Il Fucino visto dallo spazio

Un'immagine scattata dallo spazio rivela che la piana del Fucino è la valle più fertile d’IItalia.

Il caffè se inquina che piacere è?

E mentre le pubblicità ci raccontano di aromi sensuali e di luoghi di degustazione simili a boutique francesi, non ci rendiamo conto che preferendo la capsula alla moka non solo paghiamo un caffè 7 volte di più, ma contribuiamo ad inquinare l’ambiente.

La forza dell'uomo è nella verità

Alcuni vorranno toglierci la parola: il manganello può sostituire il dialogo, ma le parole non perderanno mai il loro potere, perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, sono l'affermazione della verità.

PIL:una misura di sviluppo?

Ho sempre pensato che sviluppo e benessere inteso come qualità della vita andassero di pari passo...dunque il PIL è utile nella valutazione della qualità della vita?

martedì 7 marzo 2017

Lettera aperta al sindaco di Avezzano - i prati urbani collettivi


Come cittadina, aderisco alla lettera sui "prati urbani collettivi" che i soci e simpatizzanti FAI di Avezzano hanno inviato al sindaco. Dopo aver inviato a mia volta questa lettera ai miei contatti tramite email invitando alla lettura e scritto una mail al nostro primo cittadino nella quale manifesto la mia adesione alla lettera, mi pregio di pubblicarla anche qui sul mio blog e invito tutti coloro che condividono quanto riportato nel testo a manifestare la propria adesione al documento in oggetto e scaricabile in formato pdf cliccando su "lettera aperta sui prati urbani collettivi" inviandolo ai propri contatti e pubblicizzandolo sui social. Qualora intendiate manifestare anche al nostro sindaco la vostra adesione alla lettera, basta scrivergli ai seguenti indirizzi: comune.avezzano.aq@postecert.it oppure al gabinetto del sindaco-servizio protocollo edenicola@comuneavezzano.it o ancora a ufficio del sindaco tzitella@comuneavezzano.it .
Buona Lettura.

Ill.mo signor Sindaco, come Lei sa, si è svolto nei giorni scorsi a Treviso un convegno a livello europeo sul tema dei “prati collettivi”, come luoghi di vita pubblica nel paesaggio della città, al pari delle piazze.Infatti, viene rimarcata sempre più l’importanza del recupero degli spazi liberi ancora esistenti all’interno dei centri abitati, come vere e proprie isole di benessere fisico e psichico agevolmente usufruibili da tutti (per altro riguardo, si pensi anche alla possibilità di riflessi economici positivi, se si intende veramente far fronte allo stato di crisi dei piccoli imprenditori operanti in città, ormai stretti nella morsa delle grandi strutture commerciali piazzate torno torno all’abitato, laddove prima c’era solo campagna).
Quegli spazi vengono frequentati per stare all’aperto, giocare, camminare, riposare, mangiare, incontrare gente e parlare, in tal modo combinando insieme l’attività fisica, la distensione dell’animo e la socializzazione (a qualsiasi età).
È stato detto giustamente che anche tali luoghi contribuiscono a restituirci la vita che avevamo dimenticato.
Diversi organi di informazione approfondiscono l’argomento ed evidenziano, ad esempio, che nel 2016 in molte città italiane sono stati inaugurati più prati collettivi che centri commerciali: tra le altre città viene menzionata L’Aquila (di cui si veda il grande prato di Collemaggio di fronte all’omonima basilica).
Come iscritti e simpatizzanti del FAI (Avezzano e Marsica), Le chiediamo cortesemente di prendere in giusta considerazione l’esigenza di recupero di tali luoghi aperti, che in ogni quartiere sono tuttora reperibili (anche fazzoletti di terra possono essere utili, se tenuti sgombri, sicuri e puliti).
Si tratta di lavorarci un po’, con un pizzico di fantasia, seguendo i molti esempi virtuosi di cui si è detto, tra cui, appunto, quello dell’Aquila: non dobbiamo assolutamente rimanere indietro.
Insomma, si tratta di dare realmente più respiro alle persone, e rendersi conto che – al contrario – è necessario svincolarsi dall’ossessione e dai mali del traffico motorizzato, che inquina l’aria e causa serie malattie (di cui sono vittime soprattutto i bambini e gli anziani).
La questione involge molteplici aspetti della sanità, dell’educazione e della cultura, dell’economia, dell’urbanistica, e così via.
Tutela dell’ambiente e salute sono facce della stessa medaglia, come ci viene indicato pure dai principi fondamentali della Costituzione (artt. 9, 32, 33 ecc.).
Fra le altre cose, ci permettiamo di ricordare che il gioco è un diritto fondamentale dei bambini, espressamente sancito a livello mondiale dalla Convenzione Internazionale adottata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Quale modo migliore per porre mano al raggiungimento degli obiettivi sopra indicati, mirando ad un vero punto di svolta?
Ed infine – senza dilungarci troppo – perché non sforzarsi di facilitare al massimo il ritorno alla bicicletta, creando in tutti i quartieri una rete di apposite corsie (assai semplici e alla buona, purché sicure), e poi vedendo – se possibile – di collegare fra loro (con il concorso delle varie amministrazioni interessate) gli altri centri del nostro territorio?
Va perseguita una mobilità veramente sostenibile: ed Avezzano potrebbe assumere in tal senso la veste di stimolo e capo-fila.
Richiamiamo anche il ricorso al c.d. “piedibus”, per gli scolari.
Si tratta di abitudini sane ed utili sotto ogni profilo, che una volta erano normali e comunemente condivise ed apprezzate: ci si può tornare, sol che lo si voglia.
Confidando la Sua sensibilità, La ringraziamo e restiamo a Sua disposizione, mentre chiediamo la cortese adesione delle persone che condividono le nostre idee.

Con osservanza, gli iscritti e simpatizzanti F.A.I. (Avezzano e MArsica) tramite Avv. Renato Simone

giovedì 2 giugno 2016

Teatrambiente nella Riserva Naturale Gole del Sagittario

Clicca sull'immagine
Orso ha una storia da raccontare a grandi e piccini, ecco perchè ci aspetta tutti domenica 5 giugno alle ore 11.00 nella Riserva Naturale Regionale Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi, a pochi minuti di autostrada da Avezzano (Uscita Cocullo) e a circa un'ora di autostrada da Pescara.

In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente (istituita nel 1972 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite), nell'incantevole scenario delle Sorgenti di Cavuto di Anversa degli Abruzzi, la Cooperativa Sociale Daphne in collaborazione con i volontari giunti in Riserva grazie al progetto Europeo Erasmus Plus, mettono in scena una bellissima e coloratissima rappresentazione teatrale sotto il cielo azzurro. E dopo il teatro si puo' anche  restare per un picnic o una bella passeggiata lungo i sentieri della natura accompagnati dal canto delle acque del Fiume Sagittario, che da migliaia di anni modella questa valle rendendola unica nel suo immenso splendore. E allora forza, preparaimoci per una bella gita fuori porta!

sabato 2 aprile 2016

Il Consiglio di Stato boccia la Centrale Powercrop di Castiglion Fiorentino

 Il Consiglio di Stato boccia definitivamente la centrale  a biomasse che la società Powercrop, gruppo Maccafferri vuole costruire nell’area agricola di Bitonti, nel comune di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo. La sentenza (scarica il pdf) emessa conferma quanto già ampiamente evidenziato in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, quando il Comitato VIA della Regione Toscana bocciò il progetto motivando che realizzare la centrale a biomasse Powercrop nella zona agricola di Bitonti, significa generare un impatto ambientale tale da compromettere le tradizioni agroalimentari locali, la tutela della biodiversità, il patrimonio culturale e del paesaggio rurale, penalizzando non solo lo stato di salute ambientale ma anche l’ economia del territorio. La società Powercrop ha impugnato, prima davanti al TAR e poi al Consiglio di Stato, il giudizio negativo ricevuto,  ma con scarsi risultati. In un mondo giusto ed equo non poteva essere altrimenti dico io! 

La Powercrop vuole costruire una centrale identica a quella di Castiglion Fiorentino anche qui, ad Avezzano, nel cuore del Fucino, la valle più fertile d’Italia così come riporta uno studio recentemente pubblicato dal New Scentist. La storia è identica: In Italia vengono dismessi gli zuccherifici, seguono quindi piano e accordo di riconversione, che nel caso specifico dello zuccherificio di Celano prevede la conversione a impianto per la lavorazione dei prodotti orticoli del Fucino, ma la società Powercrop che fa? Propone, qui come a Castiglion Fiorentino, un inceneritore a biomasse tecnologicamente obsoleto, inefficiente dal punto di vista energetico, altamente impattante ed antieconomico, da installare in zona agricola, su terreni “vergini” diversi da quelli da riconvertire, nel nostro caso i terreni scelti ricadono nel comune di Avezzano (anche se lo zuccherificio chiuso è quello di Celano). L’unica differenza fra la storia della centrale Powercrop di Castiglion Fiorentino e quella di Avezzano sta proprio nel Giudizio V.I.A. Infatti mentre il comitato di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Toscana boccia la centrale a biomasse Powercrop proprio sotto il profilo della sostenibilità ambientale, nel 2010 il Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo lo promuove a pieni voti, non tenendo conto neppure dei pareri negativi sollevati dal Corpo Forestale dello Stato mediante note ufficiali.

Nel 2010 il Comitato VIA della Regione Abruzzo era presieduto dall’Architetto Antonio Sorgi, il quale, così come riportato dal quotidiano Primadanoi.it il 30/09/2014, insieme al suo socio Arch. Gianluca Vaccarini viene arrestato per diversi capi di imputazione, e cito così come riporta il quotidiano online  “aTra i progetti redatti da Vaccarini  è suo anche il “disegno” della contestata centrale PowerCrop/Maccaferri di Ravenna”, la stessa centrale che sempre lo stesso gruppo vorrebbe costruire anche ad Avezzano. Se così fosse la posizione dell’Architetto Sorgi in merito all’intera vicenda Powercrop di Avezzano evidenzierebbe un palese conflitto di interesse, tanto che da parte della Regione Abruzzo mi sarei aspettata, almeno in via cautelare, l’annullamento del parere favorevole del Comitato CCR VIA da lui presieduto nel 2010 e non certo la prosecuzione dell'iter autorizzativo convocando una Conferenza dei Servizi, con la quale si potrebbe arrivare ad autorizzare definitivamente la centrale  a biomasse nel Fucino.
 
  
E intanto mentre attendo che ci sia un po’ di concretezza e chiarezza sulla vicenda Powercrop ad Avezzano e sul “ruolo” avuto oppure no dall’allora Presidente del Comitato VIA della Regione Abruzzo  (L’associazione Libera ha presentato un esposto in merito a questa vicenda), mentre attendo di conoscere la sentenza del TAR Abruzzo in merito ai ricorsi presentati da cittadini, categorie agricole, associazioni ambientaliste e comuni di Avezzano e Luco dei Marsi proprio contro quel giudizio VIA del 2010 della Regione Abruzzo, mentre attendo la conferenza dei servizi del prossimo 21 aprile convocata dalla Regione Abruzzo, non mi resta che gioire per gli amici di Castiglion Fiorentino che finalmente dopo tanti anni hanno potuto scrivere la parola FINE a questa vergognosa vicenda della riconversione degli ex zuccherifici in Italia. 
Viva resta in me la speranza che anche per il Fucino si possa arrivare a condividere la stessa gioia.

martedì 29 marzo 2016

La Marsica è accuscì


La gente vò sape' 'sta Marsica cumm'è...
E cumme 'ne raccunte delle fate, 
da cap'a pete è tutta recamate.
Se guarde 'sta catene d'Appennine
te pare 'ne recint de giardine
e chi la vede nen sa cumma fa'...
se ne 'nnammore e 'nse la pò scurdà.

'Ste Fucene è 'ne quadre recercate, 
ca ne pittore antiche j'ha pittate,
è cumme se diceva anticamente
ca senza esse nen se po' fa' nente.
La Marsica fa ride e fa suffrì,
ma pure j' Marsicane so' accuscì...

Se 'ne destine pazze la vo' sfascià
la gente nostre nen se deve scuraggià'
a questa terre dem' dà anima e core
'chè sia sempre bella  e meje ancore
nu' ecc nen ce je volem
je 'nceneritore!

Mi sono permessa di ispirarmi alla bellissima poesia di Romolo Liberale, agricoltore e poeta, impegnato politicamente fin dalla giovane età, attivista vero e coordinatore nelle manifestazioni del 1950, duante le lotte del Fucino guidava cortei e credeva in un mondo diverso.
Sempre impegnato a difesa dei diritti della terradel Fucino e dei suoi "contadini". 
Oggi il Fucino torna ad essere minacciato da un nuovo potere economico e speculativo, quello dell'inceneritore Powercrop nel Fucino.

Allora torno a pubblicare questa poesia, liberamente rivisitata, con la speranza che gli agricoltori di oggi scendano in piazza a difesa di questo territorio come fecero altri prima di loro. 
NO all'inceneritore Powercrop Nel Fucino, SI all'AGRICOLTURA!

Giovedì 31 marzo alle ore 10.00 la Regione Abruzzo potrebbe autorizzare questo impianto. Facciamoci sentire. IL 31 TUTTI A PESCARA PER DIRE NO ALL'INCENERITORE POWERCROP NEL FUCINO! Gli autobus ci sono e voi? Chiamate per aderire alla manifestazione al 3205662061. 

giovedì 17 marzo 2016

Oasi WWF verso la Conferenza Regionale sulle Aree Protette

Le Aree Protette come modello per fare economia e rilanciare l'Abruzzo. Questo il filo conduttore dei 4 incontri promossi dall'Istituto Abruzzese Aree Protette (IAAP) e WWF per riflettere insieme e insieme proporre una road map che rimetta al centro della programmazione della "Regione Verde d'Europa" i Parchi e le Riserve.

Se in passato l'Abruzzo è stato un riferimento per la protezione della natura e per lo sviluppo di un modello economico capace di coniugare equilibri naurali, conoscenze e sapori locali, tanto da creare un benessere diffuso tra le piccole e grandi comunità nelle aree protette, oggi il concetto di sostenibilità all'interno della programmazione e dell'azione del governo regionale viene meno. Ecco dunque che si assiste sempre di più a scelte che hanno come orizzonte l'economia delle infrastrutture pesanti, della cementificazione, dell'urbanizzazione a tutti i costi, che oltre a consumare risorse non rinnovabili, accentrano i "benefici" nelle mani di pochi a scapito della collettività e dei beni comuni (pensiamo a gestione rifiuti, depurazione acqua, cementificazione dei fiumi e molto altro).

Torna a farsi sentire l'esigenza di rimettere al centro della politica Abruzzese le aree protette e il modello economico e sociale che esse rappresentano. Le Oasi WWF in Abruzzo, ma in tutta Italia in realtà, da 50 anni sono esempio virtuoso di come è possibile ottenere "buoni frutti", attraverso "buone prassi", coniugando il rispetto  della Natura, Economia e Società. A testimoniarlo è anche il rapporto 2014 di Unioncamere che provando a quantificare "l'Effetto Parco" evidenzia un'azione positiva su economia e qualità della vita reale.

Dunque in vista della Conferenza Regionale sulle Aree Protette, WWF e IAAP promuovono 4 incontri tematiciper costruire un documento ed un decalogo che diano un contributo alla discussione e indichino la strada da imboccare. A conclusione dei lavori i contributi emersi dai 4 workshop saranno presentati, condivisi e discussi a Pescara il 20 Maggio prossimo in un convegno organizzato con il patrocinio della Provincia di Pescara, con la partecipazione dell'Assessore Donato di Matteo, del Dirigente e Responsabile dell'Ufficio Parchi Regione Abruzzo, del Vicepresidente WWF Italia Dante Caserta, e dei rappresentanti di parchi Nazionali e Riserve Regionali.

Per informazioni e Iscrizioni ai workhop info e contatti: 
Andrea Rosario Natale (IAAP) cell 339 1040613  

di Seguito Calendario Incontri


mercoledì 16 marzo 2016

VeroSimile: opere d'arte a confronto per tener vivo il senso di meraviglia nel mondo



VeroSimile è il titolo della mostra di arte "foto – grafica" che avrà luogo dal 19 Marzo al 4 aprile presso i locali della Rotonda a Sulmona. Autori delle opere d’arte esposte sono Fabrizio Caputi e Manuel Fasciani, due giovani talenti nostrani, con storie diverse, passioni diverse, ma con uno straordinario talento in comune: saper raccontare attraverso le immagini rendendo visibile ciò che non sempre lo è.

Fabrizio è laureando in scienze farmaceutiche, ma fin da bambino, ha imparato a  conoscere la natura d’Abruzzo, i paesaggi, le montagne e sopratutto le sue creature, osservandone prospettive, colori, sfumature e forme e impressionando tutto nella sua arte fotografica. Chi come me ha la fortuna di  ammirare le sue foto, prima si emoziona e poi comprende che dietro ogni singolo scatto, ci sono impegno, studio, tempo, sacrificio, ma soprattutto cuore e anima.

Di Manuel Fasciani so che frequenta l’Accademia delle Belle Arti e che è un maestro dei pastelli: tonalità di grigio e colori nelle sue mani diventano sinfonie grafiche in grado di trasformare un’anonima tela bianca in un’opera da contemplare. 

VeroSimile rappresenta, dunque,  l’occasione per fondere insieme le due arti: infatti da un lato sarà esposto uno scatto fotografico di Fabrizio e dall’altro, lo stesso sarà riprodotto con i pastelli su una tela appositamente realizzata da Manuel.  Cezanne sosteneva che dipingere non è copiare servilmente il dato oggettivo, è cogliere un’armonia fra rapporti molteplici e trasporli in una propria gamma, sviluppandoli secondo una logica nuova ed originale ed è questo che i due artisti hanno voluto sperimentare, dimostrando nel contempo che, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, l’abilità innata di osservare ed arrestare il movimento, che è vita, con mezzi artificiali e tenerlo fermo attraverso una personale struttura compositiva contribuisce in egual misura a tener vivo il senso di meraviglia nel mondo. 

E se passando tra le righe di questo blog ho acceso in voi un po’ di curiosità, andate a visitare la mostra VeroSimile, perchè se la vita che questa società  impone abbatte e ti schiaccia l’anima, l’arte di questi due ragazzi  ti ricorda che ne hai una.

#animamundi #arte #abruzzo 

domenica 13 marzo 2016

L'ora della Terra nell'Oasi wwf Gole del Sagittario, insieme per accendere il cambiamento

Sabato 19 Marzo a partire dalle ore 17.30 nell'Oasi WWF Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi avrà inzio la decima edizione di Earth  our, l'Ora della Terra, inziativa promossa a livello mondiale dal WWF con lo scopo di sensibilizzare ed educare grandi e piccini ad uno stile di vita più sobrio ed equo riducendo tanti sprechi a cui al società moderna si sta abituando. 
Spegnere le luci per un'ora è un modo simbolico per dire a tutti "Non è che di energia non ne abbiamo, ma è troppa quella che sprechiamo".

Alle ore 18.00  "al Buio tra le ombre" un laboratorio didattico e artistico curato della cooperativa Daphne  e dedicato a bambini e  ragazzi: piccoli artisti con materiali da riciclo (la partecipazione è gratuita).

A seguire ci sarà lo spegnimento delle luci della scalinata della piazza e del municipio con accensione delle candele, il tutto nella magica cornice di Piazza Belprato, all'ombra della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Anversa degli Abruzzi è uno dei borghi medievali più antichi e suggestivi d'Abruzzo incastonato come una perla nella cornice dei monti della Valle del Sagittario.

In piazza sarà presente anche la Bottega Soldiale di Sulmona con un proprio stand espositivo, perchè il cambiamento passa anche attraverso un consumo responsabile e quindi per chi ancora non lo conoscesse, ci sarà la possibilità di avvicinarsi al mondo di Altro Mercato.

L'ora di buio sarà animata dalle calde luci delle candele e da un intermezzo musicale: i bar della piazza di Anversa degli Abruzzi, su richiesta (ognuno pagando la propria quota), prepareranno un aperitivo cenato con i prodotti tipici del luogo. Per l'aperitivo e solo per questo è necessaria la prenotazione per questioni di organizzazione.

Non so quanti di voi passeranno per le righe di questo blog, ma ho voluto pubblicizzare l'inziativa e invitare ad andare ad Anversa degli Abruzzi (a pochi minuti di macchina da Avezzano e dagli altri paesi della Marsica) perchè credo che sia meraviglioso poter partecipare ad inizative come questa, un sabato diverso da passare con gli amici, i figli e la famiglia, un sabato in cui ci si lascia alle spalle la frenesia del mondo, dei centri commerciali, del rumore e dello spreco che facciamo quotidianamente, un sabato per fermarci un attimo a riflettere, a parlare, a condividere, ad incontrarci e ad immergergi nella bellezza e stupore della vita. Regaliamoci un'ora per  accendere insieme il cambiamento. Io vado e voi?  
 
Info e prenotazioni (la prenotazione è necessaria solo per chi volesse partecipare anche all'aperitivo a lume di candela in piazza): tel 0864/49587  golesagittario@interfree.it

 #earthour ovvero #loradellaterra #goledelsagittario

mercoledì 9 marzo 2016

Centrale a biomasse Powercrop: la Regione Abruzzo adempia agli obblighi di legge



Il prossimo 23 marzo presso il Tribunale Amministrativo Regionale verranno discussi sia il ricorso di PowerCrop contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano per la denegata autorizzazione in Conferenza dei servizi del marzo 2015 sia quello presentato dai cittadini dalle Categorie agricole, Associazioni ambientaliste e cittadini marsicani, comune di Luco dei Marsi e comune di Avezzano contro il Comitato VIA della Regione Abruzzo che nel 2010 rilasciò parere favorevole alla realizzazione della centrale a biomasse che la società PowerCrop vuole costruire nel cuore del Fucino.
Da Evidenziarsi che a Marzo 2015 la società presentò al Comitato di Valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo due varianti al progetto, ottenendo ancora una volta parere favorevole nonostante già pendessero dei ricorsi al TAR contro il primo parere, quello del 2010 appunto. In merito ai nuovi pareri VIA (quelli del marzo 2015) è da sottolineare che questi sono stati impugnati dai succitati ricorrenti e questo 23 Marzo il TAR dovrà appunto esprimersi in merito.

Tuttavia duole constatare che a pochi giorni dall’udienza la Regione Abruzzo, pur costituita in giudizio, non ha prodotto nei vari procedimenti giurisdizionali amministrativi né i giudizi di marzo 2015 né gli atti e documenti a base dell’istruttoria, nonostante le ripetute richieste formalmente presentate alla Regione stessa dai ricorrenti e nonostante l’art. 46 comma due del codice Processo Amministrativo imponga l’obbligo di deposito dei suddetti atti. A tal riguardo si apprende che è stata presentata al Consiglio Regionale dell’Abruzzo un’interpellanza a firma del Consigliere Regionale Maurizio Di Nicola nella quale si chiede al Governo regionale di verificare ed eventualmente sollecitare gli uffici e i dirigenti preposti ad adempiere al deposito in previsione dell’udienza del 23 Marzo.

In qualità di ricorrente e cittadina abruzzese non posso che indignarmi davanti a tale comportamento. Il mancato adempimento dei propri obblighi da parte degli uffici regionali ci priva del nostro diritto a difenderci in sede di giudizio, a questo punto viene il dubbio legittimo che si stiano anteponendo gli interessi privati di una multinazionale a quelli del bene comune di territorio. Pertanto in vista dell’udienza del 23 marzo non posso che unire la mia voce a quella del Consigliere Di Nicola, augurandomi che il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso dia una risposta pronta ed immediata e si faccia portavoce degli interessi della collettività e del nostro territorio, sollecitando i propri dirigenti ad adempiere a quanto previsto nel pieno rispetto della legge e dei diritti dei cittadini marsicani.

Concludo ricordando a tutti che sul fronte PowerCrop sarà un mese caldo questo di marzo. Infatti, il 31 Marzo è previsto l'avvio di una nuova istruttoria in sede di Conferenza dei servizi, invitiamo tutti coloro che in questi anni si sono detti contrari alla centrale a dare seguito alle parole con impegno concreto, perché questo territorio non venga ulteriormente penalizzato da una politica imprenditoriale cieca alla reale vocazione del Fucino e alla tutela della salute dei cittadini.

domenica 6 marzo 2016

Donne d'Abruzzo a difesa dell'ambiente e della pace


Si chiamano Silvia Ferrante e Alba Brighella, sono due donne, sono abruzzesi e questo 8 Marzo a Roma riceveranno il premio “Donne Pace e Ambiente” dedicato a Wangari Maathai (premio nobel 2004 per la pace). Da 5 anni nel giorno dedicato alla donna, l’Associazione Onlus A Sud (in collaborazione con la Casa internazionale delle donne) premia 5 donne che si sono distinte per il loro impegno attivo nella difesa dell’ambiente e delle sue risorse. Ogni donna riceve un premio che porta il nome di uno degli elementi della terra: Acqua,Terra. Fuoco, Aria. Da Abruzzese con orgoglio e grande stima non posso quindi non dedicare questo post alle mie conterranee e congratiularmi con loro.

Il premio "Aria" va a Silvia Ferrante, attivista del Comitato No Elettrodotto Villanova Gissi, che porta avanti una battaglia contro il colosso Terna e il progetto di costruzione di un’infrastruttura energetica di elevato impatto ambientale. Silvia è la mamma che molti di noi hanno conosciuto tramite l' #iostoconsilvia condiviso sui social in questi ultimi mesi: si perché Silvia è stata citata in giudizio dalla Terna 24 volte e attualmente sta affrontando un processo con una richiesta di risarcimento avanzata dall'azienda a suo carico di 16 milioni di euro.

Ad Alba Brighella viene invece consegnato il premio “Acqua” per aver lottato contro la realizzazione della piattaforma petrolifera Off Shore Ombrina Mare e per essere stata coautrice e promotrice della legge che ha istituito il primo parco marino regionale abruzzese, “Trabocchi del chietino e costa frentana”.

Parlando di ambiente nel giorno dedicato alla donna, mi trovo inevitabilmente a citare Wangari Maathai: “la pace del mondo dipende dalla difesa dell’ambiente”, una difesa promossa da donne e uomini, con gli stessi diritti e le stesse sicurezze. Eppure nonstante queste belle parole, la verità è che in gran parte del mondo, specie in Asie e Africa, le donne sono ancora oggi quasi del tutto emarginate dai processi decisionali in materia di ambiente e cambiamenti climatici. Nonostante la Conferenza su Popolazione e Sviluppo delle Nazioni Unite ha riconosciuto il valore potenziale delle donne nella gestione delle risorse naturali per via delle conoscenze che esse hanno nel campo della preservazione della biodiversità e dei terreni grazie al loro intenso lavoro agricolo nelle foreste e nei campi, il dibattito internazionale sul clima non ha finora affrontato il problema delle barriere di genere nell'elaborazione delle politiche ambientali . Neanche l'urgenza posta  dai più recenti disastri ambientali ha indotto i grandi "decisori" a porre le donne al centro delle politiche di sviluppo sostenibile.

Ho scritto Asia e Africa...ma se guardo bene al mio Paese, l'Italia,  posso forse io affermare con certezza che qui le donne hanno un ruolo più incisivo nei processi decisionali? Non mi pare siamo poi tanto lontani dall'Africa.

Affinchè l' impegno attivo, a tutela delle risorse ambientali, di donne come Silvia e Alba sia di esempio per tutte noi, auguro a tutte le donne che passeranno per le righe di questo blog di prendere il loro posto nella comunità, operando con consapevolezza, discernimento e profonda saggezza nelle scelte economiche e sociali per costruire così una società più equa e sostenibile.

SCARICA DOSSIER "DONNE IN DIFESA DELL'AMBIENTE" Pdf.


martedì 5 gennaio 2016

Il Fucino visto dallo spazio

Foto: Copernicus Sentinel data (2015)

Sembra un quadro di Gustav Klimt, ma in realtà è un' immagine scattata nello spazio a circa 780 km da Sentinel 2A, il satellite lanciato lo scorso giugno (2015) dall'Agenzia Spaziale Europea. La foto, scattata da macchina fotografica multispettro,  risale ai primi di luglio (2015), quando l'agricoltura è nel pieno della sua attività e la vegetazione è abbondante e rigogliosa: di fatto i rettangoli rosa e rossi nella foto indicano i campi agricoli e quindi presenza abbondante di clorofilla, il pigmento verde che si trova nella grana dei cloropolasti vegetali e senza il quale non si potrebbe avere la fotosintesi clorofilliana, e quindi la vita.

La foto satellitare è stata pubblicata dal "New Scentist", il quale riporta che "la Valle del Fucino, che ospitava il terzo lago più grande d'Italia, è ad oggi la regione più fertile d'Italia".

La valle più fertile d'Italia da 8 anni è minacciata dalle mire della multinazionale Powercrop (holding energetica del gruppo Maccaferri) la quale anche con l'appoggio del Governo (vedi decreto Sblocca Italia) vorrebbe realizzare qui uno dei più grandi inceneritori a biomasse d'Italia. Da 8 anni Comitato Cittadino, Categorie Agricole, Associazioni Ambientaliste e Comuni di Luco dei Marsi e Avezzano si battono contro questo "mostro" che, se realizzato, potrebbe peggiorare lo stato di qualità dell'aria e la fertilità di questa terra, con conseguente danno alle colture, alla salute, all'ambiente di tutta la piana e alla bellezza delle memorie storiche e archeologiche presenti a pochi metri da dove si vorrebbe realizzare l'inceneritore; per 8 anni sono state evidenziate criticità, lacune e inadeguatezza della scelta fatta dalla multinazionale e dalla politica: a Marzo 2016 il TAR Abruzzo dovrà pronunciarsi in merito al ricorso che la società Maccaferri/Powercrop ha fatto contro Regione Abruzzo e Comune di Avezzano per via del giudizio negativo ottenuto in sede di Conferenza dei Servizi lo scorso marzo (2015).

E' il primo post del blog a salutare il 2016, lo pubblico con la speranza che faccia riflettere chi ancora non lo ha fatto e rafforzi lo spirito di chi da 8 anni si batte per difendere la piana del Fucino da mera speculazione industriale, e da un'economia morta, lo pubblico con l’augurio che la sentenza che verrà emessa a Marzo 2016 sia frutto di un equo discernimento e di una giusta valutazione e che si arrivi una volta per tutte a mettere la parola "fine" a questa storia frutto di subdoli tentativi da parte di pochi di far passare per giusto, sano e produttivo ciò che a tutti gli effetti non lo è!

Grazie Giusi per avermi segnalato l'articolo! 


 
Fonte: New Scentist

martedì 10 marzo 2015

Centrale a Biomasse PowerCrop: ferma resta l'opposizione

Giovedì 5 Marzo il Comitato VIA della Regione Abruzzo ha di fatto ritenuto che la variante sull'eletrodotto dell'inceneritore a biomasse che la Powercrop vuole costruire nel Fucino, sia una variazione non sostanziale e pertanto valutabile con una semplice presa d'atto. A questa è seguita l'esultanza di coloro che da anni sperano nella realizzazione della centrale (maccaferri e RSU), un' esultanza che lascia il tempo che trova considerato che personalmente ritengo che la partita sia ancora tutta da giocare. Non sarà certo questo episodio ad indebolire la ferma opposizione a questo progetto scellerato.

Quella della riconversione del comparto bieticolo/saccarifero è una storia di speculazione bella e buona: per l’ennesima volta si assiste ad un gioco dove a farla da padrone è un sistema di imprenditoria che danneggia l’economia vera e  sana che questo Paese ha da offrire, sfruttando e impattando sulle risorse ambientali senza creare vera crescita occupazionale e benessere per i territori. E questo lo sanno bene anche le RSU che tanto sbandierano al vento la necessità della costruzione di questo impianto strumentalizzando la posizione dei cassintegrati dello zuccherificio. L’Europa Non ha mai imposto all’Italia la chiusura degli zuccherifici, eppure il nostro Paese ha ceduto oltre il 50% delle quote di produzione a favore dei Paesi cosiddetti terzi. Il risultato oggi è visibile a tutti: le grandi società come la Sadam, gruppo Maccaferri, hanno chiuso i nostri stabilimenti saccariferi e producono altrove (nei Paesi terzi per l'appunto) lo zucchero per poi rivenderlo in Europa, Italia compresa, che sostiene così costi aggiunti. A conti fatti chi ha perso veramente sono gli agricoltori, i consumatori e i lavoratori degli zuccherifici Italiani. Nella questione Marsicana, gli accordi di riconversione per lo zuccherificio di Celano prevedevano la realizzazione di una centrale ortofrutticola per lavorare i prodotti del Fucino, l’inceneritore a biomasse era una proposta in più. La multinazionale invece si è mossa solo ed esclusivamente per realizzare la tanto discussa centrale che dovrebbe bruciare biomassa in un quantitativo tale da non essere a disposizione in questo territorio, come conferma il Corpo Forestale. 

Ricordo che la centrale dovrebbe sorgere su terreni agricoli non soggetti a riconversione e appartenenti ad un territorio comunale che non è quello di Celano, dove sta il sito da riconvertire e il cui l'allora sindaco ha posto la sua firma sugli accordi, ma di  Avezzano il cui comune non è mai neppure stato preso in considerazione negli accordi firmati a suo tempo presso il MIPAAFF. Inoltre è doveroso sottolineare che da piano industriale presentato dalla stessa società PowerCrop, le unità lavorative impiegate nella centrale sarebbero circa 27,  l’agricoltura del Fucino ne impiega almeno 15mila. L’unico scopo della centrale è quello di produrre energia col beneficio dei certificati verdi, soldi presi dalle nostre tasche: finiti questi incentivi fra 15 anni la centrale non avrà più senso di esistere e a noi resteranno solo terreni fertili sottratti all’agricoltura e inquinanti immessi nell’aria e nell’acqua e 27 persone nuovamente disoccupate. Da figlia di sindacalista ormai in pensione mi è stato insegnato che il ruolo del sindacato è quello di tutelare i lavoratori ed il territorio e non prestarsi al gioco di un sistema capitalistico, che vede solo costi senza benefici. Ecco perchè mi appare tanto  singolare che le RSU continuino a voler imporre questa opera speculativa strumentalizzando la condizione dei cassintegrati di Celano. E per l’ennesima volta il Comitato Marsicano NO Powercrop si chiede come mai questi sindacati non si siano battuti con tanto ardore per la costruzione della centrale ortofrutticola, che ha sicuramente più senso collocata nella piana agricola del Fucino e necessita certamente di una mano d’opera più numerosa rispetto ad una centrale altamente automatizzata. Come mai gli stessi cassintegrati dello zuccherificio non si sono mai battuti per questo e per tutelare così il loro diritto al lavoro?   

Credo che l’intero territorio marsicano e le Istituzioni che lo governano dovrebbero adoperarsi contro tale opera in modo più fermo: forse non a tutti è chiaro che il problema non è solo Avezzanese o di Luco dei Marsi, comune limitrofo alla paventata centrale, ma di tutti i comuni Marsicani che vivono di agricoltura e che vogliono tutelare il diritto alla salute dei propri cittadini: aprire oggi a questo "investimento" vuol dire consentire alle speculazioni di ogni sorta di farla da padrone nel nostro territorio. E' vero che la Costituzione Italiana difende il diritto all’impresa, ma recita anche "purchè questa non si svolga in contrasto con l’utilità sociale e la sicurezza", e nel concetto di sicurezza implicita è la tutela ambientale e sanitaria.

Bruciare biomasse e/o bruciare monnezza, in ogni caso bruciare nel "tempio" dell'agricoltura, un paradosso che pare non voler aver fine.

giovedì 12 febbraio 2015

L'agroalimentare genuinamente clandestino



Un piccolo grande successo per il secondo appuntamento del Cinefest di Avezzano “Lo faccio bene”, promosso dall’Associazione Libera Scuola Marsica. Il tema di questo secondo incontro è stato “Amare la Terra”, due ore trascorse insieme presso la biblioteca Regionale, in Via Cavalieri di Vittorio Veneto, durante le quali è stato proiettato il film-documentario “Genuino Clandestino”, che ci racconta di uomini piccoli che facendo gesti piccoli,  cambiano il mondo.

Genuino Clandestino è una comunità nata nel 2010 formata da piccole realtà produttive (allevatori, contadini, e artigiani) che si sono unite per proporre alternative concrete al sistema capitalista rivendicando il diritto della libera trasformazione dei cibi contadini, espropriato dal sistema neoliberista e capitalista.
Genuino Clandestino è un marchio sostenuto da una rete di azioni e interazioni basata sulla partecipazione democratica, sulle naturali pratiche contadine (termine appositamente voluto) che producono cibo tutelando la salute della terra, dell’ambiente e quindi la vita. Genuino Clandestino vuol dire difendere il patrimonio agroalimentare senza compromettere la biodiversità, troppo spesso minacciata dalle pratiche  monoculturali sostenute industrialmente con sostanze chimiche; vuol dire sostenere le comunità locali, e creare una salda e solidale rete cooperante fra movimenti urbani e rurali presenti sul territorio. 

Se da una parte l’aumento della produzione alimentare viene considerato come un successo della cosidetta “rivoluzione verde” dall’altro questa si è tramutata nel tempo in un vero e proprio agroaffare nelle mani di multinazionali, che con le loro politiche, avvallate anche da un insieme di norme ingiuste e controverse, (come il sistema delle Certificazioni), hanno creato un impatto dannoso sull’ecosistema. Esattamente come questi “clandestini” anch’io sono convinta che l’unica via per venire incontro ai crescenti bisogni umani sia proprio la protezione della biodiversità. Nel documentario proiettato una delle ragazze del movimento sostiene che la terra ha risorse per tutti e che il terrorismo mediatico che si fa quando si dice che la popolazione mondiale sta crescendo e non la si può soddisfare tutta nei propri bisogni, è solo una scusa portata avanti dalle multinazionali per giustificare i loro affari, come ad esempio gli OGM. 

Condivido questo pensiero e l’intero “credo” del movimento Genuino Clandestino, dopotutto durante la mia permanenza presso il centro ENEA di Bologna, ho costruito la mia tesi di Laurea proprio su questa idea di sviluppo, di crescita e di benessere, fondato su un tipo di economia nuova, genuina che si contrappone all’idea di “mercato” così come ci è sempre stato insegnato. E devo dire che i risultati ottenuti sono stati di buon auspicio. Un’altra economia è possibile e reale e sarebbe meravigliosamente utile se  proprio ora che la globalizzazione mostra il suo fallimento, si ritornasse a promuovere politiche che guardano alla crescita del Paese in modo anticamente nuovo: ricostruire un sistema che sta collassando su se stesso.

Menandro (342-290 A.C) scriveva che “tutte le cose arrivano dalla terra e alla terra ritornano”: oggi nonstante il caos generale, c’è chi ancora se lo ricorda e ne fa un esempio di economia virtuosa. Vorrei scrivere ancora tanto, perché è tanta l’energia che queste testimonianze trasmettono che sono fonte di ispirazione e modello da seguire. Ma non mi dilungo oltre, vi invito al prossimo appuntamento con il Cinefest è questo Venerdì 13 febbraio sempre alle 18.00. Il tema sarà “gioco di squadra”, si parlerà di gruppi di acquisto solidale e altro. Se arrivando presso l’auditorium trovate buio, non preoccupatevi ed entrate perchè ll Cinefest di Avezzano aderisce alla giornata nazionale “M’illumino di Meno” lanciata da Caterpillar su RadioDue quindi per circa 15 minuti la sala sarà illuminata solo da piccole candele: dopo l’introduzione, si accenderanno di nuovo le luci e alle ore 18.15 inizierà la proiezione. 

lunedì 9 febbraio 2015

L'Italia che reagisce


"Ci sono tantissime realtà italiane in movimento. Il problema è che sono invisibili. Dobbiamo lavorare per farle vedere”, questo è quello che si legge aprendo il libro “Io faccio così” di Daniel Tarozzi. Un’opera che parla di incontri e di esperienze virtuose vissute da Daniel, direttore della rivista “il Cambiamento”, durante il suo viaggio in Camper attraverso il Belpaese. La presentazione del libro di cui sopra è avvenuta presso l’Auditorium della biblioteca di Avezzano, nell’ambito del festival “Educare al cambiamento” promosso dall’Associazione Libera Scuola Marsica (scarica il calendario dei prossimi eventi, vi consglio di non perdere i prossimi appuntamenti).

Due ore piacevoli quelle di ieri, nel corso delle quali Daniel ci ha raccontato con immagini, video e interviste i suoi 7 mesi di viaggio in camper attraverso l’Italia che vuole cambiare, che riesce a farlo con successo e che purtroppo nessuno racconta. Daniel ha intrapreso un cammino che gli ha permesso di toccare con mano quelle realtà presenti sul nostro territorio fatte da persone, giovani, laureati, contadini, artigiani, movimenti, che ad un certo punto hanno preso in mano la loro vita stravolgendo la prospettiva che questa società ci impone. Ma chi lo dice che per vivere felici bisogna consumare? E’ questo il punto da cui ripartire: chi lo dice…Voci fuori dal coro, meravigliosamente alternativi sono questi IMprenditori “scollocati”, come li definisce simpaticamente Daniel nel suo docu-film e nel suo libro. Persone che si “scollocano” da una società fasulla e regolata da un’economia che collassa su se stessa, persone che fanno della decrescita un modello di sviluppo concreto, positivo ed economicamente vantaggioso (contrariamente a quanto afferma Matteo Renzi) che si contrappone alla cementificazione, al degrado ambientale, al consumo di risorse, ad una burocrazia che strangola iniziative virtuose, ad uno Stato assente se non a tratti ostile.

E così in un momento storico in cui i grandi gruppi imprenditoriali del Paese giustificano la perdita del lavoro con l’avvento della crisi, c’è chi invece assume creando occupazione: è l’Italia che reagisce, fatta da piccoli grandi uomini che diventano IMprenditori in movimento, che guardano avanti con profonda lungimiranza, che diventano parte integrante dell’ecosistema Terra, che cooperano attraverso una rete virtuosa di scambi, flussi e relazioni, esattamente come questo pianeta che è un enorme sistema cooperante. E non è utopia quella che vi descrivo è realtà, una realtà che chiunque può toccare con mano, una realtà che i media non ci raccontano e che ci tengono volutamente nascosta perché si sa, è più facile governare un popolo che crede di non avere nessuna possibilità se non quella di affidarsi al Governo di quei pochi capaci di mandare avanti una politica senza prospettive nè futuro. Basta guardare quello che stanno facendo con il decreto Sblocca Italia, tanto per citare un esempio, un provvedimento necessario a superare l’immobilità di questo Paese dicono loro, un decreto necessario a riempire le tasche degli amici degli amici dico io.

Padre Zanotelli sostiene che “quando l’economia uccide bisogna cambiare”, quando l’economia ci rende schiavi bisogna tornare ad essere uomini liberi e artefici del proprio destino, sostengo io.
Quando l’economia uccide bisogna ricordarsi cos’è la Sobrietà, un apparente stile di vita che rappresenta la più grande rivoluzione economica e sociale, capace di mandare in frantumi il principio su cui è costruito l’intero edificio capitalista. Sobrietà è il principio della crescita invocato non solo dalle imprese, ma anche da chi si batte per i diritti, in base al credo che senza crescita non possa esistere sicurezza sociale né piena occupazione”(cit.  F.Gesualdi).

Per saperne di più: Italia che cambia.org

 

venerdì 6 febbraio 2015

Groviera


Diciamocelo pure, alcune delle strade e dei marciapiedi di Avezzano e dintorni non sono proprio un modello di eccellenza dal punto di vista urbanistico. Ci sono marciapiedi (anche nel centro città) che rappresentano un pericolo per chi li utilizza, talmente dissestati che camminandoci sopra hai la sensazione di essere sulle motagne russe a Mirabilandia; ci sono strade che spesso prima di percorrerle ti fai il segno della croce sperando che al tuo rientro la macchina abbia ancora tutte e quattro le ruote, come la circonfucense tanto per citarne una. Ma c'è una cosa che più di tutto mi colpisce nella mia città: l'abile capacità di trasformare un problema in un altro.

Ieri sono uscita di casa con la mia macchina, mi immetto sulla provinciale e per poco non ci rimetto la ruota anteriore destra, "capperi non mi ricordavo di quella buca!" (nota bene: "capperi" è solo un eufemismo usato per l'occorrenza). Vado avanti nel mio cammino verso la metropoli marsicana e mi rendo conto, proseguendo nel viaggio, che la pavimentazione stradale non appare proprio come me la ricordavo. Rotatorie nuove di zecca contornate da ordinati bordi in pietra in parte danneggiati, sembrano divelti a dirla tutta; poi percorro Piazza Cavour in direzione centro, passando per piazza Torlonia, giungendo infine a Piazza Risorgimento...non so voi, ma non mi ricordavo di dovermi cimentare in uno slalom professionistico per aver salvi gli assi anteriori e posteriori della mia auto. 

Insomma possibile che per spazzare due fiocchi di neve, i mezzi deputati a tale servizio abbiano dovuto danneggiare in questo modo le strade? Un copione che si ripete ogni anno: la città bianca si trasforma nella città groviera. Ora le cose sono due: o i mezzi spalaneve sono inadeguati o lo sono gli operatori, in entrambi i casi da membro di questa comunità mi piacerebbe che ci fosse più attenzione verso i beni della collettività: ogni anno vengono spesi soldi per "rattoppare". Credo che chi amministra e chi lavora per mantenere quei beni debba avere più responsabilità (e responsabilizzare)  e coscienza, ma questo forse è vero solo nel mondo ideale.

Tito Livio scriveva che "il bene comune è la grande catena che lega gli uomini nella società". Cerchiamo di non dimenticarlo nella grandi così come nelle piccole cose del quotidiano.

lunedì 22 dicembre 2014

Ospedale di Avezzano: storie di luci e ombre che ti restano nel cuore


C’è una storia che parla di sanità e voglio raccontarvela perché sto imparando a mie spese che se ti trovi a giudicare un ospedale come “buono” o “cattivo” dipende non solo dai servizi o dall’organizzazione che la struttura ha da offrirti, ma soprattutto dalle persone che incontri. E questa storia va raccontata, elogiando l’operato di alcuni e denunciando le azioni di altri affinché nessuno si trovi a vivere l’orrore che ha vissuto mio fratello e che oggi a distanza di giorni alberga ancora nel cuore e nella mente di mia madre, di mio padre e nel mio. 

Non posso iniziare proprio dal principio della storia, anche se sarebbe ideale per farvi capire come siamo arrivati a questo punto, però sarebbe troppo lunga da spiegare e discretamente complicata. E’ sufficiente per ora, partire da Mercoledì 10 dicembre, quando mio fratello ormai allo stremo delle sue forze è stato ricoverato d’urgenza presso il reparto di neurologia dell’ ospedale di Avezzano con un quadro clinico estremamente critico, complesso ed altamente precario, eppure nonostante tutto lui ha lottato come un leone aiutato senza sosta da tutto lo staff medico ed infermieristico del reparto di neurologia che con grande passione, impegno e professionalità ha fatto di tutto perché Aronne, questo è il suo nome, potesse tornare a casa da noi. In particolare un grazie dal profondo del cuore alla Dott.ssa De Santis e a tutti gli infermieri di Neurologia e un grazie di cuore vero e sincero anche ai medici e agli infermieri del centro dialisi dell’ospedale di Avezzano dove Aronne ormai da tre anni viene seguito sempre con cura e attenzione, in particolare dalla dott.ssa de Nino. A tutte queste persone non possiamo che essere grati, grazie al loro impegno, Aronne la vigilia di natale torna a casa e come ha scritto su facebook l'amico Alessio, sovvertendo le festività e le cadenze del temporale, Natale quest'anno per la mia famiglia sarà giorno di totale e grande rinascita... praticamente una Pasqua!

Ma se da una parte c’ è chi ha lavorato mettendoci l’anima,  dall’altra invece c’è chi, pur indossando un camice bianco, “ritiene opportuno” non intervenire e così ti ritrovi a vivere una tragedia nella tragedia. Venerdì 12 Dicembre 2014 alle ore 13.30 mio fratello, in stato vigile, cosciente e sereno, dal reparto di neurologia viene portato giù al pian terreno per fare una risonanza magnetica; noi eravamo seduti nel salottino  antistante la sala della risonanza ad aspettare la fine dell’esame, ma dopo circa 15 minuti abbiamo rischiato di perderlo. Mentre eravamo in attesa mia madre ha sentito una tosse forte e insistente provenire da dentro. Ha gridato -“ma questo è mio figlio!” - e in un secondo si è alzata e ha spalancato la grande porta di vetro che separa la sala d’aspetto dalle stanze della risonanza, la scena davanti ai nostri occhi è stata orrenda: mio fratello da solo nel corridoio su un lettino completamente fradicio di sudore, con gli occhi sbarrati e fissi al soffitto che ansimava e tossiva con un liquido che gli usciva dalla bocca perché non respirava e stava soffocando: era in piena crisi cardiaca.  Mia madre urla chiedendo l’ossigeno, e il medico o tecnico (non so chi fosse) arriva pure scocciato dicendo “che vuole da me signo’? Ce lo avete già portato in queste condizioni” e nella stanza affianco con la porta aperta c'è una dottoressa alla quale mio padre chiede aiuto e la quale, a sua volta, con la calma più assurda che io abbia mai visto, si avvicina a mio fratello a mani congiunte e dice: “cosa posso farci? Non è un mio paziente”. Finalmente compare una maschera dell’ ossigeno, come sia arrivata lì non lo so, so solo che subito sono arrivati due angeli del reparto di neurologia, le due infermiere che avevano precedentemente accompagnato mio fratello giù per la risonanza. 

Erano disgustate e sconvolte quanto noi per quello che stava accadendo e per la parole dette, ma senza curarsi di niente e nessuno hanno preso il letto con mio fratello in piena crisi e nella frazione di un secondo lo hanno portato su in reparto, credo che abbiano volato, gli angeli hanno le ali dopotutto, e su in neurologia ancora una volta  i medici e i cardiologi presenti non si sono arresi e hanno combattuto assieme ad Aronne per rianimarlo. Mio fratello racconta che dopo un po’ che era dentro il macchinario della risonanza ha iniziato ad avvertire un senso di soffocamento, di claustrofobia, dice di aver suonato il campanello e che uan persona (il campione che vi ho descritto poco fa) gli ha detto di resistere ancora 5 minuti che stavano per finire. Ma mio fratello evidentemente quei 5 minuti non li aveva, dice che ha continuato ad agitarsi e anche a dimenarsi con i piedi per far presente che stava avendo questa crisi di tipo respiratorio e che addirittura  l’altro (il campione, sempre lui) si sia permesso in maniera volgare di lamentarsi perché aveva fretta di finire il suo turno. 

Non conosco i nomi di queste due persone della risonanza magnetica, ma erano di turno quel venerdì 12 dicembre alle ore 13.30; abbiamo segnalato l’accaduto al direttore del reparto di radiologia, ci auguriamo che vengano fatti approfondimenti e intraprese le dovute azioni del caso. Anche se sinceramnte poco ci credo.

Ho voluto raccontare questo episodio perché il silenzio e l’omertà stanno portando questo Paese allo sfascio, ho voluto raccontare questo episodio affinchè nessun altro si trovi a dover vivere quello che abbiamo vissuto noi. Ho voluto raccontare questo episodio perché la superficialità e l’incompetenza di alcune persone deve essere messa al bando e perchè non si può continuare a subire e lasciare che le cose passino inosservate.

sabato 18 ottobre 2014

La malainformazione non fa bene al Paese

Forse un mondo onesto non esisteà mai, ma se ognuno ci provasse a cambiare le cose, forse ce la faremmo.


Un' informazione superficiale, faziosa e incompleta non fa bene ad un Paese civile e non aiuta a costruire coscienza e opinione critica matura e consapevole. Ho sempre pensato fosse questa la responsabilità e il dovere morale di chi esercita la professione del giornalista. Mia madre dice: "lascia stare, non creare polemica" eppure la polemica non sta dietro le mie parole, piuttosto dietro chi delle parole ha fatto il suo mestiere. Un articolo questo che riporto in foto che non meriterebbe alcuna considerazione in effetti, eppure non si può tacere se non altro  per rispetto verso quel lettore che ancora dedica tempo e denaro nella lettura di tale testo. 

Per dovere di cronaca e per rispetto verso quelle persone che due giorni fa hanno sottratto 12 ore alla loro vita privata per difendere la terra marsicana (e quindi gli interessi dell'intera collettività) dalla speculazione di una Multinazionale, sento il dovere di fare delle precisazioni. Il giornalista, forse poco informato o informato male, ha certamente ben fatto a precisare la giusta contrarietà che l'Amministrazione Comunale di Avezzano ha manifestato alla centrale, ma avrebbe fatto ancora miglior cosa a riportare la realtà dei fatti. In audizione presso la Commissione VIA della Regione Abruzzo c'era si il Comune di Avezzano, ma rappresentato solo dall'assessore all'ambiente, avv. Roberto Verdecchia, non mi risulta ci fosse il sindaco Gianni di Pangrazio, lo so perchè ero lì, per 12 ore ferma in quel corridoio in attesa di essere ascoltata a nome del Comitato Marsicano NO Power Crop, e con me c'era il Comune di Luco dei Marsi, rappresentato dall'Assessore all'ambiente, prof. Antonello Gallese, c'era Confagricoltura, con il suo delegato, il Sig. Angelo Viscogliosi, c'era l'Associazione Fare Verde onlus, con il suo delegato, dott. Massimo de Maio, c'era il legale rappresentante che cura i ricorsi al TAR dei presenti appena citati, Avv. Herbert Simone, e c'era il Movimento cinque stelle, rappresentato dal Sig. Giorgio Fedele.

Ritengo sia fondamentale riportare la realtà dei fatti citando tutti i presenti, non per pura propaganda o per visibilità personale, sia chiaro, ma perchè è solo evidenizando tali presenze, dalle istituzioni alle associazioni, che si può far comprendere al lettore quanto l'argomento "centrale a biomasse PowerCrop" sia fondamentale e rilevante per questa terra, tanto da coinvolgere e unire molti soggetti. Il lettore deve arrivare a chiedersi "Perchè in tanti e così diversi fra loro si oppongono a questa centrale? Cosa c'è che non va?" E' solo facendo scaturire tali quesiti nell'animo umano che si aiuta la società ad interrograsi, a crescere e, Dio voglia, a responsabilizzarsi, questo è il ruolo dell'informazione. Tutto il resto è pura propaganada.

Infine e concludo, non è la prima volta che questo "professionista" delle parole sminuisce pubblicamente l'operato del Comitato Marsicano NO POwer Crop, così come di altri movimenti ambientalisti presenti sul territorio (qui un vecchio articolo a porposito), e con rammarico mi tocca constatare ancora una volta la povertà della sua visione del mondo.

Il comitato Marsicano NO PowerCrop è contrario alla centrale a biomasse della omonima multinazionale così come è contrario a tutto quanto il Decreto Sblocca Italia rappresenta: con orgoglio ci si è recati a manifestare a Roma lo scorso mercoledì assieme ad altri movimenti ambientalisti venuti da altre parti dell' Abruzzo e dell'Italia. Movimenti che hanno detto NO ad un decreto che di fatto deruba il Paese delle risorse e ricchezze appartenenti alla collettività per venderle alle lobby del cemento e dell'energia. Non siamo andati a Roma a mani vuote, abbiamo portato proposte concrete per costuire un'economia sana, sobria, e innovativa capace di creare benessere ed elevare la qualità della vita.
I comitati del NO a ben guardare sono gli unici veri comitati del SI: SI alla legalità, SI alla Verità, SI al diritto all'istruzione, alla cultura, allo sviluppo consapevole dei territori, SI alla tutela ambientale, SI alla VITA.

Non lo dimentichi il giornalista che questi Comitati stanno difendendo anche i suoi di diritti, abbia più rispetto per chi almeno ha il coraggio di farlo. 

domenica 10 agosto 2014

Buon viaggio Gigi.

E' scritto che c'è un tempo per ogni cosa, dopo il tempo dei saluti ora c'è quello per la memoria.





Venerdì 8 agosto tra bandiere rosse e bandiere con i colori della pace abbiamo salutato il nostro amico e compagno Luigi Presutti, ma per la maggior parte di noi lui era (e sempre sarà) Gigi. E’ difficile trattenere il pianto e reggere l’emozione, ma desidero che il suo ricordo resti impresso qui sulle pagine di questo blog, quasi fosse una piccola stanza della memoria e del tempo. Il saluto laico si è svolto nel piazzale di Borgo Incile, un piazzale affollato e gremito di persone, amici e compagni che Gigi ha saputo conquistare nella sua vita grazie al suo impegno, alla sua passione e alla sua coerenza.

Fino a 8 anni fa Gigi era per me un semplice vicino di casa, ma poi quando questo nostro meraviglioso lembo di terra è stato preso di mira dai grandi interessi dell’energia, con la Torcia al plasma della Micron prima e con la mega centrale a biomasse della Powercrop dopo, Gigi è diventato per me un amico, un compagno nella difesa di questo territorio dalle speculazioni e un maestro.
Credeva in una società giusta ed equa e ha sempre inseguito con costanza questo sogno. Gigi era un sognatore, un ribelle uno di quelli a cui si augura una lunga vita, perchè sai che il mondo ha bisogno di uomini con questa tempra.

Spesso lo sentivo raccontare di rivolte del proletariato, di lotte contadine, di lotte di classe e di pace sociale, era appassionato e mite allo stesso tempo e allo stesso tempo quando parlava sapeva infiammare gli animi e infondere energia. Aspettava la rivoluzione, me lo diceva di continuo, ma era un pacifico,  mi diceva che la vera rivoluzione nasce dentro di noi, e che quando si è nel giusto bisogna lottare senza timore perché la vera crescita e la vera libertà  sta nel combattere tutto ciò che rende un uomo schiavo e oppresso: analfabetismo, illegalità, degrado ambientale, sfruttamento dei lavoratori e delle classi sociali più deboli. Mi ha insegnato che difendere la vita vuol dire ribellarsi contro tutto ciò che calpesta la vita stessa e la dignità di un uomo e di un territorio. 

Gigione era come una spiga di grano, può far sorridere lo so, ma non so descriverlo diversamente. Il grano è forza, è vita, è energia, il grano è espressione della fatica e del lavoro dell’uomo e Gigi è sempre stato un grande lavoratore, non si è mai risparmiato. Ha avuto la forza e l’intelligenza per coltivare il mondo e custodirlo. Credo che Gigione ci ha lasciato in eredità questo compito. 

E guardando le nostre montagne, quelle montagne che Gigi amava tanto, mi viene in mente quanto scritto in “Io mi ricordo” il libro di Paolo Ferro, un libro che non smetterò mai di amare esattamente come amo questa mia terra:
"Si cerca sempre qualcosa che si porta dentro, che si ha in cuore, che è scesa prima di noi per la lunga scala del silenzio, raggiungendo un luogo profondo in cui ha preso dimora permanente. Salire è contemplare. Scendere è pregare. Che cosa c’è sopra un monte? Ciò che non si può vedere dal basso. Il cielo, la terra, lo spazio, l’amore e la pace. Un grandangolo che fotografa l’infinito e regala l’immagine di chi si è veramente".

Che la terra ti sia lieve amico Gigi!

venerdì 25 luglio 2014

In Senato torna l'emendamento pro-centrali a biomasse



Il Senato reintroduce i commissari ad acta per facilitare la riconversione degli ex zuccherifici in centrali a biomasse.

In questi giorni il Senato ha approvato un emendamento con il quale si torna a parlare di Commissari ad acta per garantire l’esecuzione dei progetti di riconversione degli ex zuccherifici, questo vuol dire che anche ad Avezzano si torna a parlare di PowerCrop e della mega centrale a biomasse che la multinazionale  intende costruire nel cuore del Fucino. Tale progetto vede la ferma opposizione delle associazioni Ambientaliste, delle Organizzazioni Professionali Agricole (CIA, Coldiretti e Confagricoltura), dei cittadini  e delle istituzioni comunali di Avezzano e Luco dei Marsi.

Già un anno fa ci trovammo ad affrontare una situazione simile quando a Luglio 2013 il Governo tentò di inserire all’interno del Decreto del Fare un emendamento simile a questo. Grazie al lavoro di squadra tra comitati cittadini, forze politiche nazionali e locali riuscimmo ad evitare che tale emendamento divenisse realtà. Oggi torniamo a vivere la stessa situazione. Non solo la nomina di un Commissario ad acta è incostituzionale, così come dichiarato dalla sentenza della Corte Costituzionale n.62 del 5 aprile 2013, ma e’ assolutamente vergognosa! Per favorire gli interessi delle lobby dell’energia si continua a calpestare la dignità di questo territorio, la cui volontà popolare, ricordiamo è ampiamente espressa nelle delibere di contrarietà del Consiglio Regionale Abruzzese, del Consiglio provinciale dell’Aquila e dei Consigli Comunali di Avezzano e Luco dei Marsi.

Oggi, come ieri, ci appelliamo alle forze politiche locali e regionali e in particolare al Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Dott. Giuseppe di Pangrazio, avezzanese e da sempre sensibile alla tematica, affinché tutti si attivino in sede di Parlamento per evitare ancora una volta che si arrivi alla disastrosa nomina di un Commissariamento Prefettizio e alla realizzazione di un‘opera indesiderata e devastante per il territorio agricolo del Fucino.

giovedì 16 gennaio 2014

Effetto Nimby: quanto sono malati questi Abruzzesi

Non lasciatevi ingannare, nè manipolare, nè condizionare: se siete certi e sicuri delle battaglie che fate, di quello che dite e di ciò in cui credete, allora andate avanti senza temere di essere nell'errore perchè la vostra unica sindrome è quella di essere il vero futuro di questo Paese.
 


Si è tenuto questa mattina presso l'Università degli studi di Teramo un convegno sulla sindrome Nimby. qual'è la notizia? Come denuncia sulla sua pagina Facebook Augusto De Sanctis, del movimento Forum Abruzzese per l'Acqua pubblica "al convegno sulla partecipazione non hanno fatto partecipare".
Di fatto secondo quanto riportato da un organo di stampa locale (Link all'articolo) pare che a un gruppo di studenti "armati" di striscione NO TAV, sia stata inizialmente negata la partecipazione al convegno nel quale grandi luminari avevano il compito di illustrare la sindorme Nimby e i "devastanti effetti" che essa arreca al Paese.
Personalmente ritengo già grave che una università si presti a convegni di questo tipo sopratutto se privi di contraddittorio, ma è ancora più grave che che nel "Tempio della conoscenza" dove dovrebbero abitare democrazia e partecipazione con il fine ultimo di formare e nutrire liberamente le menti del domani, non si dia voce ai propri studenti.

In Abruzzo gli organi di stampa dedicano tanto spazio a quello che è il Nimbyforum  ovvero un progetto di ricerca sul fenomeno delle contestazioni territoriali ambientali gestito dall'associazione no profit Aris - Agenzia di Ricerche Informazione e Società.

E' di qualche giorno fa (10 gennaio 2014) l'ultimo articolo pubblicato sul quotidiano "Il Centro" dove viene dedicata un'intera pagina (la numero 10) per spiegare come l'Abruzzo sia la quinta regione in Italia per impianti contestati: ben 27, fa notare il Forum, tra i quali i più famosi per la cronaca locale sono il mega Inceneritore a biomasse della Powercrop ad Avezzano, la Filovia a Pescara, il gas-dotto a Sulmona, la piattaforma petrolifera di Ombrina Mare nella costa frentana e molto altro ancora.

Il titolo dell'articolo sopracitato recita "discariche e biomasse, utili ma nessuno le vuole". E tutto perchè questi poveri abruzzesi sono affetti da quella tremenda demenza nota come "sindrome Nimby".

Ciò che invece viene sempre abilmente omesso sono le ragioni, e sottolineo RAGIONI delle contestazioni. Solitamente chi contesta non è un disagiato che si sveglia la mattina e dice NO, al contrario è una persona che partecipa alla vita di un territorio, alla sua crescita e alla suo destino. Solitamente è una persona che si informa per capire, valutare e poter scegliere con proposte concrete il tipo di crescita che ritiene essere idonea e compatibile con quello che è il concetto di sviluppo veramente sostenibile. E questo nel 2014 dovrebbe essere lodato e apprezzato in un Paese Civile e avanzato, e invece accade l'esatto contrario: questo perchè essere consapevoli vuol dire essere di ostacolo per chi non ha alcun interesse alla crescita del Paese, ma guarda solo ed esclusivamente alla propria pancia.

Ed eccoci la punto dunque! La sindrome Nimby viene tirata in ballo ogni volta che grandi gruppi imprenditoriali, con il consenso della Politica e degli Amministratori, vogliono consumare le risorse di un territorio per i propri fini lucrativi creando l'illusione di portare "crescita". Ma la vera crescita e il vero benessere sono quelli che guardano alla qualità della vita e questa non può prescindere dall'uso razionale, sostenibile e consapevole delle risorse quali acqua, suolo, aria, biodiversita che supportano e sostengono la vita e l'economia di quel territorio.

Ogni volta che in un territorio persone consapevoli e partecipi denunciano quello che non va, allora c'è chi strumentalizza quella consapevolezza utilizzando la "sindrome Nimby" con il subdolo intento di colpevolizzare quelle persone accusandole di non volere "lo sviluppo".

A chi sta leggendo in questo momento dico solo questo: non lasciatevi ingannare, nè manipolare, nè condizionare: se siete certi e sicuri delle battaglie che fate, di quello che dite e di ciò in cui credete, allora andate avanti senza temere di essere nell'errore perchè la vostra unica sindrome è quella di essere il vero futuro di questo Paese. 

venerdì 28 giugno 2013

Un anno al nostro servizio: parte I


E' arrivato nelle nostre case, quelle avezzanesi per intenderci, l'opuscolo che celebra un anno della nuova amministrazione comunale. 
22 pagine a colori in cui si descrive ciò che questo governo comunale ha fatto (?) in questo primo anno da poco concluso e ciò che ancora intende fare per questa città(!) in futuro. Come cittadina mi è impossibile esprimere giudizi positivi in merito a questa iniziativa (che tra l'altro mi riporta indietro di 2 o 3 anni a quando mister B. fece la stessa identica cosa con gli italiani) per il semplice fatto che in un momento di crisi economica forse le spese pubbliche dovrebbero essere indirizzate a qualcosa di davvero utile e necessario per la mia/nostra città.

Ma facciamo un salto avanti e ipotizziamo per un solo istante che effettivamente al cittadino avezzanese occorresse un promemoria, ovvero un documento per ricordare a sé stesso o ad altri un qualcosa...soffermiamoci dunque sui contenuti del piccolo libricino. Sfogliandolo ho notato che si affrontano diversi temi: alcuni non li conosco a pieno se non per sentito dire, per cui non entro nel merito, per altri invece, beh penso proprio di poter dire la mia. Iniziamo?!?!

PARTE I
Aprite l'opuscolo a Pag. 11...troverete una strana combinazione di parole che danno forma ad una bizzarra e fantastica favola di senso INCOMPIUTO! INCOMPIUTA come l'azione che questa amministrazione non ha mai portato avanti e in cui mai ha creduto davvero, se non forse in campagna elettorale. A pag 11 è scritto: "L'area pedonale estiva e autunnale nel centro di questa città è il segnale dell'attenzione dell'amministrazione comunale allo sviluppo della qualità urbana e al rispetto dell'ambiente"....

Ora non c'è bisogno di essere dotati di uno spiccato spirito di osservazione per rendersi conto che stiamo parlando del nulla. L'area pedonale? Qualità urbana? Ma dove? Ad Avezzano? Se prima qualcosa si stava iniziando a smuovere in tema di mobilità sostenibile ora con il cambio di governo nel palazzo comunale tutto è IMMOTA MANET, fermo per intenderci!

Di seguito elenco le azioni messe in campo da questa amministrazione per boicottare un modello virtuoso di città del futuro:
  1. Dimezzare le tariffe dei parchimetri, incentivando così all'uso dell'auto;
  2. Con la scusa della sicurezza stradale (quella degli automobilisti però) è stato smantellato un piccolo tratto di pista ciclabile realizzato dalla precedente amministrazione (monta e resmonta diceva mia nonna e noi paghiamo!);
  3. Dopo 2 sentenze del TAR che impongono la creazione di un isola pedonale permanente in centro città a partire dal 2014, il comune non ha ancora dato senso a quest’opera.
  4. Il comune di Avezzano tempo addietro ha vinto un fondo per la realizzazione di una nuova pista ciclabile su via Roma che colleghi questa zona con la ciclabile già esistente nella zona nord della cittadina....il fondo sta scadendo e di pista ciclabile nemmeno a parlarne;
  5. Sono 4 anni che il comitato mobilità sostenibile Marsicana sollecita le amministrazioni comunali passate e presenti ad adeguare il sottopasso ferroviario con la creazione di una banalissima pedana che possa consentire ai ciclisti o anche alle carrozzine di muoversi facilmente dalla zona nord al centro della città.....ma nulla di fatto viene realizzato.

Ora dopo aver letto questi 5 punti aprite di nuovo l'opuscolo a pag 11 e rileggete con attenzione la frase "L'area pedonale estiva e autunnale nel centro di questa città è il segnale dell'attenzione dell'amministrazione comunale allo sviluppo della qualità urbana e al rispetto dell'ambiente..." 

Adesso rifletteteci su un pò e.....trovate l'intruso!