sabato 5 luglio 2008

Germania: guerra al global warming

Già nel 1991 la Germania promulgò la legge sugli imballaggi più severa del mondo, lo scopo era quello di ridurre la quantità dei rifiuti che venivano interrati o inceneriti, la riduzione della produzione di rifiuti e il riciclaggio ed il riutilizzo del 65% degli imballaggi nazionali entro il 1995. I distributori di prodotti dovevano ritirare le loro scatole per riusarle o riciclarle e veniva vietato l'incenerimento degli imballaggi. Il sistema ebbe successo, infatti nel 1997 venne riciclato l'86% degli imballaggi e gli imballaggi di plastica persero un terzo del loro mercato a favore di vetro e cartone. Ora la Germania torna all'attacco: si tratta di una guerra in cui il nemico da abbattere si chiama riscaldamento globale. Il Bundestag (parlamento federale tedesco) ha approvato un pacchetto di leggi in difesa del clima: l'obiettivo è di bloccare i cambiamenti climatici, tagliare le emissioni di gas serra del 40% entro il 2020, raddoppiare l'impiego di fonti rinnovabili per elettricità e riscaldamento. Interessante che finalmente qualcuno (ma ahimè, non si tratta dell'Italia) si sia deciso a guardare agli edifici di nuova costruzione: infatti dal 2009 i costruttori saranno obbligati a dotare le nuove abitazioni per almeno il 50% di impianti di riscaldamento a pannelli solari, geotermia o biomassa. Secondo la stima del Ministero dell'Ambiente, ogni anno si hanno circa 175mila nuove costruzioni tra cui 150mila a scopo abitativo. Per le abitazioni esistenti sono stati aumentati gli incentivi per chi decide di rinnovarle ad un isolamento termico totale. La percentuale delle rinnovabili nella produzione di corrente dovrebbe passare dall'attuale 14% circa al 25-30% nel 2020, grazie soprattutto all'espansione dell'eolico nel mare. Gli incentivi al solare saranno invece gradualmente ridotti (ahimè, ma la Germania si sa non è famosa per il suo clima assolato). Sempre nello stesso periodo si prevede un aumento di mezzo milione di posti di lavoro, e questo a parere mio dimostra quello che ho sempre sostenuto, ovvero che la protezione dell'ambiente non limita lo sviluppo economico di un Paese, ma al contrario rappresenta una vera e propria industria: tutt'ora circa 1,8 milioni di persone sono impiegate nelle tecnologie ambientali. Infine a partire dal 2010 per le nuove automobili sarà adottato il bollo antismog, ovvero non si pagherà più in base alla cilindrata, ma all'emissione di sostanze inquinanti. Chiaramente in tutto questo scenario non mancano gli scettici che dubitano della promessa di riduzione dei gas serra, ma a parere mio credo che questo provedimento rappresenti un buon inizio.
Brava la Germania!

Fonte: Filippo Proietti

2 commenti:

sole ha detto...

veramente interessnte il tuo blog!

ciao ciao

Sefora ha detto...

Grazie Sole, neraviglioso come nickname, complimenti