Il Fucino visto dallo spazio

Un'immagine scattata dallo spazio rivela che la piana del Fucino è la valle più fertile d’IItalia.

Il caffè se inquina che piacere è?

E mentre le pubblicità ci raccontano di aromi sensuali e di luoghi di degustazione simili a boutique francesi, non ci rendiamo conto che preferendo la capsula alla moka non solo paghiamo un caffè 7 volte di più, ma contribuiamo ad inquinare l’ambiente.

La forza dell'uomo è nella verità

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità.

PIL:una misura di sviluppo?

Ho sempre pensato che sviluppo e benessere inteso come qualità della vita andassero di pari passo...dunque il PIL è utile nella valutazione della qualità della vita?

giovedì 31 dicembre 2009

Buon 2010

"Il tempo è ciò che non si ferma, ciò che sempre scorre; niente e nessuno lo può arrestare: lui va e ti costringe a seguirlo anche quando vorresti bloccarlo; va e non si ferma . Solo dopo aver vissuto a lungo si può trovare un posto dove intrattenersi con lui: la memoria. [...] Quasi tutti sanno del tempo che passa; pochi, invece, riconsocono il tempo che viene e quasi nessuno si accorge del tempo che torna. Ognuno di questi tempi ha un posto. Quello che passa è già alle tue spalle; quello che viene è davanti ai tuoi occhi, mentre il tempo che torna lo porti nel cuore. Però siccome solo pochi guardano al cuore, solo pochi si accorgono del tempo che torna, ed è il tempo più bello e più prezioso. Esso torna per una sola ragione: riportarti a lui. E si ferma nel cuore e lì ti aspetta. E' la parte migliore di te che ti dice di tornare. E ogni volta che sentirai questo richiamo, tu non esitare, corrigli incontro, perchè avrai trovato un tempo che si è fermato per te!"


Ancora una volta rubo le parole dal meraviglioso libro "IO MI RICORDO" di Paolo Ferro. Un libro che tengo vicino al mio letto ormai da un anno e che ogni tanto apro e rileggo per farmi regalare pagine così dolci e care che non smettono mai di soprendere il mio cuore e la mia anima. Auguro a tutti che il tempo che viene possa divenire per voi un meraviglioso tempo che torna.
Felice 2010

mercoledì 30 dicembre 2009

Capodanno all'insegna del Libeccio

In queste ore la mia Regione è interessata da venti di Libeccio che andranno a favorire condizioni di tempo migliore sulle coste, mentre le nubi si adageranno nelle zone appenniniche dell'entroterra con la conseguente possibilità di qualche occasionale precipitazione.

E indovinate dove abito io? Nell'entroterra abruzzese! Fortunata come sempre... che dire? poco male alla fine come dice il proverbio "capodanno bagnato, capodanno fortunato!" Si lo so l'ho adatto un pò alle mie esigenze.

Che cos'è il Libeccio? è un vento caldo-umido che spira da sud-ovest. E' molto simile allo scirocco, ma la particolarità è che può soffiare per diversi giorni di seguito e, se associato al passaggio dei fronti perturbati atlantici in movimento da ovest verso est, è un vento portatore di pioggia. Vi sono più ipotesi sul nome: la più diffusa, è che nell'isola di Zante, presa come punto di riferimento per la denominazione dei venti, il Libeccio spira dalla Libia (antico nome del continente Africano).
Nell'Italia meridionale è conosciuto molto bene per il calore che porta con sé, e a volte capita che i contadini si ritrovano ad avere i raccolti e le piante distrutte proprio dalle libecciate di fine estate.

Ma vi svelo ora l'ultima curiosità di questo 2009 che ci lascia: secondo la biometeorologia, in soggetti meteorolabili il libeccio può portare sintomi che vanno a debilitare l’organismo, specie in soggetti che soffrono di forme ansio-depressive. Come intervenire? Di grande utilità sono gli esercizi in palestra di fisioterapia abbinata a movimenti specifici per quel determinato tipo di artropatia. Inoltre sembrerebbe essere molto importante la terapia con preparati naturali come gli infusi di tiglio, biancospino, camomilla, valeriana, karkadè, da assumere durante la giornata per diminuire anche se lentamente la super attività del sistema neurovegetativo con conseguenti situazioni ansiogene, in modo più specifico verso sera e durante la notte.

Fonti: Wikipedia.org, meteogiornale.it, biometeolab

domenica 27 dicembre 2009

Eroe dell'anno 2009

Animal Planet e Fresh Step hanno eletto Scott Lope (direttore delle operazioni "salvataggio grandi felini") eroe dell'anno 2009: il merito è di aver dedicato la sua vita a sostegno dei grandi felini, appunto, ma anche di tutti gli animali selvatici e dei loro habitat naturali.


venerdì 18 dicembre 2009

Se tu mi dimentichi

La sezione poesie di mamma terra va a rilento, così cercando qua e là ho scoperto questa poesia di Pablo Neruda, che come sempre mi stupisce e mi innamora. Mi piace come usa gli elementi della Terra per parlare d'amore.


Voglio che tu sappia una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco vicino al fuoco l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“ Se d’improvviso mi dimentichi,
non cercarmi, chè già ti avrò dimenticato “

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere che passa per la mia vita
e ti decidi a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa che in quel giorno,
in quell’ora, leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma se ogni giorno, ogni ora
senti che a me sei destinato
con dolcezza implacabile,
se ogni giorno sale alle tue labbra
un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mio,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amato,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

mercoledì 16 dicembre 2009

Privatizzazione dell'acqua

Di Francesco Gesualdi

Mentre Giulio Tremonti dava lezione all'università di Shangai e stupiva i capi del partito comunista cinese con le sue bordate contro il mercatismo e lo strapotere bancario, a Roma il Parlamento italiano, sotto ricatto dell'ennesima fiducia posta dal governo di cui Tremonti è ministro, approvava il cosiddetto decreto Ronchi che fissa un altro pesante paletto sulla strada della privatizzazione dell'acqua. Un decreto di difficile lettura, zeppo com'è di rimandi a leggi precedenti e di vocaboli astrusi, incomprensibili perfino ai parlamentari che l'hanno votato. L'unica cosa certa gli scopi: da una parte mettere in riga i comuni che si ostinano a gestire l'acqua tramite società a totale capitale proprio, dall'altra assicurare alle imprese private margini d'affari più ampi.

Il tutto tramite due provvedimenti chiave: decadenza al dicembre 2011 di ogni contratto di affidamento stipulato con società formate al 100% da capitale pubblico, a meno che non cedano il 40% del loro capitale; decadimento al dicembre 2012 di ogni contratto di affidamento stipulato con società miste, pubblico-privato, quotate in borsa, a meno che la quota di capitale pubblico non scenda sotto il 30%. [...] “Basta con situazioni in cui ogni comune fa come vuole – sembra dire il decreto – d'ora in avanti tutti devono uniformarsi allo stesso metodo di gestione.” Per la verità i regimi previsti sono due:

1. affidamento dell'acquedotto a una società scelta tramite gara, vince quella che indipendentemente dalla sua formazione del capitale e la sua nazionalità, offre condizioni più vantaggiose;

2. affidamento dell'acquedotto a società di proprietà dei comuni, a condizione che la partecipazione venga allargata a un partner privato scelto tramite gara. Al privato deve essere garantita una quota di partecipazione non inferiore al 40% e l'affidamento dei compiti esecutivi.

Dunque, da un punto di vista strettamente societario, il pubblico non è ancora stato estromesso del tutto, ma da un punto di vista della gestione è stata affermata in via definitiva la logica dell'azienda privata. Quella logica da mercante secondo la quale si vende senza nessuna considerazione sociale e si scarica in tariffa ogni spesa, comprese quelle per investimenti. Tant'è le associazioni dei consumatori hanno subito lanciato l'allarme: col nuovo regime le tariffe aumenteranno mediamente del 30%.

Benché il panorama politico non lasci molti spazi all'ottimismo, anche i nostri amministratori locali potrebbero capire che è interesse di tutti fare uscire l'acqua dalla categoria dei beni a rilevanza economica come se fosse un pasticcino o una cravatta. Per questo è necessario tornare all'attacco per richiedere ai nostri comuni di dichiarare l'acqua un bene comune da gestire come diritto. Da cosa nasce cosa, la storia si può cambiare anche a partire dai piccoli passi.

www.disinformazione.it

martedì 15 dicembre 2009

L'acqua deve restare pubblica

mercoledì 9 dicembre 2009

Chi è causa del suo mal pianga se stesso!

Piccola curiosità in arrivo per voi. Cos'è che attira le zanzare? La risposta ci viene fornita da una scoperta pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science. L'entomologo Walter Leal e il collega Zain Syed (Università della Clifornia) hanno condotto una ricerca per capire come combattere la zanzara Culex; quando questa si ciba di sangue rilascia il virus del Nilo occidentale e questo succede sia quando punge una persona che un uccello (che risulta il miglior serbatoio per il virus), un cane, un gatto, un cavallo e molti altri animali. Dal 1999 ad oggi il Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti ha registrato poco meno di 30mila casi di infezione di virus del Nilo occidentale di cui più di 1.000 sono risultati mortali.
Nel corso dello studio i due ricercatori hanno scoperto che l'uomo (così come altri animali) emette un odore naturale che attira gli insetti: responsabile di ciò è il Nonanal, utilizzato anche nell'industria dei profumi; si tratta di una molecola complessa costituita da carbonio, idrogeno e ossigeno (C9H18O).


Walter Leal spiega che è attraverso il nonanal che le zanzare ci trovano. Le antenne della Culex quinquefasciatus si sono sviluppate per individuare anche le più piccole concentrazioni di nonanal. Esse infatti hanno perfezionato i neuroni che captano tale sostanza".

Per essere sicuri di questa loro scoperta, gli insetti sono stati sottoposti all'odore emesso dalla pelle umana di neri, bianchi, cinesi, caucasici, latini e indiani di età compresa tra i 20 e 55 anni. Eliminando di volta in volta le varie sostanze chimiche si è trovato che le uniche che attirano realmente le zanzare sono l'anidride carbonica, ma molto di più proprio il nonanal. infatti producendo due tipi di gas, uno a base di sola anidride carbonica e l'altro a base di anidride carbonica e nonanal, si è visto che il secondo attira un numero di zanzare doppio rispetto al primo.

Insomma viste come stanno le cose è il caso di dire Chi è causa del suo mal pianga se stesso!

Fonte: Repubblica.it

lunedì 7 dicembre 2009

Scelti i siti per le centrali nucelari

Farei giocare mia nipote in un giardinetto di fianco a una centrale nucleare.
-Fulvio Conti-
Che bambina fortunata!

I Verdi rivelano i siti, individuate in uno studio inviato dall'Enel al governo, in cui potrebbero essere costruire le nuove centrali nucleari in Italia. Tra questi sono allo studio due siti nel Lazio: Montalto di Castro e Borgo Sabotino. Questi gli altri siti: Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento ) e Monfalcone (Gorizia)."Le aree sono idonee, secondo l'Enel, -spiega il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli- perche' vicine a zone costiere e ai fiumi, poiche' come e' noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare.

Tuttavia durante la registrazione di Effetto domino, in onda su La7, Fulvio Conti, amministratore delegato dell'ENEL ha dichiarato - sono già stati individuati i siti in cui sorgeranno le centrali nucleari in Italia - e, come un nobile cavaliere dall 'armatura splendente, ammonisce quei "cattivoni" che vogliono privare i bambini della gioia di giocare in un giardino vicino ad una centrale nucelare, con un tuonante "ma non li dico neanche sotto tortura. Aspettiamo l'imprimatur del governo".

Secondo Conti, ormai il tutto è stato avviato ed entro febbraio-marzo 2010 il Governo avrà gli strumenti per legiferare e consentire agli operatori di poter partire effettivamente.

Conti tranquillizza le popolazioni e cittadini "se ci saranno proteste dei cittadini, risolveremo il problema parlando con gli abitanti, spiegando bene il progetto con tanto di dati e documentazione tecnica", che tradotto in italiano corrente significa "se ci saranno proteste di cittadini risolveremo il problema ricorrendo ai militari". Napoli e L'Aquila docet!

E mentre ci prepariamo a chiudere questo 2009, saluto i nonni d'Italia: tranquilli nel 2010 L'ENEL vi regalerà nuovi "giardini" dove poter far giocare i vostri nipoti! E che nessuno venga a dirmi che i bambini di oggi non sono pieni di energia!

Fonte: diario del web.it
Italiainformazioni.com

Solidarietà al giornalista Angelo Venti

Comunicato di Libera e Libera Informazione a sostegno del direttore di Site.it duramente attaccato dalla prefettura

Terremoto a L'Aquila - L’articolo che Angelo Venti ha scritto denunciando l’opacità, la scarsa trasparenza e il centralismo del sistema di gestione degli appalti pubblici e dei subappalti per il terremoto in Abruzzo da parte della Protezione Civile è stato duramente attaccato dalla Prefettura dell’Aquila, in un comunicato dai toni intimidatori che è stato in modo sconcertante inviato a tutti i giornali, siti ed emittenti locali, ma non allo stesso Venti, né al suo Site.it.

Libera Informazione esprime la massima solidarietà ad Angelo Venti, la cui professionalità e correttezza è al di fuori di ogni dubbio, insieme con l’accuratezza e la precisione con le quali sta seguendo da mesi il dramma della popolazione colpita e i problemi della ricostruzione, rappresentando un prezioso punto di riferimento informativo per decine di colleghi, per gli amministratori e per la stessa magistratura. In qualità di giornalista, ma anche di rappresentante del presidio di Libera a L’Aquila, Angelo Venti ha denunciato fin dai primi giorni i rischi di infiltrazioni mafiose negli appalti e nei subappalti, analizzando sulla base di precise testimonianze quanto stava avvenendo e i fenomeni di accentramento di poteri e di discrezionalità che hanno stravolto in molti casi competenze, funzioni e normative. Anche l’ultimo articolo, che riassume ricorrendo a fonti certe e documentate i limiti e le anomalie che contraddistinguono l’intero sistema messo in atto dalla Protezione Civile, si basa esclusivamente su precedenti impegni assunti pubblicamente e dichiarazioni della stessa Prefettura e su un’oggettiva analisi dei ritardi e dell’assenza operativa degli istituti di controllo preposti.

Lo stesso Angelo Venti ha peraltro già risposto alle argomentazioni e alle critiche del comunicato della Prefettura con concreti dati e argomenti che smentiscono un attacco evidentemente pregiudiziale e disinformato. Riaffermando piena fiducia nell’impegno e nella correttezza professionale di Angelo Venti, Libera è al suo fianco nel respingere qualsiasi intimidazione o tentativo di isolarlo nel proseguimento del suo impegno civile.

Ricostruzione - la gestione opaca di Bertolaso di Angelo Venti

giovedì 3 dicembre 2009

Fumo negli occhi

Per tutelare interessi economici ed imprenditoriali, i governi hanno sempre impugnato "dati della comunità scientifica" per dimostrare che gli inceneritori non sono mostri ambientali come sostengono molte associazioni ambientaliste, ma anche medici (certo non Veronesi). Ora sono proprio quei dati ad essere messi in discussione. Il 25 novembre a Cortona, in occasione della Giornata internazionale dei medici per l’ambiente, l’International Society of Doctors for the Environment ha lanciato una accusa molto forte rivelando che i dati di ricerche scientifiche sono stati manipolati per incoraggiare le amministrazioni pubbliche ad adottare l’incerimento dei rifiuti: una pratica che invece è pericolosissima per la salute degli abitanti che vivono nelle vicinanze dei “termovalorizzatori”.
La rivelazione fa riferimento a un articolo comparso sui “Quaderni di Ingegneria Ambientale” del 2007, ripreso in un documento ufficiale della Regione Sicilia. Nel testo si cita il lavoro di studiosi inglesi sull’incidenza degli inceneritori sui tumori in Gran Bretagna. «La conclusione degli autori – traduce il documento italiano – è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori». Quindi, l’inceneritore sarebbe ininfluente. «Ottima notizia», ironizza Cabras. Peccato sia completamente falsa: nel documento originale, gli studiosi inglesi hanno affermato esattamente il contrario. Il rischio-tumori declina man mano che ci si allontana dall’inceneritore, scrive il rapporto inglese firmato dai ricercatori Elliot, Shaddick e Kleinschmidt. Una rilevazione «statisticamente significativa» in particolare «per i tumori allo stomaco, al retto-colon, al fegato e ai polmoni». Colpa delle polveri sottili rilasciate dai camini del “termovalorizzatore”, i cui filtri non riescono a trattenere le particelle cancerogene.

Nello stesso articolo, aggiunge Cabras, altri studi vengono citati in modo altrettanto scorretto: «Viene fornita un’interpretazione significativamente diversa da quanto riportato dagli autori citati. I risultati emersi sono modificati oppure citati parzialmente. Ogni modifica tende a supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti».

Medici e ricercatori italiani e stranieri (fra cui Dominique Belpomme e Paul Connet), hanno sottoscritto una segnalazione di queste manipolazioni inviandola al British Medical Journal, che aveva pubblicato l’articolo originale del professor Elliot. L’Isde Italia nel proprio comunicato «stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti, in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni medico, quali l’autonomia e la correttezza».

Fonte: Libre, associazione di idee

La nostra buona Stella

L'Euphorbia pulcherrima nota come Poinsettia o Stella di Natale è una pianta ornamentale originaria del Messico, nazione nella quale cresce spontaneamente. La sua fioritura le dona bellezza ed eleganza, ma contrariamente a quello che pensiamo, il fiore non è rosso, ma giallo. Eh si, propio giallo! Quelle che vediamo di colore rosso sono le brattee, ovvero foglie modificate che circondano e proteggono il fiore, il cui nome è ciazio.
Questa pianta fiorisce in inverno, ed infatti siamo abituati a vederla nelle nostre case a dar colore al natale, ma una volta finita la fioritura la pianta perde le foglie e quasi sempre viene buttata via. In realtà se la pianta ha buone radici e noi un gran bel pollice verde contornato da tanta pazienza, lasciandola vegetare per tutta l'estate con i giusti accorgimenti (esposizione luce, concimazione, innaffiatura) a settembre la pianta torna a regalare bellissimi fiori.

Non so se sia un caso che l'AIL abbia scelto proprio questa pianta come simbolo per la sua raccolta fondi nelle piazze, ma un pensiero mi sfiora: anch'io sono una stella di natale, e lo siamo tutti noi: noi che per un attimo ci siamo visti sfiorire a causa della malattia, noi che grazie alle cure di bravi giardinieri (medici, volontari, ricercatori, famigliari) e alla nostra voglia di vivere "dopo l'estate" siamo tornati a fiorire!

Estendo a tutti l'invito dell'AIL: 5, 6, 7 e 8 dicembre in 3.800 piazze italiane oltre 18.000 volontari distribuiranno qualcosa che vale: la Stella di Natale AIL. Che sia per voi o per fare un regalo, il vostro gesto vale speranze che possono diventare certezze. Questa stella ha il valore della costruzione, giorno dopo giorno, attraverso la ricerca di una nuova realtà di vita. Vale per il futuro. E noi abbiamo bisogno di futuro… perchè una malattia non deve interrompere una vita. (AIL)

mercoledì 2 dicembre 2009

Alimenti al bisfenolo A

Cos'è è il Il bisfenolo A? Noto anche com BPA o 2,2-bis(4-idrossifenil) propano è un composto organico con due gruppi fenolo utilizzato per produrre plastiche e resine. In particolare viene impiegato nella produzione di policarbonato, una plastica utilizzata per biberon, stoviglie, contenitori per alimenti e nella produzione di rivestimenti epossidici per materiali metallici, per lattine per bevande e grandi contenitori per vino. Attualmente la sua produzione annua ammonta a circa 2–3 milioni di tonnellate.

Fin dagli anni '30 si sospettava che potesse essere dannoso per l'uomo, lo si ritiene responsabile di anomalie riproduttive, di cancro alla prostata e al seno, collegato anche con diabete e malattie cardiache. il National Institute of Health , ne aveva dimostrato gli effetti nocivi sullo sviluppo delle ghiandole prostatiche e mammarie dei roditori. Tuttavia il BPA diventa noto alle cronache solo nel 2008 quando uno studio indipendente, condotto da un insieme di organizzazioni sanitarie e ambientali statunitensi e canadesi, aveva verificato il rilascio di BPA nel latte (fino a 8 parti per miliardo) da parte dei biberon, specie se riscaldati. È da allora che questa sostanza ha destato l’attenzione delle Agenzie per la sicurezza alimentare americane ed europee con due diverse modalità di approccio: il Canada ha bandito la sostanza dagli oggetti destinati all'infanzia e ne ha vietato l'impiego in tutti i contenitori per alimenti, mentre la Food and Drug Administration (Fda) e l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea (Efsa) hanno adottato una linea meno severa fissando la dose giornaliera tollerabile a 50 microgrammi per kg di peso corporeo.

E' recente la pubblicazione di una ricerca condotta da Consumer Reports, il mensile dell’Unione consumatori statunitense. La rivista ha testato 19 alimenti in scatola (zuppe, tonno, verdure, mais, salsa di pomodoro) di alcune delle principali marche presenti sul mercato americano: Nestlé, Progresso, Campbell’s, Chef Boyardes e Del Monte. I risultati hanno evidenziato che solo mangiando una porzione di zuppa di verdura in scatola un consumatore potrebbe ingerire circa il doppio di ciò che attualmente l’Fda considera la tipica esposizione giornaliera media. Il più alto livello di bisfenolo è stato trovato nella zuppa vegetale Progresso (da 67 a 134 microgrammi per chilo) e nei fagiolini tagliati freschi in scatola Del Monte i cui livelli di BPA rinvenuti vanno da 35,9 a 191 microgrammi per chilo. Decisamente troppo per gli esperti scientifici dell’associazione che raccomandano addirittura un’esposizione giornaliera di 0,0024 microgrammi per kg di peso corporeo.

Sembra che alla luce di questi nuovi risultati l'Fda dovrebbe ripronunciarsi sull’argomento fissando i nuovi livelli massimi di esposizione al BPA. In questi giorni, un senatore statunitense, Charles Schumer, ha proposto una legge per bandire in tutta la nazione (gli Stati del Minnesota e della California lo hanno già fatto) l’additivo “incriminato” nei contenitori destinati ai bambini sotto i tre anni.
Sul fronte europeo i francesi stanno mostrando forte sensibilità al riguardo e si stanno mobilitando con raccolta firme a livello europeo e una massiccia campagna di informazione in modo da tenere alta la soglia d’attenzione sul bisfenolo A. Un gruppo di esperti e scienziati che si è dato il nome di Antidote Europe ha scritto una lettera al presidente del Parlamento europeo nella quale si chiede di intervenire per bloccare l’utilizzo del BPA nella produzione di contenitori per alimenti e in particolare nei biberon.

Si può consultare anche il sito dell Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efesa)

Il servizio completo e gli ulteriori approfondimenti su questo argomento li trovate sul numero del Salvagente in edicola da giovedì 3 dicembre

Fonte: kataweb consumi

lunedì 30 novembre 2009

Elettricità: prezzi biorari

Dal 1 luglio 2010 entrerà in vigore, in maniera progressiva, il nuovo sistema di prezzi biorari. "Di cosa si tratta?",vi starete chiedendo, bene ora provo a spiegarvelo: con i prezzi biorari l'energia elettrica costerà di meno dalle 19.00 alle 8.00 nei giorni feriali ed in tutte le ore nei giorni di sabato, domenica e altri giorni festivi: questi periodi saranno indicati nella bolletta come fasce orarie "F2 e F3" ; costerà di più per i consumi dalle 8.00 alle 19.00 dei giorni feriali: questo periodo sarà indicato nella bolletta come fascia oraria "F1".

I dati rilevano che allo stato attuale la media dei consumi del settore domestico è già concentrata per il 66% nelle ore meno costose, tuttavia con la tariffa bioraria si punta a superare tale percentuale.

Naturalmente ai consumatori viene lasciata ampia libertà nella scelta fra i diversi contratti di fornitura, perciò, nel caso non si preferisse la soluzione prezzi biorari prevista dall'Autorità, si potranno scegliere, come già accade, altre soluzioni sul mercato, utilizzando lo strumento TROVA OFFERTE messo a disposizione dall'Autorità.

Fonte:EnergyManager.net

mercoledì 18 novembre 2009

Sacchetti per la spesa

Impariamo da loro! Anche noi possiamo portarci dietro i nostri sacchetti quando andiamo a fare la spesa. Aiutiamo gli animali a salvare mamma Terra!

sabato 14 novembre 2009

Lodo anti-Travaglio & Santoro

Articolo di Sara Nicoli

Il bello di fatto comincia adesso. Perché una volta risolti i problemi tecnici, delle leggi e leggine che schiacciano la Rai dentro mille obblighi, si andrà a parlare della parte politica del contratto di servizio. Il governo punta ad una pressione sull'azienda sotto il profilo editoriale molto pesante. Perchè nel mirino non c'è solo Raitre. Ci sono anche Santoro e Travaglio.

Ma forse non Belpietro e Paragone. E figurarsi Vespa. Si tratta di mettere i nemici nelle condizioni di non nuocere, ma senza fare provvedimenti ad personam anche se ormai i tecnici che stanno lavorando agli articoli che comporranno l'affresco delle norme editoriali parlano gergalmente di "norme anti-Travaglio" e di un "comitato editoriale di controllo". Le due cose, a quanto si apprende, sarebbero le due facce di una stessa medaglia. Si vorrebbe istituire un comitato di "garanti" (composto da un rappresentante del ministero, uno dell'Agicom e uno della direzione generale Rai) con il compito di segnalare alle autorità preposte (appunto l'Agicom e anche la Vigilanza) le violazioni in cui potrebbe incorrere l'azienda in caso di messa in onda di interventi "privi del necessario contraddittorio".

Il governo cioè mirerebbe a introdurre in modo continuo quelle norme che vincolano la linea editoriale della Rai durante i periodi elettorali, quando cioè scatta la par condicio. Solo che, per rendere la questione più solida, verrebbero istituiti dei "controllori-delatori" in modo da blindare non solo l'informazione ma anche l'intrattenimento. È evidente che fino ad oggi questo schema di intervento del governo (di cui si è avuto un assaggio sul caso D'Addario ad Annozero e conseguente "processo" di Scajola ai vertici Rai) ha trovato l'azienda decisamente contraria. E da viale Mazzini hanno anche fatto sapere che un simile controllo sulla linea editoriale verrebbe in contrasto anche con i contratti che prevedono la massima autonomia dei direttori di testata sotto la cui responsabilità ricadono anche alcuni programmi (Annozero, per esempio). Il governo, però, pare intenzionato a forzare la mano il più possibile. L'importante è zittire i nemici.

venerdì 13 novembre 2009

Orti energetici

E' proprio vero quando si dice che i tempi cambiano! Se fino a ieri negli orti crescevano pomodori, insalata, zucchine, fagioli e quant'altro, oggi ci si può "coltivare" energia. No, non è uno scherzo del vostro monitor, avete letto bene, ho scritto proprio energia!

Molti cittadini di Pisa hanno fatto richiesta al consiglio comunale per installare pannelli fotovoltaici sui tetti delle proprie abitazioni, così, per evitare di deturpare il paesaggio del centro storico con questi interventi, il Comune di Pisa ha aggiornato il proprio regolamento edilizio prevedendo agevolazioni per la concessione di terreni di proprietà del Comune a quei cittadini che desiderano produrre energia pulita. Nascono così veri e propri orti energetici in cui si possono "piantare" pannelli fotovoltaici e impianti di micro e mini eolico. I nuovi "agricoltori" potranno godere di sconti su eventuali spese di urbanizzazione secondaria, ma non solo, il piano edilizio va oltre; infatti tutti coloro che riusciranno a produrre energia verde, ma anche coloro che riusciranno a progettare, costruire o ristrutturare gli edifici secondo i criteri dell'efficienza energetica, potranno ottenere sconti sulle imposte del 20% o anche di più a seconda dei casi. Inizativa lodevole!

Fonte: puntofotovoltaico.it

giovedì 12 novembre 2009

Dice che la metropolitana...

Vecchi e nuovi problemi all'Aquila si sovrappongono e la maurom ontarsi production non perde l'occasione di andare a vedere.



martedì 10 novembre 2009

Acqua bene di tutti

Il Parlamento privatizza l´acqua! Impediamolo!
E´ urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l´Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l´acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.

Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da martedì 10 Novembre (in Commissione Affari Costituzionali) e verrà discusso dall´aula lunedì 16 Novembre. L’iter del DL 135/09 ha subito un’accelerazione: il provvedimento sarà discusso a partire da martedì 10 Novembre in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e lunedì 16 Novembre è già calendarizzato in aula. Si prevede la votazione finale martedì 17 o mercoledi 18. Solo se modificato tornerebbe al Senato per l’esame definitivo.
Comunque tutto l’iter deve concludersi improrogabilmente entro il 24 Novembre.

FIRMA LA PETIZIONE contro la privatizzazione dell'acqua

Per approfondimenti su mobilitazioni e iniziative clicca QUI

Gli ultimi saranno Ultimi

Ecco quello che la TV del Governo non mostra. Gli ultimi saranno i primi, non all'Aquila però!

venerdì 6 novembre 2009

Risposta numero 2: ogni foglio riciclato è un albero salvato

Qualche giorno fa un lettore del blog ha lasciato un commento sul mio post "le questioni ambientali ridotte ad idelogia. Attraverso tre punti, il lettore, mi spiegava il suo parere riguardo ad alcune riflessioni poste o non poste nel mio articolo. Ho deciso di rispondere al suo commento, non con un altro (sarebbe stato troppo riduttivo), ma ribattendo punto per punto (per un totale di tre post).

Commento del lettore: punto 2) altra questione da te non considerata: non è tanto alla presunta economicità di una raccolta differenziata ben fatta, che dobbiamo pensare, ma ai benefici ambientali che questa porterebbe; questi benefici da soli, anche senza risparmio alcuno,sarebbero tali da giustificare l'adozione di qualsiasi sistema in grado di invertire la pericolosa tendenza all'autodistruzione...

Caro amico, ritengo che sia fondamentale considerare il beneficio ambientale che deriva da una raccolta differenziata, propro perchè, come tu stesso sai, ci troviamo a vivere in un momento delicato; ritengo che la salvaguardia delle risorse sia il primo obiettivo da fissare quando si fanno discorsi riguardo alla corretta gestione dei rifiuti. Se non ne ho parlato nel mio post è semplicemente perchè questa questione è stata già trattata in post precedenti, all'interno di mamma Terra e quindi non volevo ripetermi, tuttavia forse hai ragione tu e quindi per fare un discorso completo e per meglio comprenderne l'importanza riporto di seguito alcuni dati di grande impatto:

Con 37 lattine, riciclate, si produce una caffettiera e con 800 si produce una bicicletta;
Con 7 scatolette di tonno da 50 gr si produce un vassoio e con 2.600.000 si produce 1 km di binario ferroviario;
Con 19000 barattoli (scatolame per alimenti) si producono tutte le parti in acciaio di un'automobile;
Per 1 tonnellata di carta riciclata, vengono salvati 15 alberi, e risparmiati 438.200 litri di acqua e 4900 kWh;
Il 60% delle bottiglie in commercio in Italia, sono fatte con vetro riciclato che proviene dalla raccolta differenziata, per 1 tonnellata di vetro riciclato si risparmiano 130 litri di petrolio;
Con 20 bottiglie di plastica riciclata si confeziona una maglia di pile;
Con 4 bancali di legno riciclato si realizza una scrivania (mio padre ne ha fatta una molto bella per il pc di mio fratello);
Con 400 Kg di umido e vegetale si ottengono circa 200 kg di compost; si consideri che una famiglia di 4 persone con un giardino di 600mq produce in un anno circa 2692 kg di vegetale e umido. Con il compostaggio potrebbe arrivare a produrre fino a 1346 kg di concime per le piante.

Credo che solo guardando queste cifre si possa concludere con: riciclo 1 - incenerimento 0!

Fonte dati: Consorzio Priula

venerdì 30 ottobre 2009

Un Minuto tecnologico

Minuto non è un semplice asino, ma rappresenta un modello di ecologia e vita sostenibile. Insieme all'artista Cristian Bettini e il fotografo Martin Ruano, Minuto gira (per tre mesi) attraverso le Asturie vivendo in stretto contatto con la gente, le tradizioni locali e "geoetichettando" il mondo asturiano. Sulla groppa di Minuto ci sono placche solari, videocamere e gps. Lo scopo di questo viaggio è la realizzazione di una Green Map per un progetto internazionale che si propone di creare una carta del mondo basandosi su un'etica di sostenibilità ambientale. La mappa verde evidenzierà la presenza di eco-sistemi a rischio, denuncerà l'eventuale contaminazione e l'uso insostenibile della terra. Durante i loro viaggi i tre racconteranno in tempo reale le loro avventure attraverso il sito - spiega la curatrice Roberta Bosco - ogni giorno saranno on line nuovi video e foto, chiunque è invitato ad unirsi alla comitiva e Minuto si fermerà nelle scuole.
Secondo gli artsiti "questa inziativa dovrebbe incoraggiare il pubblico a porsi delle domande su dove stiamo andando, su che relazione esiste ancora tra l'ambiente rurale e la città, su quanto la tecnologia ci sta spingendo verso un mondo virtuale e anche su cosa stiamo perdendo di vista del nostro passato".

Per saperne di più: Repubblica.it sito WEB

Fonte: La Repubblica.it, articolo di Irene Maria Scalise
Foto: La Repubblica.it

lunedì 26 ottobre 2009

In memoria di Frà Martino

Halloween, è il nome di una festa popolare che si celebra la sera del 31 ottobre: il nome deriva da "All Hallows Eve", che vuole dire Vigilia di tutti i santi (1° novembre). Attualmente è considerata una festa statunitense ma in realtà trova radici nelle popolazioni pre-cristiane dell'Europa, che usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Fra ottobre e novembre, la terra si prepara all'inverno, e così era necessario ricoverare il bestiame in un luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda.
In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti, i quali festeggiavano Samhain (fine dell'estate), il loro capodanno.
Secondo la cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio nè al nuovo; in quella notte i morti potevano far visita ai vivi e questi lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza

Quando ero bambina io in Italia si festeggiava San Martino, la sera dell' 11 novembre, sera in cui secondo la tradizione cristiana Martino incontra un povero uomo al quale dona metà del suo mantello per ripararsi dal gelo.

Questa festa si è poi trasformata in una ricorrenza di carattere folcloristico che si identifica con l’estate di San Martino: una particolare situazione climatica tipica del mediterraneo, in cui nel mese di novembre, si instaura un breve periodo di bel tempo e clima gradevole. Per i contadini l’11 novembre segnava la fine di un anno di lavoro: scadevano i contratti agrari, il pagamento degli affitti e la partecipazione alle fiere più importanti.
Da bambina ho festeggiato San Martino: con i miei amici intagliavamo le zucche, ci si infilava dentro una candela e poi si girava bussando alle porte del quartiere, quando la porta si apriva intonavamo un "Frà Martino campanaro..."e al termine della nostra esibizione ci veniva dato un piccolo premio. Poi la sera i nonni preparavano la focaccia all'interno della quale venivano nascoste 100 lire...200 lire e la gara era a chi faceva più soldini. Infine si stava davanti al camino a mangiare le castagne e a degustare il buon vino novello.
Ormai il senso di questa tradizione, così come molte altre è andato perso; chiedete ad un bambino di ora chi sia Fra Martino, non sapranno rispondervi.

L' effetto "Globalizzazione" ha portato ad una crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto è stato non solo una convergenza economica dei diversi popoli, ma anche una convergenza culturale che rischia di compromettere la variabilità tradizionale che caratterizza e valorizza un popolo da un altro. Così come la biodiversità è fondamentale per la stabilità dell'Ecositema, perchè da questa dipende la sopravvivenza delle specie e la capacità di omeostasi del sistema stesso, così anche la diversificazione delle culture rappresenta una garanzia di omeostasi: le culture originarie, sono frutto di millenni di evoluzione.

domenica 25 ottobre 2009

Risposta numero 1: paghi per quanto butti via

Qualche giorno fa un lettore del blog ha lasciato un commento sul mio post "l'ambiente è una questione di ideologia", con il quale, attraverso tre punti, mi spiegava il suo parere riguardo ad alcune questioni poste nel mio articolo. Ho deciso di rispondere al suo commento, non con un altro, ma ribattendo punto per punto (per un totale di tre post).

Commento del lettore Punto 1) : " i materiali differenziati se ben differenziati, sono risorse è vero, ma il loro valore non costituisce un ricavo così elevato da permettere l'abbatimento della tarsu... il servizio ha comunque un costo molto superiore ed il porta a porta anche di più. Quello che è invece considerevole è il risparmio dei costi di smaltimento in discarica, che da soli, dopo qualche anno di avviamento, darebbero davvero al comune la possibilità di ridurre le tasse [...]"

La TARSU è una tassa che noi paghiamo per il servizio di smaltimento rifiuti, questa comprende varie voci, come costo del personale, acquisto beni, conferimento in discarica, ma ci troviamo anche la famosa Ecomulta qualora il comune non raggiunga la percentuale di differenziato prevista per legge (attualmente nel mio comune questa multa è di circa 700 mila euro). Perchè credo che la raccolta differenziata porta a porta sia un'ottima soluzione?
Ci si preoccupa di sensibilizzare la popolazione in modo che anche i più pigri si avviino ad un virtuoso processo di raccolta differenziata, nel mio comune ho sentito assessori proporre che proprio a tal fine si può stampare un piccolo manuale da inviare ai cittadini: "della serie altro spreco di denaro e materia!"

In realtà uno dei migliori sistemi di incentivo è il programma "paghi per quanto butti via", ovvero si fa pagare come tariffa solo gli svuotamenti del rifiuto non riciclabile, in modo da incentivare il massimo del riciclo e della riduzione dei rifiuti. Proprio per dimostrare che ho i piedi per terra e non sono una sognatrice, sono andata alla ricerca di dati e numeri. Nel trevigiano esiste il consorzio Priula (23 comuni per un totale di 205 mila abitanti) che nel 2004 è riuscito a differenziare circa il 73% dei rifiuti. Quanto pagano i cittadini per questo servizio? Per le utenze domestiche esiste una quota fissa (canone uguale per tutte le famiglie) di circa 85,08 € + una quota variabile (scontata del 30% per quelle famiglie che praticano il compostaggio domestico), che viene determinata dal numero degli svuotamenti dei contenitori del rifiuto secco non riciclabile. Cosa significa? L'innovazione riguarda proprio la lettura del numero degli svuotamenti di matariale secco non riciclabile, che è affidata ad un "trasponder"applicato sul contenitore. Se in media una famiglia svuota tale contenitore 11 volte in un anno, si trova a pagare una tassa rifiuti di circa 100 €. (dati 2009).Non male vero? Una famiglia molto virtuosa può dunque pagare anche meno. Meno secco NON riciclabile si produce e meno si paga; ecco dunque che conviene:
* evitare di acquistare oggetti che diventano subito rifiuti;
* evitare di acquistare contenitori fatti di materiale non riciclabile;
* differenziare i rifiuti con cura, mettendo nel contenitore verde ciò che davvero non è riciclabile.

Possiamo intraprendere anche un'altra strategia: il comune stipula una convenzione con una società, o consorzio o cooperativa (chiamiamola "PINCOPALLINO). La convenzione stabilisce che tutte le fasi di raccolta, svuotamento dei contenitori, trasporto, trattamento, selezione e recupero finalizzato al riciclaggio sono a totale carico della Pincopallino (non del comune e dei cittadini) che diviene proprietaria dei materiali all’atto della raccolta, e che utilizza quei materiali rivendedoli sul mercato di carta, alluminio, vetro, palstica. Ecco dunque che Vorrei precisare che i materiali ben differenziati sono più puri e pertanto acquistano un valore sul mercato molto elevato, per cui non è vero che vengono pagati poco.

Potrei parlare anche di un'altra strategia per ridurre non solo la quantità di rifuti, ma anche la spesa che i cittadini si trovano a dover sostenere per lo smaltimento, ma mi rendo conto che mi sto dilungando. Comuque ritengo che già con i due esempi sopra citati sia ben chiaro come la gestione dei rifiuti nella moderna visione della RD porta a porta rappresenti davvero un successo economico, ambientale e sociale, ecco perchè non condivido quando mi si dice che la raccolta porta a porta costa molto di più del normale e obsoleto servizio rifiuti, che purtroppo esiste ancora nella mia città. Tanto per darvi un'idea, la mia famiglia ha sempre pagato circa 250 euro di immondizia, quest'anno senza porta a porta, nè differenziata, la bolletta è arrivata è 500 euro....se continua così mi toccherà fare le valigie ed emigrare a Treviso.

QUI il sistema di tariffazione del consorzio Priula

Fonte: Consorzio Priula - Marcello Volpato: Gaia, Ecoistituto del Veneto.

martedì 20 ottobre 2009

La ballata dell'uomo-orso

«Dal folto del bosco intricato e pauroso,
piombato da forra, o antro fumoso,
s’udì nella notte un tremendo risuono;
dal buio nascosto squarciò come un tuono.

Giunse la nuova alla gente del posto
e tutti chiedevano ad ogni costo
da dove venisse o cosa mai fosse
il misterioso richiamo, le terribil mosse.

“Un’ombra pelosa!” qualcuno diceva;
“Un essere immondo!” quell’altro pensava .
“Diabolico essere, fetido e bestiale,
orrendo, inumano, reietto e brutale!...”(…)

“Piglialo, piglialo! Non lo mollare
Piglialo, piglialo per carità
Acciuffalo, afferralo che possa pagare
le nefandezze, le oscenità!” (…)»

Inizia così “La ballata dell’Orso” di Pierluigi Giorgio, in scena sabato 24 ottobre, ad Ortona dei Marsi, all’interno del ricco programma della manifestazione “Milonia”.
Pierluigi Giorgio, molisano, documentarista e autore di successo, approda nella nostra Marsica con un insolito e suggestivo spettacolo. I suoi documentari mettendo in luce realtà minori locali e raccontando di tradizioni popolari, etnologia e antropologia, dal 1990 sono trasmessi da GEO&GEO. Il ricercatore racconta come nasce il suo studio su questa antica tradizione e come ne è nato un percorso culturale così avvincente:
"[...]Mi si offriva la possibilità di raccogliere informazioni dalla viva voce del cosiddetto “Maestro dell’Orso” tale Andrea Valiante del 1920 che ne aveva raccolto la tradizione dalle mani del padre ed era stato interprete e poi istruttore di movimenti per altri interpreti. Con la voce di arzilli e simpatici anziani ho raccolto informazioni e le ho elaborate con quelle trasmessemi dall’etnologo Massimo Centini, torinese, autore di svariati saggi sull’argomento. L’azione in buona dose si svolgeva, poco, lungo le strade dissestate, sporche e fangose, molto, all’interno delle case in festa per il Carnevale. Il gruppo era formato dallo stesso Uomo-Orso e da altre due persone: uno lo teneva legato a catena e alla ribellione dell’Animale, intimorendolo o toccandolo con un bastone di legno o di metallo, comandava: “Orso, a posto! A posto, Orso! Orso olé!” L’Animale un po’ si placava, ma poi si agitava di nuovo emettendo versi gutturali. Un’altra persona era d’aiuto. Infine un gruppetto con strumenti arrangiati accompagnava musicalmente. Una volta in casa, l’Orso si metteva a quattro zampe e spaventava i presenti (soprattutto le donne) riuniti per la festa. Poi il “guardiano” comandava: “Balla Orso!” e lui danzava goffamente. Alla fine veniva offerto vino, biscotti o dolcetti. Si passava dunque ad altra casa. Il costume era raffazzonato alla meglio, con pelli scure di capra. Sulla testa -a volte sì, a volte no- erano presenti due corna di bue o di capra fermati su un legno arcuato legato sotto il mento. Non si sa se è un elemento aggiunto per creare maggior spavento o se elemento di antica usanza. Infine, una coda, a volte di cavallo o assemblata alla meglio e il volto umano sporco di nero. Almeno nel ricordo degli intervistati, non c’era sacrificio finale.” Studiare questa figura ”dionisiaca” è divenuta la mia passione e rappresentare la mia ballata in Abruzzo, terra simile per molti aspetti al Molise, è davvero stimolante.”

SABATO 24 OTTOBRE 2009-ORTONA DEI MARSI
Fonte: Magda Tirabassi, MArsica news

lunedì 19 ottobre 2009

Le questioni ambientali ridotte ad ideologia.

Martedì 13 Ottobre 2009 si riunisce la commissione ambiente di Avezzano. I membri hanno parlato a lungo di gestione del servizio rifiuti della nostra città. Ancora una volta si è parlato di raccolta differenziata porta a porta e dell`esigenza di farla partire non solo in via sperimentale, ma a tutti gli effetti (cosa buone e giusta), tuttavia come sempre si è tenuto ad evidenziare il solo costo di tale intervento e nessuno ha invece sottolineato il guadagno economico che questa potrebbe portare al comune e ai cittadini. Inizio a sospettare che non si sia compreso il significato di "differenziare". Il sospetto si fa certezza quando prende la parola Occhiuto (pdl) perchè dopo tutto il bel discorso sul porta a porta, lui sostiene che tuttavia il problema dei rifiuti non debba essere limitato alla sola città di Avezzano, ma affrontato anche a livello di Provincia e Regione, sostenendo che anche se c`è la raccolta differenziata si necessità di un inceneritore. Sapete cosa si brucia in un inceneritore? Carta, legno,ma sopratutto plastica. 2) Sapete qual`è lo scopo di differenziare? rivendere il differenziato (carta, plastica, legno, vetro, alluminio) alle industrie del riciclo. VENDERE vuol dire guadagno per il comune, meno tasse per i cittadini. Se le cose stanno così, come fanno a convivere insieme differenziata e incenerimento? Se differenzio e riciclo che ci brucio nell`inceneritore? Ora qui non si tratta di solo problema sanitario che comporta l`incenerimento, ma di evidenziare il totale fallimento economico ed occupazionale che ne deriva. Forse alla commissione ambiente sfuggono questi piccoli dettagli. Ma ora arriva la ciliegina sulla torta: prende la parola Sigismondi (pdl), il quale appoggiando quanto detto dal collega Occhiuto ha però voluto mostrare grandi doti di democrazia dicendo che "la decisone di un inceneriotore va presa all`unanimità con Regione, Provincia e cittadini e -(cito parole testuali)- ANDANDO AL DI LA` DI OGNI IDEOLOGIA. Ecco dunque a cosa è ridotta la gestione del nostro territorio, ad una ideologia: e si perchè se sei di sinistra non vuoi l`inceneritore (te lo impone l' ideologia) se sei di destra invece l`inceneritore va bene! E` come per la fede, se sei di sinistra automaticamente non puoi essere un cristiano altrimenti ti chiamano cattocomunista (esistono i pentiti di mafia e i "pentiti di fede") se sei di destra invece lo Spirito del Signore è su di te, e quindi non esiste un vocabolo come cattofascista...davvero non avevo capito che la che la conoscenza, lo studio , il sapere, l'amministrare o la fede fossero una sola questione di ideologia, ho sempre pensato che fosse buon governo, saggezza,sapienza, intelletto, conoscenza e ricerca.

martedì 13 ottobre 2009

La Francia radioattiva

L'emittente televisiva France 3 ha mandato in onda l'inchiesta, firmata dai giornalisti Emmanuel Amara e Romain Icard, denunciando per la prima volta pubblicamente come le scorie pericolose siano state utilizzate per realizzare opere infrastrutturali (stadi, strade, parcheggi) delle quali la Francia va fiera. Il documentario ha misurato e mostrato al pubblico un elevato livello di radioattività sia in molte zone rurali sia nelle aree urbane del Paese. I detriti cosiddetti "sterili" sono quelli a basso contenuto di uranio, scartati perché non utili all'industria nucleare, ma con l'accumulo in anni e anni di costruzioni, stanno procurando un danno sanitario che inizia ad assumere una notevole gravità. In Francia esiste un unico laboratorio indipendente che si occupa di ricerca e informazione sulla radioattività, il CRIIRAD, che ha denunciato già da un paio di anni alle autorità e all'opinione pubblica l'esistenza di aree con una radioattività anche 60-100 volte superiore a quella naturale. Nel marzo del 2007, il CRIIRAD ha pubblicato un primo rapporto, nel quale si stimava un totale di circa 225.000 tonnellate di materiali di scarto dell'industria statale Cogema (Compagnia Generale delle materie radioattive), sotterrati nell'area dello stadio nella cittadina di Gueugnon, in Borgogna. La denuncia suscitò una grande sorpresa ed un altrettanto grande allarme tra gli abitanti. L'inchiesta televisiva di Amara e Icard dimostra che di casi come questo ne esistono quasi un centinaio in tutta la Francia, con i cittadini rigorosamente all'oscuro. Ed è andata così per trent’anni. Trent’anni in cui un vero e proprio segreto di Stato ha coperto i gravi danni all'ambiente ed alla salute dei francesi. Gli unici a sapere, oltre i dirigenti statali, erano i lavoratori. A fare tutto questo sono stati in due: la CEA (Commissariato dell'energia atomica) e la Cogema, ovvero due aziende statali. La Cogema da tre anni è diventata Areva, il principale operatore nucleare francese. La denuncia che emerge dall'inchiesta di France 3 è che chi effettua i controlli dovrebbe essere invece il controllato. Ad essere particolarmente in imbarazzo è l'ASN, l'Agenzia Nucleare di Stato, che è incaricata di fare i controlli su tutti gli aspetti del nucleare, compresi la protezione della popolazione e la loro informazione. Quel che emerge dal documentario shock mandato in onda, è che in tema di nucleare i pericoli nascono dall'assenza di trasparenza. E quando si tocca questo tema, il pensiero va all'Italia, dove ci si sta imbarcando in un'avventura nucleare con un atteggiamento da sprovveduti da parte dello Stato, e dove prima ancora della costruzione della filiera già è stato imposto il segreto di Stato sui siti. Ancora sulla trasparenza, gli autori dell'inchiesta indagano su un altro tema importantissimo: in tutti questi anni, di questo modo di smaltire le sostanze radioattive, la politica francese sapeva? SI, visto che ben diciotto anni fa era stato realizzato un rapporto a cura del direttore del Consiglio per la Sicurezza delle Informazioni Nucleari, dove veniva evidenziato che il problema scorie era stato ampiamente sottovalutato, in particolare la nocività dei cosiddetti “discendenti dell'uranio”. Questo rapporto, e tutti quelli successivi, sono sempre stati accantonati e nascosti dai ministri di turno, indipendentemente dalla loro provenienza politica. Il nucleare in Francia è stato trattato come una questione riservata alle alte sfere dello Stato, ma in cima non troviamo l'Eliseo o il Parlamento, ma sempre l'Areva. Cioè, l'industria nucleare è stata trattata politicamente come qualcosa che non può avere alcun ostacolo, un terreno sostanzialmente coperto dal segreto e dagli interessi statali e delle grandi aziende energetiche. In pratica, ad essere assente, è stata la responsabilità sociale di questo settore. Questo dovrebbe far riflettere non solo i francesi, ma anche noi italiani. Magari adesso, e non tra 15 o 20 anni, quando le centrali nucleari saranno già in produzione.

Fonte: articolo di Alessandro Iacuelli, altrenotizie.org

Gran Sasso: la montagna che unisce

Promo del documentario realizzato da Stefano Ardito, giornalista, fotografo, scrittore e documentarista e presentato da Mario Tozzi, geologo e conduttore televisivo, noto al grande pubblico come presentatore di Gaia-il pianeta che vive, Terzo pianeta e altri programmi della RAI


domenica 11 ottobre 2009

Sospesa Sgs, società di certificazione

Quello dei meccanismi flessibili è uno dei concetti fondamentali su cui si basa il Protocollo di Kyoto. Questi sono stati definiti per assegnare un valore economico alle misure per la riduzione delle emissioni; sono essenzialmente tre e prevedono la partecipazione di due paesi. Uno dei tre meccanismi flessibili è il CDM (Clean Development Mechanism), meccanismo di sviluppo pulito. Esso è definito nell' art.12 del Protocollo di Kyoto.
Cosa dice? I Paesi che emettono meno della loro quota assegnata possono vendere le unità di emissione in eccesso a Paesi le cui emissioni superano gli obiettivi. Nell'ambito dei CDM, i progetti per la riduzione delle emissioni sono realizzati in un Paese non-Allegato I, (Paesi in via di sviluppo). Lo scopo è quello di aiutare la cooperazione allo sviluppo sostenibile verso questi Paesi e di facilitare il reperimento di investimenti. A due mesi dal vertice di Copenaghen l'Onu ha deciso di sospendere Sgs, una tra le più importanti società che certificano la bontà dei progetti per la riduzione delle emissioni, i cosidetti CDM per l'appunto. Il motivo di tale decisione è rappresentato "dalla mancanza di adeguati controlli sui progetti che generano i "crediti di emissione", che vengono scambiati sul mercato e garantiscono ai Paesi con vincoli sulle emissioni di gas serra (come l'Italia) di considerare tagli propri progetti che riducono la CO2 nei Paesi in via di Sviluppo". La decisione di sospendere la Sgs, mette in ginocchio il sistema di scambio dei diritti inquinanti, ovvero l'Emission trading scheme", un mercato questo che vede, in prima linea, fondi speculativi e imprese altamente inquinanti. L'Enel è tra i primi 20 gruppi mondiali per volume di crediti emissione acquistati.

Fonte: Altraeconomia (ottobre 2009)

giovedì 8 ottobre 2009

La forza dell'uomo è nella verità

"Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perchè l'uomo può fallire. L'uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato ma 400 anni dopo, ancora una volta, un'idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretta della forza delle idee. Ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle, ma non si può baciare un'idea, non puoi toccarla, nè abbracciarla, le idee non sanguinano, non provano dolore le idee non amano. Non è di una idea che sento la mancanza, ma dell'uomo.

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità. Con la forza della verità in vita ho conquistato l'universo. Onestà, giustizia, equità sono più che parole, sono prospettive.

Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio, all'interno di questo centimetro siamo liberi. Tutto di noi finirà, tutto tranne quel piccolo centimetro. Un centimetro è piccolo ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che valga la pena di avere, non dobbiamo mai perderlo o svenderlo; non dobbiamo permettere che ce lo rubino".

Tratto dal film "V per Vendetta"

sabato 3 ottobre 2009

Protezione animali VS Baaria

L'Ente Nazionale Protezione Animali denuncia «Baaria», l'ultimo film di Tornatore. E' stato chiesto alla procura di disporre l'urgente sequestro di tutte le copie della pellicola presenti sul territorio nazionale. La presidente dell'Ente, Carla Rocchi, denuncia la scena in cui viene ucciso un toro, questa «iniziata con un punteruolo e finità con lo sgozzamento dell'animale palesemente ancora in vita», è «certamente raccapricciante». Nell'esposto, presentato con l'assistenza dell'avvocato Mariano Buratti, si ipotizzano i reati di uccisione e maltrattamento di animali. Nell'atto si legge che «lo stesso Tornatore ha formalmente ammesso la verità della scena». La Rocchi dichiara: «La denuncia che abbiamo fatto tende a punire un reato che si ammanta fintamente di pretese artistiche. Il risultato è che di questo film si parla ormai soltanto per la crudeltà immotivata di quella scena. Baaria uguale macelleria». La scena è stata girata in Tunisia, secondo l'avvocato Buratti, questo per vietare le sanzioni penali in Italia; tuttavia lo stesso avvocato sostiene che previa istanza al Ministro della Giustizia, il procedimento penale può radicarsi in Italia.

venerdì 2 ottobre 2009

Emergenza Sumatra

...Se ci guardiamo intorno vedremo un mondo da aiutare. Un mondo migliore costruiremo se una mano ci daremo.
-Giada Biasion-


L'emergenza di Sumatra non ci lasci indifferenti! Possiamo contribuire anche noi agli aiuti attraverso una donazione: un kit sanitario per Sumatra cosa 20€; una tenda 100€; un ambulatorio 300€ e i medicinali 500€; potete fare la donazione tramite un bonifico bancario:
Conto corrente bancario Monte dei Paschi di Siena IBAN IT53Z0103001650000001030344

Oppure potete andare direttamente sul sito di Terre des Hommes Italia
e con un semplice click donare e aiutare. Io l'ho appena fatto utilizzando la mia post pay, non è difficile, quindi vi invito tutti a donare col cuore quanto potete.

giovedì 1 ottobre 2009

Il consapevole

Tornando al discorso influenza A/H1N1 e conseguente vaccino vi riporto tratti di una lettera pubblicata su "il consapevole.it" e scritta da il Dott. Eugenio Serravalle, specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale:

"Cari genitori, ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini. La mia risposta è NO! Un ‘no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un ‘no’ controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti: avranno le loro ragioni. L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto’ di un gravissimo errore prognostico? Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccinimuoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari."

Per leggere il documento per intero basta cliccare qui

Tratto da Il consapevole.it

martedì 29 settembre 2009

Dossier L'Aquila

Nell'assetto dell'Aquila, il centro storico ricopre un ruolo di fondamentale importanza. Fino agli anni 50 la città coincideva con il perimetro del centro storico ed anche il polo sportivo realizzato durante gli anni del fascismo era stato costruito in stretta aderenza con la città storica. Fino al terremoto del 6 aprile scorso, il centro storico del capoluogo rappresentava il cuore funzionale della comunità: qui si trovavano più di 800 attività commerciali, studi professionali, sedi di rappresentanza delle istituzioni, enti pubblici e più di 16000 abitanti tra residenti e studenti fuori sede. Appare chiaro dunque che se riparte il centro dell'Aquila, riparte tutto il comune e tutta la provincia, ecco perchè lascia sgomenti l'assenza di qualsiasi strategia di ricostruzione e della scelta di orientarsi verso le new town del piano C.A.S.E. che vanno ad intaccare profondamente il tessuto urbanistico della città. Quanto può sopravvivere un sistema urbano senza "city", senza centro simbolico e funzionale?

Vi rimando a Eddyburg.it , qui potrete scaricare (in formato pdf) il dossier L'Aquila, un'opera di Frisch (curatore), De Lucia, De Marco e Liberatore: si tratta di una attenta e profonda analisi sulla ricostruzione post-terremoto a L’Aquila e si pone come documento di riflessione. Oltre ad evidenziare le criticità presenti nelle operazioni della ricostruzione dal punto di vista urbanistico, sociale, economico, sottolinea con forza un elemento che scorre sotto traccia in questa vicenda: quella mancanza di trasparenza, quel rifiuto del confronto su basi scientificamente documentate, che, pur complesso, è l’unico strumento politicamente ammissibile in una democrazia degna di questo nome.

Fonte: Eddyburg.it

lunedì 28 settembre 2009

Più differenzio e meno pago!

A fine mese nella zona nord di Avezzano, la mia città, parte in via sperimentale la raccolta differenziata porta a porta.

Una buona notizia finalmente, tuttavia resto perplessa in quanto sul quotidiano locale tale inziativa viene presentata con le testuali parole "l`obiettivo è calcolare l`effettiva spesa aggiuntiva che il comune dovrà sostenere e quanto ciò graverà sulle tasche dei cittadini". Trovo sia scorretto presentarla come un qualcosa che va a"gravare sulle tasche dei cittadini". Tutto questo significa remare contro e far silenziosamente accettare l`idea che l`unica soluzione sia incenerire ( ed infatti sempre in questi giorni sul quotidiano Regionale "Il Centro" si tende a parlare di inceneritori come unica soluzione). Forse sarebbe più giusto e leale che la commissione ambiente o l`amministrazione comunale presenti questa scelta facendo capire ai cittadini, (anche quelli meno consapevoli di tali tematiche) che in realtà si parla solo di vantaggio e non di costo. In Italia molti comuni arrivano a superare l`80% di raccolta differenizata e questo grazie attraverso la buona informazione e il coinvolgimento degli abitanti. Il sistema di raccolta porta a porta in giorni diversi per tipologia di rifiuto non solo crea nuovi posti di lavoro, ma facilità il riciclo di materia e rappresenta un`entrata economica per il comune che si traduce in una riduzione della tassa rifiuti da parte dei cittadini. Eh si perchè il comune può rivendere alle industrie della carta, del vetro, del legno, dell`allumino e altro la materia diffrenziata e raccolta. I rifuti si riducono notevolmente se le tariffe non sono legate alla metratura della casa, ma al buon operato del cittadino: più differenzio e meno pago. Senza considerare che differenziare vuol anche dire che il comune si trova a non dover pagare più l'ecomulta (lo scorso anno Avezzano ha pagato circa 600 mila € di multa) e quindi anche questo va ad alleggerire le tasse dei rifiuti. Insomma comune e cittadini hanno solo benefici non costi!!!!!