giovedì 31 gennaio 2008

Elettricità nel mare

Conoscete le barriere coralline?
Le barriere coralline sono nate circa 200 milioni di anni fa, erano presenti su mamma Terra già all'epoca dei dinosauri. Ricoprono cira l'1% della superficie di mamma Terra eppure per l'uomo hanno una importanza ambientale e vitale inestimabile, ed una economica (legata al turismo) di circa 276 miliardi di euro l'anno.
Sono strutture di rocce calcaree, formatesi grazie all'aggregazione di milioni di gusci di protozoi, alghe calacaree, coralli e piccoli polipi che secernono il loro involucro esterno calcareo. Si tratta di sistemi complessi, ma allo stesso tempo molto fragili e oltre a rappresentare uno scenario di bellezza indescrivibile, rappresentano un così elevato numero specie vegetali e animali da renederele a mio parere "custodi" della biodiversità.
Attualmente la sopravvivenza di questi ecosistemi è fortemente minacciata, non solo da eventi naturali (si dovrebbe affrontare un discorso sulla "naturalità" di questi eventi) come uragani o tsunami, ma in particolar modo dall' azione sconsiderata dell'uomo: pesca con dinamite e cianuro, prelievo per l'industria dei gioielli, turismo senza educazione e rispetto. A tutto questo possiamo aggiungere anche il cambiamento climatico. Secondo degli studi se la temperature dell'oceano aumenterà più di 3°C, perderemmo questo patrimonio nel grio di poche decine di anni.

Tutta questa introduzione per parlare di un progetto di ripristino della barriera corallina, molto interessante: per fortuna mamma Terra ci ha fatto tanti doni, tra i quali quello dell'intelligenza. Ecco come la tecnologia può essere utilizzata per aiutarci a sopravvivere.

Sull'isola di Bali, è nato un progetto ambizioso, ma a quanto pare efficace. Si tratta del reef elettrico: un metodo che già negli anni '70 era stato sviluppato da un architetto tedesco, Wolf Hilbertz, e dall'oceanografo americano Thomas Goreau. Praticamente sono state immerse nell'oceano delle gabbie metalliche. Il principio sfruttato è molto elementare: alla gabbia di metallo (ancorata sulla sabbia del fondale) sono legati numerosi cavi elettrici in cui passa corrente elettrica a basso voltaggio, accellerando così la deposizione di stari calacarei: infatti in questo piccolo campo elettrico i sali disciolti nell'acqua di mare, in particolar modo carbonato di calcio e idrossido di magnesio, si consolidano e si aggregano in una forma che noi profani della chimica chiamiamo semplicemente calcare: questo è il materiale di costruzione delle barriere coralline. Dopo circa due settimane si è visto che il metallo è stato completamente ricoperto da carbonato di calcio e su questo substrato si sono andati ad insediare spontaneamente alghe coralline molluschi e altri organismi.

Pensate che in condizioni naturali e favorevoli in questa zona dell'indonesia il corallo aumenta di circa mezzo centimetro l'anno.

Un bell'aiuto no?


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