lunedì 4 agosto 2008

Vernice solare

Nel Regno Unito gli scienziati del Swansea University stanno sviluppando una pittura da applicare su lamiere d'acciaio per produrre elettricità; la particolarità è che la pittura in questione contiene celle solari, le quali catturano la luce e la convertono in elettricità. L'idea è venuta ad uno studente del dottorato di ingegneria, il quale notando come la luce solare interagisce con la vernice, ha trovato un metodo per sviluppare un efficiente impianto fotovoltaico; questo materiale è molto più efficiente delle normali celle solari tanto che riesce a catturare anche l'energia solare a bassa radiazione, un bel vantaggio se pensiamo al clima britannico! Gli scienziati ritengono che il potenziale per la vernice a celle solari sia immenso. L'università ha ottenuto un finanziamento di 1,5 milioni di sterline per un periodo di tre anni e lavorando con i principali metalli lavorati dal gruppo Corus, può esaminare la reale applicazione della "pittura fotovoltaica" ai materiali di costruzione in acciaio. Ogni anno la Corus Colors produce circa 100 milioni di mq di rivestimento in acciaio da costruzione. Se questo materiale fosse trattato con le celle solari e assumendo un tasso di produzione del 5%, si potrebbe immaginare la produzione di 4500 GWatt di energia elettrica all'anno, l'equivalente di produzione di circa 50 parchi eolici.

Fonte: Gaia- Rivista dell' Ecoistituto del Veneto

3 commenti:

g ha detto...

si si... era quello che volevo dire con "fogli stampati con inchiostro polimerico"...

ciao

Dalle nostre convinzioni nascono le nostre azioni,
dalle nostre azioni si formano le nostre abitudini,
dalle nostre abitudini deriva il nostro carattere.
Sul nostro carattere costruiamo il nostro destino.
(J. P. Singleton)

“Educare un bambino non è riempire un vaso ma è accendere un fuoco”.
(Montaigne)

DoZ ha detto...

La vernice fotovoltaica è già realtà, un prodotto brevettato:
http://www.dozarte.com/wordpress/2008/08/22/la-vernice-fotovoltaica-photon-inside/

Sefora ha detto...

Grazie Doz, non ne ero al corrente; se davvero l'Italia è al prima ad aver inventato una tecnologia come questa, allora ancora una volta è il caso di ribadire che le menti italiane sono davvero uan risorsa economica e di sviluppo fondamentale per il nostro Paese, e che proprio per questa ricchezza dovremmo pretendere che il Paese investi sempre più sulla ricerca.