lunedì 23 maggio 2011

Un bene chiamato Acqua


Luigi Einaudi,secondo Presidente della Repubblica Italiana, sosteneva che l’economia dovrebbe essere la “scienza dei punti critici”, ovvero la capacità di intercettare nell’evoluzione di un fenomeno il suo "punto di non ritorno”. E’ con queste parole che Pietro Raitano apre il suo editoriale sul numero 127 di Altraeconomia (maggio 2011).Quando le risorse diventano scarse, si fa la corsa a chi riesce ad accaparrarsele per primo con uno sfruttamento eccessivo delle stesse: le riserve del pianeta vengono messe a dura prova e l'economia, che letteralmente vuol dire saggia amministrazione dei beni, dovrebbe saper prevenire tutto questo, ma non lo fa. Come sottolinea ancora Raitano siamo convinti che il libero mercato sia qualcosa che ci garantisce la libertà di scelta e di benessere, ma di fatto il mercato non è libero; esso è controllato da chi fa di tutto per impedirci di scegliere annullando l'alternativa. 

Il Governo ha posto la fiducia in aula alla Camera sul decreto legge omnibus nel testo approvato dalle Commissioni;  Il provvedimento va convertito in legge entro il 30 maggio prossimo e domani pomeriggio sarà messo ai voti. Tra i contenuti troviamo la moratoria sulle centrali nucleari e questo ha di fatto scatenato le reazioni di molti; a tal proposito è intervenuto anche il Comitato per il SI ai referendum sostenendo che questo decreto legge  "Prende in giro gli italiani con un finto addio al programma nucleare e punta a cancellare il quesito referendario sottraendo ai cittadini il diritto al voto"A queste voci si aggiungono anche quelle dei comitati sull'Acqua: "il Governo - dicono - punta a depotenziare anche quel quesito referendario proponendo la creazione di fantomatiche autorità garanti" per un bene che, invece, "deve restare pubblico". 
Grazie al tour-stampa promosso da Zurigo Turismo ho potuto conoscere una realtà che ai nostri occhi può sembrare fantascienza, eppure è la pura, semplice e corretta gestione di un bene chiamato Acqua.
L'acqua è oro blu e alla Wasserversorgung di Zurigo lo sanno bene. Questo è il nome dell'azienda che gestisce l'approvvigionamento idrico della città. Un'azienda municipalizzata e no-profit: a Zurigo l'acqua è di tutti. 
Con la sua rete di tubi lunga 1100 km, l'azienda riesce a rifornire di acqua più di 400 mila persone. Ognuna di queste paga all'azienda un corrispettivo di circa 2 franchi tedeschi al metro cubo (circa 1,61 €). A fine anno il bilancio dell'azienda non è mai in negativo, ma sempre pari e se c'è un di più, gli utili non vengono ridivisi all'interno dell'azienda, ma in quanto azienda NO-PROFIT, vengono reinvestiti per miglioramenti del servizio.

A dispetto di coloro che sostengo che il servizio pubblico non funziona, ci tengo a dire che quello di Zurigo, è impeccabile. Qui l'acqua la si può bere ovunque, non solo nelle fontane che si trovano nelle strade, ma anche dai rubinetti del bagno delle camere d'albergo. L'azienda che gestisce il servizio preleva il 70% dell'acqua dal Lago di Zurigo e il restante 30% è equamente prelevato tra sorgenti e falde. La cosa interessante è che l'acqua non viene trattata chimicamente (con cloro o fluoro), ma ispirandosi a quanto avviene normalmente in natura, essa viene pre-trattata con ozono e filtrata meccanicamente attraverso un sistema di sabbie (da grosse a fini). La qualità dell'acqua è costantemente monitorata all'interno di laboratori che possiedono apparecchiature altamente sofisticate: non solo si hanno monitoraggi  di tipo chimico-analitico e chimico-fisico, ma anche monitoraggi di tipo biologico: a far da sentinella troviamo la dafnia, un minuscolo crostaceo di acqua dolce che è anche un ottimo bio-indicatore perché particolarmente sensibile a cambiamenti apportati da fattori inquinanti all'ecosistema lacustre .

Il processo sopra descritto è quotidiano: l'acqua infatti non viene conservata nei serbatoi: questi vengono riempiti di notte e svuotati durante il giorno, quando l'acqua inizia il suo percorso di distribuzione.
L'attenzione che pongono nel gestire questo bene è tale che una parte dell'acqua prelevata dal lago viene ri-filtrata in apposite vasche e ri-pompata nella falda in modo tale da non esaurirla e non creare cedimenti del terreno, insomma sanno bene quanto sia preziosa questa risorsa e fanno in modo di preservarla.

Ci sarebbe ancora molto da dire sul meraviglioso servizio idrico di Zurigo, ma concludo citando le parole di uno dei dirigenti della Wasserversorgung di Zurigo: "L'acqua è un tesoro che la natura ci ha regalato ed appartiene a tutti noi. Non la si può privatizzare. Noi facciamo bene il nostro lavoro perché dobbiamo rendere conto ai cittadini di Zurigo, per noi è come se tutti loro fossero  i nostri azionisti!

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