domenica 10 febbraio 2008

Marion Stoddart

All'inizio degli anni '60 Marion Stoddart si trasferì a Groton, vicino il fiume Nashua, il quale era considerato come uno dei più sporchi della nazione. Si potevano vedere i pesci morti che galleggiavano sull'acqua, la quale, a seconda dei coloranti scaricati nel fiume dalle cartiere, appariva ora rossa, ora verde, ora blu. Marion si rimoboccò le maniche e iniziò a ripulire il fiume e a creare parchi pubblici sulle sue rive. Creò un piano di risanamento che venne presentato ai funzionari statali nel 1962. All'inizio questi risero della sua iniziativa, ma Marion non si scoraggiò e andò avanti, intraprendendo una forte azione politica. Individuò i detentori del potere nelle comunità situate lungo le rive del fiume e iniziò ad educarli, attirandoli così dalla propria parte e a farli cooperare nella pulizia del fiume. Grazie alla sua caparbietà riuscì ad ottenere da parte dello Stato, il divieto di scarico nel fiume. Non solo, con 13000 firme per una petizione da indirizzare al' allora Presidente Nixon, riusci ad ottenere dei fondi federali. Coinvolse anche le scuole nella pulizia del fiume e persuase le comunità rivierasche a ricreare 2400 ettrai di parco e di bosco lungo le banchine del fiume. Adesso dopo più di 40 anni il fiume è ancora pulito , sono stati costruiti parecchi impianti di trattamento e si è costituito un gruppo di cittadini che affianco della Stoddart continuano a controllare la qualità delle acque. Nel fiume vi sono ora molti generi di pesci e di altra vita selavtica e le sue acque vengono utilizzate per il canottaggio e altri tipi di attività ricreative e turistiche.

Ecco come una comunità attraverso la valorizzazione del proprio territorio può crescere anche da un punto di vista economico. Ritengo necessario toglierci dagli occhi la benda che non ci consente di vedere quello che mamma Terra ci offre. Ci affanniamo nella disperata ricerca di ricchezza e benessere e invece non ci rendiamo conto che tutto ciò di cui abbiamo bisogno per progredire ci è già stato fornito: è lì da migliaia di anni, dobbiamo solo avere l'accortezza e l'intelligenza di saperlo vedere e valorizzare. Questo a parere mio è un bell'esempio di sviluppo sostenibile.

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1 commenti:

OrsoBruno ha detto...

Questa storia mi ha fatto ricordare una cosa che mi è successa questa mattina. Ciaspolata organizzata dal CAI a Campo Imperatore (Gran Sasso), prima della partenza gli organizzatori ci danno un gadget in ricordo della giornata. Tutto procede per il meglio, tempo splendido paesaggi mozzafiato, la senzazione di purezza data dalla neve è unica. Ma tutto questo non serve ad evitare che il solito CRETINO getti in mezzo al sentiero la plastica che confezionava il gadget. CRETINO, dico a te, se leggerai sicuramente ti riconoscerai, sappi che quella plastica è stata raccolta da me, ed accompagnata da maledizioni indicibili che colpiranno te e le tre generazioni che ti seguiranno. Cosa kakkio ci vieni a fare sul Gran Sasso se non capisci che quello che hai fatto è un gesto da IDIOTA!!!! Mah! E' vero, bisogna valorizzare le bellezze che ci circondano e battersi per fare in mod che CRETINI non distruggano le meraviglie che ci appartengono e che soprattutto appartengono alle generazioni future.