti problemi della viabilità avezzanese, dotando la città di parcheggi e di aree pedonali.

Il documento ciclostilato che analizza e muove critiche al progetto-Luccioni è stato redatto dalle Associazioni WWF Abruzzo, Italia Nostra e Comitato Mobilità Sostenibile Marsicana, le quali, dopo attenta analisi, ritenono che dietro le promesse del "miglioramento urbano" si nasconda invece un intervento speculativo che contrasta con il Piano Regolatore Generale e con il Piano Traffico e che provocherà la scomparsa di spazi pubblici, l’aumento del carico urbanistico e del traffico al centro.Per tutti coloro interessati alla lettura potete scaricare il documento direttamente dal blog di Mamma Terra.


martedì 10 maggio 2011

Miss travestite da contadine per rivalorizzare il lavoro nei campi del Fucino?

Vengono chiamate cartoline sociali. Si tratta di un'idea di Antonio Oddi, fotografo marsicano professionale e stimatissimo.  "Sette giovanissime immortalate mentre sono a lavoro nei campi del Fucino, dove la presenza di donne impegnate nelle coltivazioni appartiene al passato. Immagini che vogliono riportare l'attenzione sui tanti problemi che oggi vive questa terra, che rappresenta tuttora una delle principali fonti economiche dell'altopiano della Marsica, e che saranno trasformate in cartoline: quattromila copie per riaccendere l'interesse delle nuove generazioni verso il mestiere che fu dei loro nonni e che oggi difficilmente qualcuno ama intraprendere". (da Abruzzo24 ore)".


Quando ho letto la notizia su uno dei nostri quotidiani locali sono rimasta sorpresa, non certo in positivo, e avevo lasciato un commento all'articolo in cui esponevo le mie ragioni. A quel commento ne sono seguiti molti altri e grosso modo tutti condividevano i miei pensieri. Con grande gentilezza ha risposto anche il signor Nonni, il quale, difendendo giustamente la sua iniziativa, ha illustrato come questa poteva in qualche modo contribuire a rivalorizzare le sorti del Fucino, la nostra pianura agricola afflitta da tantissime piaghe economiche, ambientali e sociali. A questo punto ho concesso il beneficio del dubbio, augurandomi di aver torto io e ragione loro...ma ieri sera ho visto uno scorcio di VIDEO e alcune foto...e mi sono resa conto che il mio primo pensiero era quello giusto. A dire il vero resto molto delusa, come donna, come ragazza che ama la sua terra e come  persona consapevole.

Ciò che critico non è l'iniziativa in sè, ma il messaggio che si è voluto passare, la "giustificazione" che si è cercata: "miss contadine per risollevare le sorti del Fucino". Giuseppe Pantaleo nel suo blog dice una cosa sacrosanta: "Un’opera (quadro, foto, scultura, poesia, spartito, performance) non va giustificata a nessuno"

L'iniziativa di Antonio Oddi è puramente mediatica e fine a se stessa e come tale andava presentata: in questo modo sarebbe stato un gioco simpatico a cui ci si poteva prestare.  Ma è ingiusto farla passare per ciò che non è.

Nell'intervista una delle miss-modelle-contadine dice: "Questo problema mi tocca in prima persona, in quanto si vede chiaro come la luce del sole che è un problema grande che va affrontato" - Personalmente mi domando se la modella sia realmente consapevole dei problemi che riguardano il Fucino, io qualche dubbio ce l'ho, e poi aggiunge - "noi oggi siamo qui, delle miss, siamo qui per valorizzare questa terra così importante anche ironizzando e giocando con il nostro corpo. L'ho detto a mia nonna e a mio nonno che da quasi 90 anni lavorano questa terra e nessuno meglio di loro può capire quale beneficio noi oggi stiamo portando a questa terra".

Praticamente sono 7 ragazze in shorts, camicette aderenti e calze autoreggenti a portare beneficio alla terra del Fucino?  "Giocare con il nostro corpo per valorizzare questa terra" ...un gioco...viviamo la vita dei reality show. Perché non proporre alla Rai il Fucino per la prossima edizione dell'isola dei famosi? A me si drizzano i peli sulle braccia!!!

Il ruolo della donna nell'agricoltura è fondamentale, se ne è discusso lo scorso anno a New York durante un vertice mondiale della FAO, feci un post a riguardo, ma per valorizzarne il ruolo non servono le autoreggenti in cartolina, occorre garantire alle donne piena ed equa partecipazione nella gestione delle risorse agricole e nei processi decisionali a tutti i livelli.
Riporto di seguito il mio commento lasciato all'articolo in cui si parlava dell'iniziativa delle miss Contadine. Sono state parole scritte di getto dopo averlo letto e non potrei usarne altre, perché sono nate in quel momento da un sentimento che non so neppure descrivere: delusione, rabbia, sconforto o resa, non saprei...l'unica cosa che so è che il sentimento è tornato a farmi visita dopo aver visto quei soli due minuti di video. 

Per valorizzare il lavoro nei campi del Fucino, non servono le  "miss", ma occorre ripristinare la legalità (non siamo una  terra estranea alle infiltrazioni di stampo mafioso) occorre dare dignità ai braccianti, a coloro che sudano e faticano sotto il sole e sono vittime del caporalato che vige forte nei nostri campi. Serve fornire agli agricoltori gli strumenti e le risorse economiche necessarie a migliorare la propria produzione, serve valorizzare il patrimonio agricolo salvaguardando l`ambiente rurale evitando di costruire discariche sopra falde acquifere (vedi discarica di valle dei fiori)  dighe e centrali idroelettrcihe (vedi proposta di sbarramento del fiume giovenco) serve monitorare contro discariche abusive e smaltimento illegale dei rifiuti, serve evitare l`impatto di inceneritori a biomasse. Serve una equità sociale, economica e ambientale.

Non critico le modelle né il lavoro di Antonio Oddi. La critica alla presente iniziativa viene dal fatto che si pensa di poter risollevare le sorti del Fucino facendo un servizio fotografico con modelle "travestite" da contadine, ragazze che come me sicuramente non conoscono il significato della parola fatica. Le contadine del Fucino sono ben altro, sono donne piegate sotto il sole che hanno le mani ruvide a causa della terra, sono donne che spesso dimostrano più della loro età, perchè il lavoro duro porta via anche il tempo da dedicare alla propria vanità. Sono donne che dopo una giornata di lavoro devono rientrare a casa e dedicarsi alla famiglia. E` vero se ne vedono sempre meno, spesso sono nascoste all`interno dei capannoni dei lavaggi, e al loro posto nei campi ci sono altre braccia, venute da terre lontane in cerca di fortuna e spesso pagate 2,80€ l'ora senza neppure i contributi. Se si vuole migliorare la qualità dei lavori nei campi allora perché non andare a fotografare il sudore che scende dalla fronte di chi davvero in quei campi passa il suo tempo? Perché non fotografare i sorrisi o le fronti aggrottate delle persone che ogni mattina si svegliano all`alba e vanno alla terra? Perchè non fotografare i canali violentati dalla noncuranza di chi disprezza la stessa terra che ci da da mangiare? Questo si dovrebbe fare per valorizzare il lavoro nel fucino...fotografare e denunciare lo stato delle cose.  Sono ben altre le immagini che potrebbero fare qualcosa.  

Nell'intervista Antonio Oddi dice: "speriamo che con questa iniziativa - questa delle miss contadine in cartolina - si mobilità qualcosa, perchè noi abbiamo bisogno del Fucino e il Fucino ha bisogno di noi".

Caro Antonio, puoi stare tranquillo: Fucino o non Fucino di una cosa sono certa, guardando queste bellissime ragazze, queste contadine-lolita, qualcosa si mobiliterà di sicuro!

sabato 26 marzo 2011

Incendio alla cartiera di Avezzano

Ieri mattina intorno alle ore 11.00 dalla Cartiera Burgo di Avezzano si è sprigionato un fumo nero che ha allarmato i cittadini di borgo Incile (diretti interessati) e non solo. Andando a chiedere spiegazioni all'interno dello stabilimento ci è stato detto che hanno preso fuoco dei nastri di cellulosa e che i vigili del fuoco sarebbero stati presto sul posto, e così in effetti è stato. Nel giro di poco le fiamme sono state domate e nel pomeriggio il capannone interessato dall'incendio è stato messo completamente in sicurezza.

Secondo quanto riporta un quotidiano locale, la causa dell'incidente sarebbe da attribuire "a scintille sprigionatesi da attrezzi da taglio utilizzati da alcuni operai impegnati a rimuovere un grosso silos. Il fuoco, dapprima propagatosi al contenuto del silos - segatura e legno - ha raggiunto la copertura bituminosa e poi il tetto di un capannone adiacente, dove viene custodita la carta lavorata" (fonte marsicanews).   

 Il video

lunedì 17 gennaio 2011

Vendesi scuole medie: venghino signori!

Prima sono arrivati gli aumenti dei parcometri: siamo passati dai vecchi 0,50€ l'ora all' attuale 1,00€ l'ora; (da notare che a Bologna il parcheggio costa 1,00€ l'ora, ma qui non è Bologna, siamo ad Avezzano!).
Poi sono arrivati gli aumenti delle tariffe sui passi carrabili. Poi quello sui rifiuti (che oserei definire raddoppiato). Ma non è stato abbastanza così hanno pensato bene di aumentare anche le tariffe relative alle insegne pubblicitarie dei locali commerciali, tanto che c'è stato chi ha preferito coprire la propria insegna con una busta di plastica, creando un'atmosfera quasi surreale.
Poi è arrivato natale e i vari commercianti hanno dovuto provvedere da soli alle varie luminarie, questo perchè il Comune non era economicamente in grado di farlo. Con il natale è arrivata la neve, tanta neve, e in quei giorni il comune non ha fatto nulla per agevolare la fruibilità delle strade, i disagi sono stati enormi e molteplici, tanto che si è arrivati a definire quei giorni come "un tranquillo weekend di paura". Sembra non ci fossero i soldi per comprare il sale, così dicono alcune voci. 
Corre l'anno 2011 (da pochi giorni) e il Comune di Avezzano colpisce ancora! Adesso l'Amministrazione Floris ha deciso di mettere in vendita (per 13 milioni di euro) l'edificio storico che ospita le scuole di Via Mazzini/Corradini ed E. Fermi. L'aggettivo "storico" implica di per sè che si tratti di bene architettonico appartenente alla storia del nostro Paese, e della città di Avezzano in particolare, e come tale rappresenta un patrimonio culturale che non può essere svenduto al palazzinaro di turno, perché questo ci costruisca un nuovo centro commerciale (ne siamo pieni ormai). Sembra proprio che il Comune abbia bisogno di soldi, tanti soldi, sempre più soldi, dove  vadano a  finire poi non è dato saperlo dato che tutto aumenta e poco migliora, ma forse la risposta la conosciamo tutti si chiama nuova sede del Comune. L stanno costrundo sella parte nord della Città.

Che fine faranno i bambini della scuola? Semplice costruiranno loro una nuova scuola fuori dal centro di Avezzano, costringendo così la maggior parte dei genitori, anche quelli che raggiungono la scuola a piedi,  a doversi muovere con la macchina, e questo vuol dire aumento del traffico stradale, aumento del consumo di energia, aumento dell'inquinamento dell'aria: da un punto di vista della mobilità sostenibile un vero fallimento!  

Il fallimento più grande sta nella scarsa sensibilità ambientale, e fantasia imprenditoriale dei nostri amministratori. Nonostante tutti gli aumenti di tariffe e servizi vari, il comune di Avezzano si ritrova sempre al verde. Oggi vendono le scuole di via Corradini, domani chissà probabilmente toccherà a Piazza Torlonia, dopodomani ancora sarà il turno dell'unica casa sopravvissuta al terremoto del '15 (e come tale monumento della città). Forse allora il Comune di Avezzano avrà i soldi sufficienti a finire quella inutile costruzione che sarà la sede del nuovo Municipio, un' opera assolutamente superflua che ha rubato verde per creare parcheggi.  Ma dopo tutto di che mi stupisco! Possono vendere il Colosseo figuriamoci se non possono vendere delle vecchie e malandate scuole medie!

Vorrei segnalarvi questa lettura, School's out, illuminante!




   

lunedì 15 novembre 2010

I rifiuti diventano

Il 10 novembre presso il MUSè di Celano è stata inaugurata la mostra "i rifiuti diventano...".
Nell'ambito della settimana che L'UNESCO dedica ogni anno alla mobilità sostenibile la direttrice del Museo Geltrude di Matteo ha accolto con meritevole impegno una mostra come poche. Uno degli obiettivi della di Matteo è far evolvere l'obsoleta idea che abbiamo dei musei nella visione più dinamica di luoghi di crescita culturale e aggregazione sociale sempre a passo con i tempi e le tematiche centrali che vi ruotano intorno.

Così nelle sale del centro di restauro nuovo museo paludi di Celano, tre artisti, tra i quali la avezzanese Silvia Rodorigo, hanno messo in mostra le loro creazioni insegnandoci che anche i "rifiuti" possono avere una seconda possibilità.


Alla cerimonia di inuagurazione erano presenti anche il direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo dott.ssa Anna Maria Reggiani, l’ing. Settimio Santilli (assessore all'ambiente del comune di Celano), avv. Luigi Ciaccia  (presidente Aciam), dott. Antonio Del Corvo (Presidente della Provincia dell'Aquila) e il presidente di Legambiente Abruzzo il dott. Angelo Di Matteo.

Peccato che alcuni di loro, con interventi di livello mediocre in tema ambientale, abbiano letteralmente "dissacrato" il termine sostenibilità, e così quella che doveva essere la giornata dedicata al riciclo è stata trasformata in una vera e propria ode all'incenerimento!

giovedì 8 luglio 2010

Roba regalata mai ridata, eppure....

C'era una volta la Contea di Celano, il cui democratico governo era affidato al Sen. Filippo Piccone appartenente ad una delle più grandi famiglie d'Italia: il popolo delle libertà!
Sembra l'inizio di una storia medioevale, in cui i signori del feudo avevano la libertà di disporre a proprio piacimento dei vassalli. Bhè non siamo nel medioevo, ma la situazione è pressapoco identica.

Il mercato dell'energia (CIP 6) è ormai il futuro dell'economia e questo lo sa bene anche la giunta comunale di Celano guidata dal Senatore Piccone, infatti dopo aver tentato con le biomasse, ora la scalata nel mondo dell'energia prosegue con il fotovoltaico. E il tutto sempre in maniera rigorosamente democratica e trasparente. Circa 120 agricoltori celanesi si sono visti recapitare una lettera di esproprio dei terreni, terreni attualmente produttivi e coltivati. Questi erano stati donati in passato come onoreficienza ai reduci di guerra per aver onorato la Patria durante i due conflitti mondiali. Adesso il comune li vuole indietro per costruire un impianto fotovoltaico. Inutile dire che per gli agricoltori è stata una vera e propria mannaia, ma non c'è da temere perchè fra 20 anni quando sarà esaurito il ciclo di vita dell'impianto, i terreni potrebbero tornare ai legittimi proprietari, bisogna solo decidere le modalità del reintegro e a questo ci penserà un tecnico della Regione Abruzzo (servizio Foreste demanio civico e armentizio) che procederà ad effettuare il verbale di sommaria istruttoria per il reintegro dei terreni, e il verbale sarà redatto anche in assenza delle parti.

Peccato che si siano dimenticati di dirvi che restituire un suolo all'agricoltura non è cosa semplice: Gli impianti fotovoltaici posti su terreni rischiano di ridurre fortemente l’attività fotosintetica e la biodiversità, con impoverimento progressivo del tenore di carbonio nel suolo e di biomassa emergente: la conseguenza più evidente è l’emissione anziché la fissazione di CO2 climalterante (il suolo rappresenta il maggior pozzo di assorbimento di carbonio): questione paradossale, per una tecnologia che punta a ridurre le emissioni climalteranti.

Perchè dunque occupare suolo agricolo per realizzare impianti che potrebbero trovare una più opportuna collocazione sugli edifici o sugli immobili agricoli? Semplice gli impianti a terra hanno un costo minore, ma non è accettabile ricorrere ad una fonte energetica rinnovabile consumando un’altra risorsa non riproducibile come il suolo.
Siamo tutti d'accordo sul fatto che il fotovoltaico è un bene prezioso per il futuro, ed è giusto che venga incentivato e promosso, ciò che invece non è eticamente e moralmente accettabile è che con la scusa della salvaguardia ambientale si sta facendo un vero e proprio assalto al pianeta! Questo si chiama consumo di territorio. E nella Marsica troppo spesso si sta correndo questo rischio.

Da bambina la maestra mi aveva insegnato che la roba che viene regalata non si deve richiedere indietro. E' evidente che il sindaco Piccone e la sua giunta non hanno avuto la mia maestra!

Foto: impianto di Spongano

mercoledì 24 marzo 2010

Il viaggio ha inizio

E come mi scrive nella sua email l'amico Paolo Manfreda, Il viaggio sognato inizia! (SPERIAMO BENE!)

Da: Sergio ROZZI
Inviato: mercoledì 24 marzo 2010 10.29
A: Prof. TASSI FRANCO
Cc:
Oggetto: Invio in corso posta elettronica: Protocollo 21.03.2010 Pro Loco Borgo Incile Prov. AQ

Al Prof. Franco TASSI, Responsabile del Comitato Scientifico dell'Associazione IL SALVIANO - Centro Natura Marsica in allegato il protocollo d'intesa sottoscritto tra la Provincia di L'Aquila e il Comitato e Pro Loco dell'Incile, promosso dall'amico Paolo MANFREDA (che legge p.c.) e sostenuto dall'Associazione Il Salviano. In relazione alle intese intercorse ritengo che si possa contribuire e collaborare a redigere un progetto di valorizzazione dell'area dell'Incile (Centro Abitato, area archeologica Cunicoli di Claudio, Grotta di Ciccio Felice, Parco fluviale dell'emissario Incile, Zona umida ex vasche Zuccherificio, Area di Archeologia Industriale, itinerari e percorsi naturalistici, didattico, culturali e sportivi, alberature, ecc.), nell'ottica del progetto più ampio ECO PARCO MARSICANO dove, come programmato negli anni '90, l'ECO PARCO DELL'INCILE ne sia il centro storico culturale di riferimento. L'Associazione IL SALVIANO lavorerà per l' inserimento e recepimento della proposta nel definitivo Piano di Assetto Naturalistico della Riserva. Egregio Professore a nome e per conto del Comitato dell'INCILE saremmo onorati di poter sviluppare una giornata di lavoro sull'importante questione , caso mai sul posto, con la predisposizione e approfondimento della proposta progettuale. Una giornata ecologica con passeggiata dal e per il Borgo Incile. In attesa di considerazioni invio i più sinceri saluti
Sergio ROZZI Presidente Associazione IL SALVIANO

martedì 23 marzo 2010

Protocollo d'intesa a Borgo Incile

Lunedì 22 Marzo 2010 alle ore 21.00 Borgo Incile (Avezzano) ha incontrato la Presidente uscente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane (PD), la quale è nuovamente in corsa per le provinciali del 28-29 marzo 2010.
La Presidente Pezzopane si è confrontata con i presenti ricercando un dialogo intimo, pacato, e famigliare, ma ben deciso e fermo sui punti che essa intende portare avanti qualora la sua carica alla Provincia venisse nuovamente confermata.

Durante l'incontro Stefania Pezzopane ha firmato un Protocollo d'Intesa (alla cui stesura ha contribuito Augusta Marconi) volto a tutelare il territorio dell’Incile annettendolo alla Riserva naturale regionale del Monte Salviano. Punti chiave sono la tutela dell’ambiente, la promozione di iniziative finalizzate alla valorizzazione dell’Emissario dell’Incile, dei Cunicoli di Claudio, delle Grotta di Ciccio Felice.
Gli altri firmatari dell'Accordo sono Paolo Manfreda (Presidente Pro-Loco di Borgo Incile e candidato alle provinciali con la lista "al centro per la Pezzopane" ) ed io, Sefora Inzaghi, come Presidente (anche se mi piace di più "capobanda") del comitato dei cittadini di Borgo Incile.

Ci auguriamo che questo sia un primo piccolo grande passo verso la difesa del nostro territorio ormai sempre più minacciato dalla speculazione di imprese e multinazionali che promettono un futuro insostenibile, rubandoci la nostra identità ambientale, storica e culturale. Il Fucino, la nostra agricoltura e il nostro piccolo grande patrimonio archeologico vanno tutelati perché essi sono la nostra ricchezza presente e futura.
Come ho sempre sostenuto l'ambiente e le sue risorse, compresa la memoria storica che appartiene alla cultura di un popolo, possono e devono essere considerate anche come un insieme di risorse economiche e come tali ci si deve porre il problema di come possano essere utilizzate in modo efficiente dal punto di vista sociale.

"La sfida dell’ambiente sarà una delle più importanti nei prossimi anni, per questo dobbiamo mettere in campo iniziative e misure che concilino la necessità dello sviluppo economico con la tutela dell’ambiente. La ricchezza di Borgo Incile non può essere sottovalutata. Il patrimonio naturalistico ed ambientale è indubbiamente una risorsa anche economica per questo territorio" (Stefania Pezzopane)



sabato 20 febbraio 2010

Premiolino 2010 ad Angelo Venti.

Ho conosciuto Angelo Venti (direttore del quotidiano online Site.it) nell'estate del 2007 quando qui nella Marsica infuriava la polemica "Torcia al Plasma" della Micron. All'inzio ci siamo un pò "presi a testate" a causa di opinioni contrastanti riguardo al progetto, poi stanchi di "botte e risposte" su un forum, ci siamo incontrati per guardarci in faccia e così ho avuto modo di conoscere un uomo taciturno, ma per cui nutro profonda stima. Ho da subito pensato e continuo a pensare che Angelo sia una persona che con il suo lavoro sa dare dignità al giornalismo, quel giornalismo troppe volte bistrattato, dimenticato e assoggettato al volere del "padrone" e lo ha dimostrato in più di un'occasione.

Come riporta il quotidiano online Prima da Noi "Angelo Venti in questi anni si è distinto in Abruzzo per le sue inchieste e per i suoi approfondimenti che hanno scoperchiato, spesso ben prima delle inchieste della magistratura, scenari inquietanti e ben nascosti nell'isola felice: dalle recentissime inchieste sui nuovi quartieri dormitorio de L'Aquila senza fogne, al far west degli appalti, dai dubbi su Bertolaso e i suoi 'super poteri' al subappalto da 900 mila euro affidato al senatore del Pdl, Piccone. E poi ancora la scoperta di 25 ettari di rifiuti a Celano al tesoro dell'ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino reciclato in Abruzzo." Dal 2009 è responsabile locale del presidio di Libera.

Angelo Venti ha ricevuto uno dei più antichi e importanti premi giornalistici: il Premiolino 2010, per la sezione new media «per aver contribuito alla difesa dell'indipendenza delle opinioni e della liberta' di stampa da qualsiasi condizionamento».

Per la stessa motivazione hanno ricevuto il Premiolino 2010 anche Marco Travaglio (editorialista de Il Fatto Quotidiano), il Cardinale Carlo Maria Martini (Scrive su il Corriere della Sera), La redazione di Farefuturo Webmagazine, Lirio Abbate (inviato de L'Espresso), Sigfrido Ranucci (Trasmissione Report, Rai3).

Congratulazioni Angelo!

Foto: Michele Saullo

lunedì 7 dicembre 2009

Solidarietà al giornalista Angelo Venti

Comunicato di Libera e Libera Informazione a sostegno del direttore di Site.it duramente attaccato dalla prefettura

Terremoto a L'Aquila - L’articolo che Angelo Venti ha scritto denunciando l’opacità, la scarsa trasparenza e il centralismo del sistema di gestione degli appalti pubblici e dei subappalti per il terremoto in Abruzzo da parte della Protezione Civile è stato duramente attaccato dalla Prefettura dell’Aquila, in un comunicato dai toni intimidatori che è stato in modo sconcertante inviato a tutti i giornali, siti ed emittenti locali, ma non allo stesso Venti, né al suo Site.it.

Libera Informazione esprime la massima solidarietà ad Angelo Venti, la cui professionalità e correttezza è al di fuori di ogni dubbio, insieme con l’accuratezza e la precisione con le quali sta seguendo da mesi il dramma della popolazione colpita e i problemi della ricostruzione, rappresentando un prezioso punto di riferimento informativo per decine di colleghi, per gli amministratori e per la stessa magistratura. In qualità di giornalista, ma anche di rappresentante del presidio di Libera a L’Aquila, Angelo Venti ha denunciato fin dai primi giorni i rischi di infiltrazioni mafiose negli appalti e nei subappalti, analizzando sulla base di precise testimonianze quanto stava avvenendo e i fenomeni di accentramento di poteri e di discrezionalità che hanno stravolto in molti casi competenze, funzioni e normative. Anche l’ultimo articolo, che riassume ricorrendo a fonti certe e documentate i limiti e le anomalie che contraddistinguono l’intero sistema messo in atto dalla Protezione Civile, si basa esclusivamente su precedenti impegni assunti pubblicamente e dichiarazioni della stessa Prefettura e su un’oggettiva analisi dei ritardi e dell’assenza operativa degli istituti di controllo preposti.

Lo stesso Angelo Venti ha peraltro già risposto alle argomentazioni e alle critiche del comunicato della Prefettura con concreti dati e argomenti che smentiscono un attacco evidentemente pregiudiziale e disinformato. Riaffermando piena fiducia nell’impegno e nella correttezza professionale di Angelo Venti, Libera è al suo fianco nel respingere qualsiasi intimidazione o tentativo di isolarlo nel proseguimento del suo impegno civile.

Ricostruzione - la gestione opaca di Bertolaso di Angelo Venti