lunedì 29 settembre 2008

Veleni sulle nostre tavole

Della serie "a volte ritornano": è di questi giorni la notizia di un caso di mucca pazza scoperto in un allevamento a Camairago (LO). Si tratterebbe di un capo di 13 anni, che avrebbe contratto la malattia nel suo primo anno di vita, ovvero 12 anni fa. Secondo il veterinario è tutto sottocontrollo e non c'è da preoccuparsi.....Preoccupiamoci dico io: preoccupiamoci di capire cosa stiamo facendo su questa Terra, quale tipo di società abbiamo costruito, quale tipo di economia e riflettiamo se è così che si intende vivere o se invece ci sono altre possibilità eque e sane per tutti i popoli. L'allevamento intensivo e l'agricoltura industriale rappresentano strade troppo strette da percorrere, sono strade insostenibili che piano piano hanno portato alla rottura di equilibri così delicati che hanno manifestato i loro effetti negativi sia sul piano economico che su quello ambientale e sanitario.

In un suo articolo Piero Bevilacqua scrive: "Alla fine del millennio i cittadini europei sono stati scossi nella loro insicurezza alimentare. Essi hanno potuto apprendere come venivano alimentati mucche e vitelli nella civilissima Europa. Il bestiame destinato alle nostre mense aveva perduto ogni rapporto con i pascoli, era stato forzato a diventare carnivoro e veniva ingrassato con farine derivate da carcasse incenerite di animali morti per cause diverse...". Ma non c'è solo la mucca pazza, siccome non ci è bastata la lezione, siamo andati avanti nella nostra super-produzione e in effetti abbiamo prodotto e come!!! Polli alla diossina, manzo agli ormoni , carni ricche di antibiotici, inchiostro nel latte, nei succhi di frutta, verdure condite con ottimi mix di pesticidi...
Ormai è chiaro che il bisogno di ritrovare un nuovo-antico rapporto con mamma Terra sta divenendo sempre più pressante e si diffonde ovunque; bisogna incentivare e promuovere l'agricoltura biologica, grazie alla quale l'economia agricola si trasforma in una pratica rispettosa degli equilibri naturali. E siamo noi cittadini a dover premiare questo cambiamento di tendenza, acquistando e chiedendo che sulle nostre tavole arrivino cibi sani e puliti. Concludo citando ancora una frase presa sempre da un articolo di Piero Bevilacqua: " ...nell'agricoltura biologica si ritrovano insieme salubrità della natura ed equità delle condizioni di vita e di lavoro degli agricoltori, ma anche salute dei cittadini e qualità e ricchezza di una tradizione alimentare che è anche un patrimonio culturale dell'umanità".

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